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GIU’ LE MANI DALLA MUSSOLINI ! IL PPE NON PUO’ ALLONTANARLA A CAUSA DEL SUO COGNOME .


Alcuni esponenti del Ppe hanno avvicinato Tajani e altri europarlamentari di Forza Italia per comunicare che non mi gradiscono nel Gruppo del Ppe. E, a tal proposito, hanno annunciato che oggi , ci sarà una contestazione a Strasburgo . Ben 82 mila persone hanno espresso il loro voto scrivendo nella scheda Mussolini , ben 82 mila persone hanno decretato che Alessandra dovesse essere la nostra rappresentante in Europa , ben 82 mila persone hanno scelto lei . Adesso qualcuno mi spieghi perchè  quelle 82 mila persone  si devono vedere ( per l’ennesima volta ) derubate del loro voto , forse che quelle 82 mila persone non erano in grado di intendere e di volere ? Forse che le liste con i nomi non si sapevano in precedenza ? Siamo stanchi di essere presi in giro , siamo stufi di vedere che il nostro giudizio , la nostra volontà , il nostro desiderio , possa essere messo  ( anche solo in discussione ) . Matteo Renzi che farà in proposito ? Lascerà che il mondo intero ci prenda per il sedere ? Lascerà che il mondo intero  SAPPIA che votare in Italia non serve a nulla , perchè bastano 4 idioti per ribaltare l’esito elettorale ? Lascerà che  che il mondo intero dica che il popolo italiano ( a differenza di qualsiasi altro popolo al mondo ) non ha sovranità di voto ?

Se tutto questo  accadrà veramente , nessuno osi chiedere agli Italiani un solo centesimo di tasse , perchè  non esistono solo i doveri , ma esistno i diritti  in primis !

Di Marinella Tomasi 000

Intervista a Teresa Meccariello dirigente provinciale di Fratelli D’Italia


Intervista a Teresa Meccariello dirigente provinciale di Fratelli D’Italia-AN Di Rino Costanzo Della Pietra

Teresa quando svolgerete il congresso Provinciale, prima oppure dopo le elezioni europee?

Certamente dopo. Probabilmente in autunno. Per lo meno è questo il dato che è emerso allo scorso Congresso di Fiuggi. Fermo restante che, ad oggi, abbiamo comunque due punti fermi: innanzitutto l’Avv. Nazzareno Fiorenza e l’Avv. Roberto Capezzone, anche consigliere a Palazzo Mosto, sono membri a pieno titolo dell’Assemblea Nazionale e poi c’è il dato delle scorse Primarie, da quale bisogna partire, e che mi ha dato grossa soddisfazione.

Fino ad oggi quante adesioni avete ottenuto anche da altri movimenti di destra ed in più a che quota di tesserati siete arrivati nel in città e nei paesi della provincia sannita?

FDI-An ha recuperato varie anime che, a mio avviso, sono più che un valore aggiunto e il contachilometri è ancora attivo. Innanzitutto, abbiamo avuto importanti ingressi come quello di Capezzone, appunto, già coordinatore provinciale PDL, e di Fiorenza, presidente dell’Ass.ne Città Nuova, proveniente da aree più moderate. Poi quello di Ciro Vallone, esponente di spicco di FN e grande attivista. A seguire tanti Sindaci, vicesindaci, assessori e consiglieri comunali Tant’è che molti di loro hanno preso parte anche alle scorse Primarie (per esempio, per citare qualche amico, l’Avv. Brancaccio, vicesindaco a Baselice e Cosimina Caruso, Assessore al Comune di Castelpoto).

I Un tuo giudizio sull’operato della gestione dell’amministrazione Pepe (PD) e dell’ amministrazione provinciale gestita ultimamente da Cimitile come commissario ?

Le ultimissime vicende di cronaca politico-giudiziaria, tra l’altro, parlano da sole. La gente non è stupida e sarà giudice in cabina elettorale. Ne sono certa! E già i prossimi appuntamenti elettorali , le prossime Europee del 25 maggio c.a., saranno profetiche!

Come partito state sviluppando delle idee sia per la città capoluogo che per la provincia mi può dire quali sono ed intendete portare avanti per il futuro ?

In poco più di un anno abbiamo dato e fatto sicuramente tanto, … non ultima l’ interpellanza urgente che la direzione provinciale del partito, per il tramite del consigliere Capezzone, ha rivolto al Sindaco Pepe, disattesa???, in merito alla bufera sull’Asl di Benevento. con la quale si sollecitava urgentemente l’ assemblea dei Sindaci per verificare il permanere di condizioni di accesso alla sanità pubblica scevre da pressioni indebite e da condizionamenti lesivi del diritto alla salute a garanzia di tutti i cittadini, delle fasce socialmente deboli e del buon nome della sanità a Benevento e nel Sannio, con conseguente deliberato. Posso solo dire che FDI-AN a Benevento e Provincia è una realtà e, ratificato, ormai, il dato delle scorse Primarie, il partito, riunitosi a Pietrelcina alcuni giorni pour parler, è in fibrillazione. L’agenda è piena e non solo in vista dei prossimi appuntamenti elettorali. Per esempio, a breve ufficializzeremo il Circolo di FDI a S. Agata che esiste ormai da più di un anno Ora diamo uno sguardo al futuro, alle prossime elezioni europee… lei pensa che Fdl, che notoriamente corre da solo, riuscirà a conquistare più del 4% per ottenere alcuni seggi a Strasburgo? La situazione politica-economica del Paese è gravissima. L’Italia è scivolata in un declino economico-finanziario, in un disarmo morale ed in un “buonismo” suicida. In tutta Europa la destra avanza e conquista le prime posizioni. Il superamento della soglia del 4% per noi non è un problema, già ci siamo. Per quanto riguarda le elezioni Europee nel sannio chi appoggerete alle prossime elezioni europee? In Primis abbiamo circa 28 Comuni al voto e saremo presenti a ventaglio e in ogni realtà. Probabile anche la partecipazione diretta del Sannio alle Europee. Ad ogni buon conto è ovvio che voteremo innanzitutto Meloni alle Europee: siamo col Presidente e ne condividiamo la linea politica, oggi come un anno fa! E senza ripensamenti.000

UN GRAZIE COSTATO 650 MILA EURO !


OLBIA. Il primo a rendersi conto che l’intervento di ruspe, trattori e carri gru dei militari della “Brigata Sassari”, con il supporto degli specialisti del 5° reggimento genio guastatori di Macomer, incidevano pesantemente sui contribuenti, già messi sul lastrico dall’alluvione, è stato il sindaco di Olbia Gianni Giovannelli.

Il quale, in quei drammatici giorni d’emergenza, sollecitò l’invio degli escavatori dai colori grigioverdi per liberare un ponte pericolante sul Rio San Giovanni: si vide presentare un preventivo (dagli uffici amministrativi del ministero della Difesa) di 85 mila euro.

Sotto quel ponte operarono ruspe di privati, con costi decisamente più abbordabili per le casse comunali e della Protezione civile. L’intervento dei militari nella tragica e devastante alluvione di Olbia sarebbe invece costata allo Stato italiano – una somma da stornare dai fondi stanziati per l’emergenza alluvione alla Protezione civile regionale – qualcosa come 650 mila euro. Un aspetto finanziario – amministrativo, quest’ultimo, previsto dalle nuove normative varate dal ministero della difesa in materia di interventi delle forze armate in caso di calamità naturali dopo la riforma delle forze armate, che operano sul territorio applicando «oneri e competenze da definire di volta in volta sulla base della tipologia dell’evento.

Tali tipologie di intervento comportano, in ogni caso, l’assunzione dei relativi oneri finanziari da parte dell’ente beneficiario. Eventuali prestazioni di servizi e cessioni di materiale, anche ad altre Amministrazioni dello Stato, possono essere attuate solo previo versamento anticipato presso la Tesoreria dello Stato competente per territorio del relativo corrispettivo. A tale principio si potrà derogare per i soli interventi di urgenza, ai fini di incolumità pubblica o per altri analoghi motivi di interesse generale, per i quali si procederà al rimborso a rendiconto».

Questo quanto previsto all’articolo 5 delle linee guida per le calamità naturali varato nel 2011 dal ministero della Difesa e applicabile dai tre comandi delle forze di difesa d’Italia, suddivisi in Nord, centro e Sud. Una nota del ministero della Difesa ha precisato, in analoghe situazioni, che «le forze armate non avanzano richieste onerose alle amministrazioni locali per intervenire. Il problema dei costi riguarda rapporti tra amministrazioni ministeriali».

In questo caso la Protezione civile regionale, che dovrebbe stornare oltre mezzo milione di euro dai fondi destinati agli interventi e alla ricostruzione. Ma l’Esercito professionale, e i suoi mezzi di soccorso, non sono già pagati dagli italiani?8

E’ corretto continuare a chiamare “democrazia” quella che esiste in Italia?


Ho passato molto tempo all’estero, in tutto il mondo, senza troppo badare alla politica in Italia, ora, pensionato, ho incominciato a trattarla come materia di studio e così sono nati i miei dubbi. Osserviamola da fuori, come se fossimo degli studiosi stranieri:

– Le quattro cariche più potenti dello Stato appartengono a un solo Partito, il PD. – Gli ultimi tre governi sono stati scelti direttamente dal Capo dello Stato, ignorando la Costituzione che dovrebbe essere il Libro Sacro della politica italiana, agendo così l’Italia si è praticamente trasformata in “Repubblica presidenziale”senza plebiscito popolare. – Una buona parte della Magistratura opera come braccio armato del PD e sono intoccabili, se un magistrato sbaglia, non è punibile, al massimo viene promosso ad altro incarico più importante “Promoveatur ut amoveatur”. – Per 20 anni il Capo dell’opposizione è stato perseguitato dalla Magistratura con accuse a volte risibili fino a renderlo praticamente inoffensivo per il partito al governo. Non mi sembra il modo corretto di fare politica. – Il Presidente Berlusconi ha proposto riforme che avrebbero portato una solidità maggiore e un equilibrio nelle forze politiche: il bipartitismo per eliminare i piccoli partiti che con pochi voti ricattano i grandi partiti perché con il loro aiuto raggiungono la maggioranza. Ma il prezzo richiesto è sempre molto alto.

All’inizio, quando è stata creata, l’Unione Europea era una grande idea: una concorrente allo strapotere del dollaro americano e un freno alla potenza militare sovietica. Purtroppo l’euro è stato creato senza copertura dell’oro, un pezzo di carta dal valore nominale che è servito ad affossare le economie del sud Europa. Gli ultimi governi italiani non hanno avuto né forza né esperienza né carisma per contrastare lo strapotere nordico e lobbystico che massacra la nostra economia.

Siamo passati adesso alla terza fase: la distruzione dell’Italia. Per pochi spiccioli i nostri governanti di sinistra si sono venduti agli arabi sempre con l’intermediazione della UE. Migliaia di africani e mediorientali stanno invadendo il nostro Paese, tra loro potrebbero esserci cellule dormienti della “jihad” islamica, di violenze leggiamo tutti i giorni sui “media” e chissà, nessuno mi toglie il pensiero che alcuni potrebbero essere portatori della peste bubbonica o Ebola come la chiamano. Naturalmente senza controllo alcuno…

Noi italiani che ci siamo sempre crogiolati nella nostra furbizia contadina e nel nostro machiavellismo, siamo sul punto di scontare tutti i nostri peccati, ma sembra che nessuno se ne accorga. Non voglio fare la Cassandra, ma sono preoccupato proprio perché ho viaggiato tanto all’estero e ho visto cosa succede nei Paesi mal governati.

Cosa possiamo fare? Innanzi tutto cosa dobbiamo fare? Dobbiamo riprenderci la nostra sovranità sul territorio, sulla moneta, sul libero mercato. La nostra genialità non è ancora stata distrutta, per fortuna. Dobbiamo richiedere nuove elezioni, dobbiamo toglierci di dosso questo stuolo di parassiti. Dobbiamo eleggere un nuovo governo che sappia diminuire i costi, che sappia creare posti di lavoro, che incentivi l’industria. Dobbiamo rimettere la leva obbligatoria, non per far guerre ma per insegnare ai nostri ragazzi e anche ragazze, perché no, l’educazione, il cameratismo, un mestiere. Dobbiamo riscrivere i libri di storia in modo reale, non assurdo come lo sono adesso: dobbiamo istruire nuovi insegnanti che non siano politicizzati. In questi anni di viaggi all’estero, ho avuto modo di appurare con quanta simpatia siamo accolti ovunque: siamo intelligenti, lavoratori, eclettici, simpatici, facciamo vedere al mondo che siamo gli eredi dei Romani che conquistarono il mondo. Riconquistiamolo non con le armi, ma con l’intelligenza. Andiamo ad aiutare gli africani, ma non qui facendoci uccidere a picconate, ma in Africa. Insegniamo loro a coltivare, a riparare macchine, a costruire macchine semplici ed utili. Insegniamo loro il libero scambio, il baratto, a produrre energia, a risparmiare. Ma non dobbiamo commettere l’errore di voler cambiare i loro usi e costumi, questo porterà prima o poi a una guerra sanguinosa con gli islamici.

Vorrei che tutte le persone di buona volontà si attivassero per raggiungere questi risultati….***

 di 8Sandro Emanuelli

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TOTI: BERLUSCONI HA UN GINOCCHIO CHE GLI FA MALE , NULLA DI GRAVE .FARA’ SENTIRE LA SUA VOCE


TOTI: BERLUSCONI HA UN GINOCCHIO CHE GLI FA MALE , NULLA DI GRAVE .FARA' SENTIRE LA SUA VOCE

“Il presidente ha un ginocchio che gli fa male, nulla di grave. Abbiamo parlato di programma per le Europee e dei fronti aperti.

L’ho sentito sereno e tranquillo. Escludo categoricamente che il suo ricovero sia un escamotage per il rinvio dell’udienza del 10 aprile perché penalizza noi per la preparazione della campagna elettorale. Se il ginocchio gli fa male troveremo un altro modo per far sentire la sua voce”

I VEGETARIANI, I VEGANO E LA CHIESA NON SONO COMPATIBILI


“L’esposizione di Soloviev che si dimostra particolarmente originale e sorprendente e merita la più approfondita riflessione è nell’attribuzione all’Anticristo delle qualifiche di pacifista, di ecologista, di ecumenista” “L’Anticristo – proseguiva – sarà ‘convinto spiritualista’, un ammirevole filantropo, un pacifista impegnato e solerte, un vegetariano osservante, un animalista determinato e attivo”.     L’anticristo secondo Solovev presentato dal Cardinal Biffi 27 febbraio 2007

 

LETTERA DI SAN PAOLO

1 Lettera  (cap 4) a Timoteo San paolo

 Lo Spirito dichiara apertamente che negli ultimi tempi alcuni si allontaneranno dalla fede, dando retta a spiriti menzogneri e a dottrine diaboliche,  sedotti dall’ipocrisia di impostori, gia bollati a fuoco nella loro coscienza.  Costoro vieteranno il matrimonio,imporranno di astenersi da alcuni cibi che Dio ha creato per essere mangiati con rendimento di grazie dai fedeli e da quanti conoscono la verità.

Infatti tutto ciò che è stato creato da Dio è buono e nulla è da scartarsi,

quando lo si prende con rendimento di grazie, perché esso viene santificato dalla parola di Dio e dalla preghiera.

 

 

 

IL RISCHIO DI PECCATO NEGLI ANIMALISTI NEL CULTO VEGETARIANO

 

 

Lo schema seguente ha lo scopo di levare il velo a una realtà, in cui il culto vegetariano ha la forma fluida di un pensiero , un ‘ideologia, che ripiegherebbe l’uomo verso le creature e non lo innalzerebbe verso Dio .

 

vegani3Nella comprensione dell’opera di satana che si veste di angelo di luce forse ci può aiutare una metaforica lettera in cui satana insegna ai diavoli tentatori come ingannare i cristiani e condurli lontani da Dio attraverso una “casco di realtà virtuale” che tiene la coscienza tranquilla nella convinzione di rendere un culto indiretto a Dio , ma che nella realtà dei fatti porta gli “zelanti” amanti del creato fuori da quell’equilibrio che invece la SS.Trinità ha fissato per tenerci al sicuro dal pericolo del cultismo reso alle creature.

 

 

 

 

 

 

tofuL’animalismo e il vegetarianesimo

 

Lettera di satana ai diavoli custodi dei cristiani vegano- animalisti.

 

 

 

Voi tentatori otterrete la dannazione delle anime a voi affidate  quando riuscirete a ordinare tutta la loro esistenza verso gli animali (bene inferiore) credendo, tuttavia, di rendere un culto implicito a Dio.
Desidero l’accecamento dei cristiani vegano-animalisti affinchè si volgano illusoriamente verso Dio ma il loro cuore sia mio nell’idolatria perpetrata attraverso l’animale.
Dunque per appropriarvi delle anime ascoltate bene:

La violazione del 1 comandamento non dovrà essere visibile come culto esteriore, ma si deve fare concreta nei pensieri e nella vita quotidiana, nei sacrifici e nelle astinenze. La vostra attitudine seduttiva sarà quella di persuadere le anime a voi affidate che Dio è d’accordo con la visione animalista e che la Chiesa non ne coglie la vera essenza.

Fomentate la superbia spirituale e fate si che l’animalista si senta unico depositario del vero amore e interprete autentico delle Scritture, chiudete l’idea animalista- vegetariana in uno schema mentale impermeabile e refrattario al catechismo , così da instillare il dubbio sul sostegno al vicario di Cristo dello Spirito Santo .

 

 

 

 

-Vestite di un abito cristiano , questa nuova idolatria  progettate in maniera sottile un deformato – impianto teologico biblico in versione animalista in modo da tranquillizzare spiritualmente gli animalisti vegetariani cristiani e la loro mente dormirà, di fatto, sonni tranquilli, nell’attesa del giudizio che li condannerà all’inferno, perchè un orgasmo idolatrico è per me vedere il cane che si antepone a dio nel cuore dell’uomo.

 

 

 

-Utilizzate ampiamente il termine amore, il cui abuso costituisce un ottimo stupefacente dell’intelletto che distrae bene dal culto pagano che l’animalista vegetariano sta rivolgendo verso il creato, considerate sempre quelli che gli idolatri non considerano mai che:

 

Dio impone sempre alle creature, un limite nell’amore sia verso il prossimo che verso gli animali e più in generale verso il creato e i beni finiti.

Il limite Dio lo impone perché Lui sia il bene da amare sopra ogni cosa e non le sue creature che vanno amate nei limiti che lo S. Santo ispira la Chiesa.

Così come avviene nella sessualità,con la parola amore condurrete alla perdizione più anime di quelle che si fanno con la parola odio .

Il loro deismo sia intellettuale e soprattutto a loro invisibile e sia nella cultura animalista e vegetariana.

 

 

Mai agli animalisti e ai vegetariani fate venire alla mente la parola “culto”, mai devono pensare che si tratti di idolatria, il peccato di idolatria sia di fatto non nelle parole.

Il culto per gli animali sia nella vita degli animalisti e dei vegetariani, nei loro pensieri, nei loro atti, nei loro sacrifici e nelle loro invettive e nei risentimenti contro quel prossimo che animalista non è.

L’inferno godrà di ogni sacrificio, di ogni privazione vegetariana che l’uomo farà per agli animali prostrandosi così nella vita a loro togliendo in ogni loro atto il culto che solo a Dio devono.

Con l’amore per gli animali satana porterà la fascia meno sospetta all’inferno.

 

 

Un rituale pagano alimentare deve suggestionare i lontani di Dio.

La forza della suggestione sulla contaminazione del corpo con i cibi animali , resuscita in maniera inedita le farisaiche tradizioni, e conduce la mente a concentrarsi su
un ‘illusoria purezza che invece solo con l’astinenza dal peccato si può avere, ma questo gli animalisti non devono mai pensarlo.

La forza del vegetarianesimo e la quotidianità del rituale di astinenza rafforzeranno l’illusione di questa purezza, che si ripeterà e si rinforzerà in maniera ossessiva in forza delle immagini sui maltrattamenti degli animali che chiuderanno in un circolo mentale perverso senza via d’uscita per i futuri dannati.

 

Disposizione sulla diffusione dell’esoterismo
Ricordatevi  che con la battaglia ideologica sulla sperimentazione, abbiamo l’obiettivo finale della diffusione della medicina olistica sul pianeta.

I SATANISTI DELLA  BESANT e la storiella dei dinosauri :

 

cattolicivegetarianiCosì per la distruzione dei dinosauri carnivori (non funzionali all’’interpretazione vegetariana della Genesi) i satanisti mandarono indietro nel tempo tre emissari, discepoli della  Blavastky, di Olcott e e della Besant .
I tre emissari tolsero  la vita ai dinosauri carnivori per lasciare solo dinosauri vegetariani , questo lo fecero con la forza e con la seduzione.

I dinosauri carnivori verranno poi presi dai satanisti solo come ricordo storico.
Eliminati i dinosauri carnivori,  Madame Besant entrò nel tempio di Dio e forò la nuca a 800 fedeli poi  infilò le sue dita perché lavorassero per lei cosi com’era stato fatto con

Nel 1913  la Besant riesce  a far penetrare  nella Chiesa vetero cattolica  il satanismo teosofico tra i cristiani, tra vegetarianesimo ed occultismo per preparare  l’’avvento dell’’anticristo.

La Chiesa Vetero Cattolica contesta l’’infallibilità Papale e  ai teosofi gli è comoda , così i satanisti che mandarono  gli emissari della Besant  ad uccidere i dinosauri carnivori  cercano  di  creare una Chiesa Vetero Cattolica de facto , partendo  dal basso :  con la forza , la teologia e l’’intimidazione.
Poi due nipoti di Wedgwood aprirono una  finestra, uno era un servo di kundalini  e medico di satana, il secondo un vegano guru questo avvenne per la prima volta a Genova,  poi satana razziò’ numerose pecore.
Non ovunque furono aperte le finestre, ma nessuno chiuse quelle aperte.
Così ai suoi pesci   il santone parlerà per satana , il primo pasto sarà teologico il secondo satanico.

Nel frattempo  la massoneria  predispone  nella scacchiera un corpo mistico anticristico formato da tre figure
1) il teologo eretico
2)il violento
3) l’ emissario della legge
I discepoli si formeranno con l’’eretico , e saranno protetti dagli aderenti alle altre due figure.

I satanisti comprano i  cartoni per bambini per umanizzare l’’animale e animalizzare  l’uomo,  l’’uomo bestia distrugge il senso delle concupiscenze realizzando l’’uomo di Rousseau.

 

 

 

Papa emerito Benedetto XVI

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E Gesù gli disse: «Beato sei tu, Simone, figlio di Giona, perché né carne né sangue te lo hanno rivelato, ma il Padre mio che è nei cieli. E io a te dico: tu sei Pietro e su questa pietra edificherò la mia Chiesa e le potenze degli inferi non prevarranno su di essa. A te darò le chiavi del regno dei cieli: tutto ciò che legherai sulla terra sarà legato nei cieli, e tutto ciò che scioglierai sulla terra sarà sciolto nei cieli».

 

FEDELI AL CATECHISMO  DELLA CHIESA
e al suo Vicario Papa Francesco

 

 

85 L’ufficio di interpretare autenticamente la Parola di Dio scritta o trasmessa è stato affidato al solo Magistero vivente della Chiesa, la cui autorità è esercitata nel nome di Gesù Cristo »,99 e cioè ai Vescovi in comunione con il Successore di Pietro, il Vescovo di Roma.

 

87  I fedeli, memori della parola di Cristo ai suoi Apostoli: « Chi ascolta voi, ascolta me » (Lc 10,16), 101 accolgono con docilità gli insegnamenti e le direttive che vengono loro dati, sotto varie forme, dai Pastori.

 

L’ INCOMPATIBILITA’  CRISTIANA CON IL VEGETERIANESIMO ANIMALISTA

 

2417 Dio ha consegnato gli animali a colui che egli ha creato a sua immagine è dunque legittimo servirsi degli animali per provvedere al nutrimento o per confezionare indumenti. Possono essere addomesticati, perché aiutino l’uomo nei suoi lavori e anche a ricrearsi negli svaghi. Le sperimentazioni mediche e scientifiche sugli animali sono pratiche moralmente accettabili, se rimangono entro limiti ragionevoli e contribuiscono a curare o salvare vite umane.00

Il Papa che combatté il comunismo, soprattutto quello infiltrato tra i suoi


George Weigel è un noto teologo e storico americano, autore del bestseller “Testimone dalla speranza. La vita di Giovanni
Paolo II”. Sorprende che Mondadori, che lo ha pubblicato in Italia (Milano 1999, 2001 e 2005), si sia lasciato sfuggire il secondo volume della biografia, stampato dall’editore Davide Cantagalli, con un’ottima traduzione di Giovanna Ossola (“La fine e l’inizio. Giovanni Paolo II, la vittoria della libertà, gli ultimi anni, l’eredità”, Siena 2012, 621 pp., 29 euro).

Eppure questo libro è per molti aspetti più importante del precedente, di cui rappresenta il seguito e il compimento. Weigel ha avuto il privilegio di trascorrere decine di ore accanto a Giovanni Paolo II, raccogliendo molte testimonianze dalla sua viva voce. Ma l’autore ha anche consultato fonti di straordinario interesse, come gli archivi del Kgb, dello Sluzba Bezpieczenstwa (Sb) polacco e della Stasi della Germania dell’est, traendone documenti che confermano come i governi comunisti e i servizi segreti dei paesi orientali siano penetrati in Vaticano per favorire i loro interessi e infiltrarsi nei ranghi più alti della gerarchia cattolica.

E’ questo un punto in cui il lo storico americano è realmente innovativo. Weigel spiega come dal 1962, in Polonia, il controllo della chiesa si concentrava nel IV dipartimento del ministero dell’Interno, meglio conosciuto come la quarta divisione dell’Sb, con il fine di rafforzare il controllo sulla chiesa e intensificare l’infiltrazione dei servizi segreti nelle istituzioni cattoliche. La nascita di questo dipartimento e l’inasprimento degli sforzi per infiltrare il cattolicesimo polacco coincidevano con la feroce campagna antireligiosa promossa in Unione sovietica da Nikita Kruscev che in occidente veniva presentato, in contrapposizione a Stalin, come un comunista dal “volto umano”.

Erano gli anni della distensione, e Kruscev, con il presidente americano Kennedy e Papa Giovanni XXIII, era un’icona del “buonismo” internazionale. Ma, come sottolinea Weigel, “per ironia della sorte la ripresa della persecuzione delle chiese e delle comunità cristiane in Unione sovietica nei primi anni 60 avvenne proprio quando Giovanni XXIII e la diplomazia della curia di Roma decisero un nuovo corso rispetto al problema del comunismo, quello che prese il nome di Ostpolitik” (p. 74).

Il principale rappresentante del nuovo corso di Giovanni XXIII e poi di Paolo VI, fu mons. Agostino Casaroli (1914-1998). Egli era convinto che le persecuzioni dei cattolici nei paesi comunisti fossero dovute anche alla politica “aggressiva” di Pio XII e salutò con soddisfazione l’elezione di Giovanni XXIII, che gli affidò importanti missioni nell’est europeo. Casaroli e i suoi collaboratori, a cominciare da mons. Achille Silvestrini, erano uomini di grande abilità, ma troppo fiduciosi nelle armi della diplomazia.

Di fronte alla poderosamacchina sovietica, la Santa Sede era priva di ogni forma di controspionaggio con cui poter resistere alla disinformazione e alla destabilizzazione che l’Ostpolitik rendeva possibile. A Roma negli anni del Concilio e del postconcilio il Collegio Ungherese divenne una filiale dei servizi segreti di Budapest. “Tutti i rettori del Collegio dal 1965 al 1987 dovevano essere agenti addestrati e capaci, con competenza sia nelle operazioni di disinformazione sia nell’installazione di microspie. Più della metà degli studenti e degli studiosi del Collegio erano agenti segreti; le autorità del Collegio avevano accesso diretto all’arcivescovo Casaroli, all’arcivescovo Giovanni Cheli (l’uomo di punta di Casaroli per l’Ungheria) e ad altri responsabili dell’Ostpolitik, e diventarono così importanti strumenti della politica del governo comunista ungherese contro il Vaticano” (p. 79).

L’Sb polacco, da parte sua, aveva un collaboratore ecclesiastico ben inserito dal nome in codice di Jankowski, ossia don Michele Czajkowski, uno studioso biblico impegnato nel dialogo tra ebrei e cattolici. L’Sb, secondo Weigel, cercò persino di falsare la discussione del Concilio sui punti più peculiari della teologia cattolica come il ruolo di Maria nella storia della salvezza. Il direttore delIV dipartimento, il colonnello Stanislaw Morawski, lavorò con una dozzina di collaboratori, tutti esperti in mariologia, per preparare un promemoria per i vescovi del Concilio, in cui si criticava la concezione “massimalista” della Beata Maria Vergine del cardinale Wyszynski e di altri presuli (p. 80).

Durante il Vaticano II, ricorda Weigel, l’attività dell’Sb, compresa la campagna denigratoria contro il cardinale Wyszynski, veniva organizzata presso l’ambasciata polacca di Roma, dove agenti del I dipartimento (Servizi segreti esteri) utilizzavano incarichi diplomatici per coprire le loro attività e la sezione del consolato che gestiva i passaporti era un’altra sede per operazioni segrete (p. 81). Fu durante il Concilio che l’8 marzo 1964 Karol Wojtyla si insediò solennemente come arcivescovo metropolita di Cracovia. Nel 1967 Paolo VI lo creò cardinale e quello stesso anno, il 4 agosto, Agostino Casaroli venne nominato “ministro degli Esteri” del Vaticano. Da quel momento Casaroli divenne il protagonista ufficiale della Ostpolitik.

La Ostpolitik di Agostino Casaroli e Paolo VI fu una strategia di impegno e di dialogo con il comunismo che prometteva molto e otteneva poco, osserva Weigel, anche perché il presunto partner non era interessato aldialogo. Eletto Papa il 16 ottobre 1978, Giovanni Paolo II, pochi mesi dopo, nominò inaspettatamente Casaroli cardinale e suo segretario di stato, carica che mantenne fino al 1° dicembre 1990. La strategia del
Pontefice non coincideva però con quella del suo principale collaboratore e la Santa
Sede sembrò giocare su due registri paralleli.

La linea politica seguita dal Papa nel periodo tra la sua elezione e la fine della rivoluzione di Solidarnosc nel 1989 non fu gestita infatti nella segreteria di stato vaticana, ma negli appartamenti papali. Una linea, quella di Giovanni Paolo II, che non era quella intransigente del cardinale Mindszenty, ma neppure quella “collaborazionista” del cardinale Casaroli. “Per Casaroli – osservò Zbigniew Brzezinski – il comunismo era una forma di potere con cui si doveva convivere.  Per Giovanni Paolo II il comunismo era un male che non si poteva evitare, ma che si poteva indebolire” (p. 165).

“Stabilità” era la parola d’ordine dell’Ostpolitik, e sia il cardinale Casaroli che
l’arcivescovo Silvestrini diffidavano di Solidarnosc, che consideravano una forza
profondamente destabilizzante per tutta l’Europa centrale e orientale. Essi volevano
puntellare lo status quo dell’Europa, fondato sul sistema di Yalta, verso il quale Giovanni Paolo II era invece fortemente critico. Significativo è il lungo colloquio che si ebbe il 15 dicembre 1981, alla Casa Bianca, subito dopo il colpo di stato del generale Jaruzelski, tra il presidente Reagan e il cardinale Casaroli. “Durante i novanta minuti del colloquio fu Reagan quello che parlò di testimonianza morale e del potere della convinzione morale, e fu invece Casaroli che parlò di realpolitik” (p. 162).

Casaroli continuava a difendere il principio di stabilità, contro l’interventismo del presidente americano. “Gli sforzi sovrumani compiuti dai servizi segreti sovietici e del Patto di Varsavia per infiltrarsi in Vaticano, per corrompere e reclutare i funzionari vaticani, e in tal modo ostacolare le iniziative della chiesa, coincise proprio con l’acme della Ostpolitik di Casaroli; di questo non ci può essere alcun dubbio. Più la Santa Sede era accomodante, più aggressivi si facevano il Kgb, l’Sb, la Stasi, i servizi segreti ungheresi, quelli bulgari e tutto il loro squallido apparato” (p. 210).

Si potrebbeaggiungere che in quegli stessi anni oltre 2.500 vescovi si riunirono a Roma per discutere sui problemi del mondo contemporaneo, ma il Concilio Vaticano II, malgrado la richiesta di 454 Padri conciliari di 86 paesi diversi, non disse una parola sul Leviatano comunista che estendeva la sua ombra sul mondo. Gli artefici dell’Ostpolitik erano convinti che con il comunismo si sarebbe dovuto convivere almeno un secolo. Invece, nel 1989, si sgretolò il Muro di Berlino. Giovanni Paolo II vi aveva dato il suo contributo. ()000

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NESSUN EBREO FU CONSEGNATO AI CAMPI NAZISTI FINO ALLA CADUTA DI MUSSOLINI


NESSUN EBREO FU CONSEGNATO AI CAMPI NAZISTI  FINO ALLA CADUTA DI MUSSOLINI

Non è assolutamente vero che i fascisti volevano sterminare gli ebrei .
Lo storico e giornalista tedesco Emil Ludwig, che scrisse un avvincente libro su Mussolini nel 1932 basato su una serie di lunghe interviste al Duce, affermò: “ Indubbiamente nessun personaggio inglese o russo ebbe un giudizio così comprensivo verso gli ebrei come Mussolini lo ebbe nei miei confronti nel 1932 “
Ludwig, il cui vero cognome era Cohn, era ebreo e scrisse queste parole nel 1946 nell’introduzione ad una nuova edizione del suo libro “ Talks With Mussolini” (Colloqui con Mussolini). In altre parole, le scrisse col senno del poi: la Seconda Guerra Mondiale era finita e gli orrori dell’olocausto erano stati rivelati.
Fu solo dopo la fatale alleanza dell’Italia con la Germania Nazionalsocialista alla fine degli anni 30 che il Fascismo italiano divenne antisemita, ma anche allora non aveva alcun piano di sterminare gli ebrei. Fino a quel periodo i circa 50.000 ebrei italiani erano bene integrati e molti fascisti di rilievo erano ebrei.
Margherita Sarfatti, amante di Mussolini fino agli anni 30, era ebrea. Figlia di una ricca famiglia veneziana, la Sarfatti incontrò Mussolini a Milano prima della Prima Guerra Mondiale quando questi era un astro nascente del socialismo rivoluzionario. Essa scrisse articoli sull’arte per il giornale del Partito Socialista Avanti!, editato da Mussolini.
Seguì Mussolini quando questi abbandonò il Partito Socialista Italiano nel 1914. Egli però non abbandonò mai il socialismo, perché il partito voleva che l’Italia rimanesse neutrale e lui si accorse che ciò avrebbe portato il paese ad essere uno spettatore più che un protagonista. E quando fondò il Fascismo come movimento rivoluzionario di sinistra alternativo nel 1919, la Sarfatti divenne una dei suoi ferventi propagandisti, scrivendo la prima biografia di Mussolini dopo la presa del potere nel 1922. Intitolato “DUX” in italiano, questo libro brillante ma adulatorio fu pubblicato prima in inglese nel 1925 e divenne un best-seller internazionale trad in 20 lingue.
I fascisti italiani non erano né più né meno antisemiti o razzisti di quanto lo fossero gli europei in generale a quel tempo.
Nel 1920 Winston Churchill scrisse un articolo sul Illustrated Sunday Herald a proposito di tre tipi di ebrei, due buoni e uno cattivo: gli ebrei “Nazionali” che erano patriottici, gli ebrei “Sionisti” che volevano creare Israele e gli ebrei “Internazionali”, che includevano i leaders comunisti russi, considerati cattivi perché stavano dietro ad “una cospirazione mondiale per rovesciare la civilizzazione”.
Fintanto che Mussolini non si alleò con Hitler alla fine degli anni 30, non c’era niente nel Fascismo italiano che poteva essere interpretato come insolitamente antisemita. Allo stesso Ludwig nel 1932 Mussolini disse: “E’ ovvio che non ci siano più razze pure; nemmeno gli ebrei non hanno potuto evitare il mischiarsi del sangue. Incroci ben riusciti hanno spesso promosso l’energia e la bellezza di una nazione. La razza! E’ un sentimento, non una realtà; almeno al 95% è un sentimento. Niente riuscirà mai a farmi credere che razze biologicamente pure possano esistere oggi. E’ abbastanza divertente costatare che non uno di coloro che hanno proclamato la “nobiltà” della razza Teutonica, fosse lui stesso un Teutonico. L’antisemitismo non esiste in Italia. Gli italiani di stirpe ebraica si sono dimostrati buoni cittadini ed hanno combattuto con coraggio nella guerra “
Tuttavia nel settembre del 1938, mentre Mussolini veniva definito l’angelo della pace in seguito al Trattato di Monaco, e che si supponeva dovesse garantire “la pace dei nostri tempi”, egli introdusse le leggi anti-razziali in Italia. Mentre il Nazionalsocialismo tedesco era sempre stato antisemita, il Fascismo italiano non lo fu mai. Non era nemmeno inevitabile che la Germania nazista e l’Italia fascista, nonostante l’odio condiviso per il capitalismo e per il comunismo, dovessero diventare alleati militari. Anzi, l’annessione dell’Austria da parte di Hitler nel Marzo del 1938, che confinava con l’Italia e dava accesso ai Balcani, fece irritare e spaventare Mussolini. Tuttavia la sua invasione dell’Abissinia nel 1935 gli provocarono un pericoloso deterioramento delle relazioni con Gran Bretagna e Francia, obbligandolo a cercare sostegno altrove.
Gli stretti legami fra i nazionalsocialisti e i fascisti italiani non furono la ragione per la quale Mussolini introdusse le leggi antirazziali le quali furono il catalizzatore. Il motivo a radici profonde. Il nemico numero uno di Mussolini, sia come socialista che come fascista, era sempre stata la borghesia. Ciò includeva anche i comunisti russi che lui definiva capitalisti di stato. Egli giunse alla conclusione che gli ebrei ne fossero la personificazione. Il suo antisemitismo non derivava da un odio per la razza ebraica ma dalla forma mentale ebraica il cui spirito antifascista era un importante ostacolo alla fascistizzazione dell’Italia. Ma un ebreo poteva sempre rinunciare alla sua fede.
L’antisemitismo di Hitler invece era di natura biologica: un ebreo rimane sempre un ebreo.
Le leggi razziali di Mussolini furono nefaste perché trasformarono gli ebrei italiani in cittadini di secondo ordine. Tuttavia non un solo ebreo fu consegnato ai campi tedeschi dall’Italia, o dalla Francia, Jugoslavia e Grecia occupate dagli italiani, almeno fin dopo la caduta di Mussolini provocata da Re Vittorio Emanuele III nel luglio del 1943 in seguito alla liberazione della Sicilia da parte degli alleati.
Mussolini ritornò al potere nel Nord dell’Italia nel Novembre 1943 come capo della Repubblica Italiana con base sul Lago di Garda, ma egli era nelle mani di Hitler.
I fascisti che si trovavano nella parte della Francia da loro occupata fino al settembre 1943 salvarono migliaia di ebrei, molti di più del ‘buon nazista’ nel film del 1993 di Steven Spielberg: Schindler’s List. Ma non li salvarono dai tedeschi, bensì dal Regime di Vichy che si dava da fare per deportare gli ebrei verso i campi nazisti.
Fra il settembre 1943, quando i tedeschi occuparono l’Italia che aveva cambiato alleanze, e l’aprile 1945, furono arrestati in Italia un totale di circa 8.500 ebrei (circa il 17% del totale residente in Italia) e deportati verso i campi di concentramento nazisti. Si stima che ne morirono 7.680. I nazisti avevano ordinato il loro arresto e la deportazione e i soldati nazisti obbedirono agli ordini, sebbene i fascisti italiani qualche volta collaborarono.
Mi sono sempre chiesto: Mussolini avrebbe potuto evitare la fatale alleanza con Hitler e rimanere neutrale nella Seconda Guerra Mondiale? E quali sarebbero state le conseguenze?
Il Generale Francisco Franco, il dittatore nazionalista di Spagna lo fece e la sua dittatura continuò fino al 1975.
Ma la Spagna non è l’Italia e Mussolini non era Franco. La Spagna, al contrario dell’Italia, era appena uscita da una devastante guerra civile. E la posizione geografica dell’Italia nel cuore del Mediterraneo rendeva la neutralità molto più difficile. In entrambe le guerre mondiali l’Italia era neutrale all’inizio ed entrambe le volte vi entrò nove mesi dopo.
Se Mussolini fosse rimasto neutrale, sono certo che Hitler si sarebbe presa l’Italia “austriaca” a nordest del Lago di Garda fino alle Alpi e quelle nazioni balcaniche che fino al 1918 facevano parte dell’Impero di Vienna. Tuttavia, indipendentemente da ciò, l’Italia poteva rimanere neutrale e quindi rimanere fascista anche dopo la guerra, sebbene ad un certo momento ci sarebbe stata senz’altro una guerra civile, come c’era stata in Spagna ma che Mussolini avrebbe potuto comunque vincere con facilità. E poi c’è un’altra cosa: se l’Italia fosse rimasta neutrale, Hitler non avrebbe dovuto ritardare in modo così fatale l’invasione della Russia nel 1941, avendo dovuto togliere le castagne dal fuoco agli italiani in seguito alla loro invasione della Grecia e così l’Europa e l’America si sarebbero risparmiate la Guerra Fredda…

Traduzione a cura di
Gian Franco Spotti
Fonte:
http://takimag.com/ – See more at: http://www.rinascita.eu/index.php?action=news&id=19332#sthash.eegbqHqI.dpuf

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IL VERO VOLTO DI QUELL’ IPOCRITA SINISTRA ANTISEMITA .


IL VERO VOLTO DI QUELL' IPOCRITA  SINISTRA ANTISEMITA .

E’ imbarazzante il comportamento che una certa sinistra pacivendola e una certa stampa di sinistra tiene nei confronti della Siria specie se confrontato a quello tenuto nei confronti di Israele. Intendiamoci, quello che seguirà non vuole essere una lamentela, ci siamo abituati a questo comportamento, voglio solo mettere in evidenza alcuni fatti che la sinistra anti-israeliana tende volontariamente ad omettere o distorcere. Insomma , nessuna lagnanza, è solo una elencazione nuda e cruda dei fatti.

Partiamo dalla cosa più evidente, cioè dalla tragedia siriana nel suo complesso. Da quando è iniziata la rivolta in Siria ci sono stati oltre 80.000 morti (ma il numero è certamente in difetto). Avete mai visto la sinistra pacivendola scendere in piazza? Avete mai visto manifestazioni contro il massacro immane perpetrato da Assad? E qualche flotilla di aiuti umanitari diretta in Siria invece che a Gaza? Avete mai sentito prese di posizione da parte dei cosiddetti “intellettuali di sinistra” come Vauro e tanti altri, contro il massacro e contro l’interferenza esterna di Iran ed Hezbollah? C’è stata qualche protesta contro la Russia che fornisce armi altamente letali alla Siria? Niente di tutto questo. Provate a pensare cosa sarebbe successo se a interferie nella vicenda siriana fossero stati gli israeliani o gli Stati Uniti. Sarebbe successo il finimondo, ne abbiamo avuto un esempio con il raid israeliano che ha colpito (giustamente) i missili siriani diretti a Hezbollah.

Ma la cosa che più di tutto mostra l’ipocrisia della sinistra pacifista a corrente alternata (appunto, pacivendola) e filo-palestinese fino all’estremismo, è il silenzio sui morti palestinesi in Siria. Secondo il sito arabo “Al Qassam”, che poi è il sito ufficiale della Brigate Ezzedeen Al-Qassam che fa capo ad Hamas, i morti palestinesi nella guerra in Siria sarebbero 1.287 (numero che anche questo è certamente in difetto). Avete sentito qualche parola di denuncia contro Assad? Avete visto manifestazioni contro la Siria? E un articolo di un giornale di sinistra che denunci il massacro dei tanto amati palestinesi lo avete visto? Nulla, silenzio assoluto. Ma se un palestinese inciampa su se stesso in Cisgiordania e magari si ferisce gli articoli contro i “cattivi israeliani” fioccano. Per assurdo, alcuni siti internet di sinistra e anti-israeliani prendono fotografie dei massacri in Siria e le attribuiscono a Israele. E’ una cosa che hanno sempre fatto, ma speculare sul massacro siriano è davvero infame.

Vogliamo poi parlare del fatto che nella guerra in Siria si scontrino due fazioni musulmane (sciiti e sunniti) e che quindi non sarebbe sbagliato parlare di “conflitto interno al mondo islamico” che mira a prendere il controllo di uno Stato fondamentale per gli equilibri del Medio Oriente? Avete mai visto scrivere qualcosa su questa realtà dalla stampa di sinistra? Nulla. In compenso fioccano articoli demenziali sul presunto coinvolgimento di Israele nel conflitto siriano. Come se Israele avesse bisogno di impegnarsi su un altro fronte. Demenzialità ipocrita ai massimi livelli.

Concludendo, nel ripetere che la mia non è assolutamente una lagnanza e che non mi aspetto un cambio di rotta da parte della sinistra pacivendola e ipocrita, quello che vorrei fosse evidenziato a coloro che non hanno gli occhi impregnati di antisemitismo, è come i media sinistri usino per Siria e Israele due pesi e due misure talmente evidenti che parlare di volontarietà è un eufemismo, è una vera azione criminale che esula dal Diritto di cronaca e sfocia nell’odio razziale viscerale.

Sharon Levi

New York: ARRIVA L’INCUBO IT “lo vuoi un palloncino?”


Un uomo vestito da clown terrorizza i cittadini di Staten Island.                        IMG0005Sta terrorizzando le strade di Staten Island, a New York, da oltre un mese: un uomo, vestito da clown come nel libro horror “It” si aggira di notte vicino alle stazioni di Richmond Valley e di Grasmere suscitando paura tra gli abitanti. Indossa un costume giallo, delle scarpe rosse, una maschera e in mano tiene dei palloncini, proprio come il celebre pagliaccio nato dalla mente di Stephen King e poi trasformato in film. Molti gli scatti pubblicati su Facebook e su Instagram fatti da persone che lo hanno avvistato, prima di fuggire. Tra queste anche il musicista Vin Innocente, che nella didascalia della foto ha scritto: “Sono andato veramente fuori di testa mentre tornavo a casa dallo studio di registrazione”. Nella sua immagine, il clow che sventola i palloncini e saluta.

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LETTERA APERTA AL CAVALIERE: ABBIAMO BISOGNO CHE DIFENDIATE IL POPOLO ITALIANO .


LETTERA APERTA AL CAVALIERE: ABBIAMO BISOGNO CHE DIFENDIATE IL POPOLO ITALIANO .

Presidente , l’astensionismo da parte del centrodestra non si placa e se mi permetti vorrei dirti il mio punto di vista. Gli Italiani che si riconoscevano in Forza Italia per le sue posizioni forti , le sue idee ed i suoi valori , oggi si allontanano perchè tutto questo sta venendo meno . Trovo che stia venendo meno il coraggio di portare avanti un percorso iniziato nel 1994 dove le differenze tra destra e sinistra erano palesi . Oggi questa differenza è diventata minima e troppo spesso ci accorgiamo che Forza Italia si accosta lentamente alle idee della sinistra . Ricordo ad esempio la carta dei valori del Popolo della Libertà , era un documento straordinario che è mutato inspiegabilmente . Non ci sono più prese di posizione forti , oggi è tutto molto accondiscendente . Le differenze tra destra e sinistra non devono e non possono essere solo a livello economico , oggi gli Italiani si sentono soli ed abbandonati a se stessi perchè nessuno ha il coraggio di schierarsi con decisione dalla nostra parte . Apriamo i giornali e ci sentiamo sopraffatti da tutto e da tutti . I clandestini che un tempo erano tenuti lontani dalle nostre coste oggi vengono ricercati dalle nostre flotte navali , vengono smistati negli alberghi di lusso , viene dato loro un sussidio , vengono varati progetti lavorativi in loro soccorso … ma agli Italiani chi ci pensa ? Come si possono sentire gli Italiani che lentamente perdono tutto e si vedono prevaricare dagli stranieri ? Come si possono sentire gli Italiani che perdono casa e lavoro (alcuni costretti a dormire in auto o nelle stazioni) ed assistono impotenti alle immagini dei “profughi” accompagnati nei lussuosi alberghi ? Come si possono sentire i nostri anziani che vengono sbattuti fuori dai centri anziani (perchè non sono convenienti economicamente) per far spazio agli immigrati ? Presidente , qui non si tratta di essere razzisti o meno , qui si tratta di tutelare i cittadini Italiani che per l’Italia hanno sempre lottato , che l’Italia l’hanno sempre amata , ma che oggi si sentono come un popolo emarginato , senza che nessuno , o quasi , spenda una parola in nostro soccorso .
Presidente , abbiamo lottato negli anni passati per difendere i principi non negoziali , perchè ora ci appiattiamo e seguiamo la linea della sinistra ? Ma non eravamo noi quelli che nella carta dei valori parlavamo di riconoscimento esclusivo verso le famiglie naturali formate da un uomo ed una donna ? Certe dichiarazione di esponenti di Forza Italia destabilizzano l’elettorato e lo portano ad affermare che tanto tra destra e sinistra non c’è più alcuna differenza . Presidente , l’ho sempre seguita in ogni suo intervento e le sento dire cose importantissime ma troppo spesso ripetitive , perchè non prova ogni tanto a parlare di argomenti scomodi ? Quegli argomenti che il popolo di centrodestra attende come manna dal cielo che vengano toccati ? La sinistra sta distruggendo la famiglia , i nostri figli vengono violentati psicologicamente nelle scuole e negli asili con indottrinamenti gender e siamo rimasti soli a lottare contro tutto questo . Siete diventati tutti troppo buoni , ma noi non abbiamo bisogno di bontà , abbiamo bisogno che vi schieriate apertamente e convintamente dalla nostra parte , questo dovrebbe fare un leader ! Siamo arrivati pesino a guardare la Russia con santa invidia ed ad ammirare Putin che con coraggio e determinazione si schiera dalla parte del popolo Russo , guardiamo alla Francia di Marine Le Pen con la stessa santa invidia .. Presidente , ha ribadito ieri che c’è bisogno di cambiamento , ha ragione , ma il cambiamento che necessita a noi popolo Italiano di centrodestra , in primis , è questo !
Con stima , un’elettrice che non ha mai tradito ed innamorata della politica
Marinella Tomasi .

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E SE FACESSIMO UNO SCAMBIO ED IN INDIA A POSTO DEI NOSTRI MARO’ CI MANDASSIMO QUESTI 2 CRETINI ?


E SE FACESSIMO UNO SCAMBIO ED IN INDIA A POSTO DEI NOSTRI MARO' CI MANDASSIMO QUESTI 2 CRETINI ?

E se in India a posto dei Marò ci mandassimo Luca e Paolo ? Visto e considerato che sono entrati facilmente nella parte , io gli e la farei fare fino in fondo . Propongo uno scambio e chiedo a tutto internet di sostenere questa iniziativa , lo chiedo accoratamente perchè credo sia legittimo . Se è legittimo ironizzare su una situazione talmente delicata come quella dei nostri fucilieri di Marina , Massimiliano Latorre e Salvatore Girone , situazione che potrebbe sfociare addirittura in un conflitto internazionale , allora lo scambio con Luca e Paolo mi pare DOVEROSO . Se sei D’accordo , condividi e fai girare !
Di Marinella Tomasi

CLANDESTINI IN ALBERGO E ITALIANI ALLA FAME . GOVERNO DI M***A !


L’immigrazione sta diventando ogni giorno che passa un problema sempre più serio , il Ministro Angelino Alfano ci fa sapere che “bonariamente” le nostre coste sono pattugliate dalle nostre flotte navali alla ricerca dei migranti in difficoltà e ci spiega che si arriva fino alle coste dell’Africa .. Mi domando se le nostre flotte navali che sono sempre state il fiore all’occhiello della nostra Italia non siano state trasformate in nuovi scafisti legalizzati dallo stato .. Ma questi clandestini che fine fanno ? E qui arriva la notizia scioccante : i clandestini sono stati smistati in tutta Italia (isole comprese) e sono “ospiti” A NOSTRE SPESE di alberghi a 4 stelle , con tanto di sauna , solarium , bar , TV in camera , fitness center , aria condizionata , tre pasti giornalieri ( I pasti dovrebbero essere espressamente preparati con alimenti che non vadano contro la Religione del migrante ), vestiario , lavanderia , “piccola paghetta quotidiana” e ricarica per telefonino da 15 euro . Detta così sembra quasi una bufala perchè è talmente tanto sconcertante che a crederci viene male .. invece , aimè è pura verità . Qualche cittadino incazzatissimo ha presidiato davanti gli alberghi più disparati tentando di impedirne il soggiorno , qualche gruppo politico tenta di fare le sue rimostranze , ma pare che tutto questo non sia efficiente , i clandestini prendono possesso dei loro nuovi alloggi . Ora , se l’Italia vivesse un momento di benessere , non credo che ci si lamenterebbe più di tanto , l’indignazione deriva infatti dalla pesante crisi economica che stiamo vivendo . Ma ci rendiamo conto che abbiamo Italiani che pagano le tasse che sono alla disperazione ? Ci rendiamo conto che gli anziani aspettano la chiusura dei mercati per rovistare negli scarti con l’intento di mettere qualcosa in tavola ? Ci rendiamo conto che ci sono famiglie intere che vivono in garage o addirittura dentro le macchine ? Ci rendiamo conto che le aziende chiudono creando ogni giorno centinaia di nuovi disoccupati ? Ci rendiamo conto che a fine mese non ci arriva più nessuno ? Io devo ancora capire perchè una famiglia italiana che paga le tasse non sia aiutata , che sia costretta a dormire in auto e perchè al contrario un clandestino venga trattato con tutti questi riguardi , mantenuto da noi non solo nell’indispensabile , ma nel lusso , nei vizi e nei capricci . Ma che governo è quel governo che si occupa degli estranei e non si occupa dei suoi figli ? Qui stiamo rasentando la follia più totale ! Per cosa ? Perchè la sinistra appena sbarcano li tessera PD ed auspica che presto questi clandestini possano votare ? Ma non vi fate schifo ? A me fate di schifo me ne fate veramente tanto !! Fate attenzione però cari politici di sinistra , perchè tutto questo ora si rivolta contro di noi , ma presto , molto presto , si ritorcerà contro anche di voi . Che Dio vi perdoni , perchè gli Italiani non sono sicura che ci riusciranno a perdonarvi ..
Di Marinella TomasiIMG0000

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MUSSOLINI , LE LEGGI RAZZIALI E LE VERITA’ CHE LA SINISTRA HA OMESSO DALLA STORIA .


MUSSOLINI , LE LEGGI RAZZIALI E LE VERITA' CHE LA SINISTRA HA OMESSO DALLA STORIA .

Per cominciare va detto che l’ebraismo italiano era “profondamente integrato nella società plasmata dal regime fascista! Gli ebrei fascisti non erano un corpo estraneo allo stato e i suoi più alti ed influenti esponenti proclamavano “l’assoluta fedeltà degli israeliti al fascismo e al suo duce”. Renzo De Felice, sul suo “Storia degli ebrei italiani”, scrive che gli ebrei furono fondatori, per esempio, dei fasci di combattimento di Milano, ebbero parte attiva nelle squadre di Italo Balbo e furono fra i protagonisti della “marcia su Roma”. I Caduti ebrei di quella epopea figurano nel “martirologio ufficiale della rivoluzione fascista”. Furono anche fra i finanziatori del partito fascista.
E’ noto che i provvedimenti a favore degli ebrei nel 1930, perfezionati nel 1931, risultarono tanto graditi alla comunità ebraica italiana che i rabbini innalzarono preghiere di ringraziamento nelle sinagoghe. E’ anche noto l’attacco lanciato dal Duce, contro le teorie nazionalsocialiste. Il 6 settembre 1934, dal palazzo del Governo di Bari Mussolini, dopo aver esaltato la civiltà mediterranea, disse: “Trenta secoli di storia ci permettono di guardare con sovrana pietà talune dottrine d’oltr’Alpe, sostenute da progenie di gente che ignorava la scrittura con la quale tramandare i documenti della propria vita, nel tempo in cui Roma aveva Cesare, Virgilio e Augusto”. Uno spietato attacco all’antiebraismo della Germania. Pertanto sino ad allora non esisteva alcuna pregiudiziale anti ebraica nell’animo di Mussolini. E allora, come si giunse alle leggi razziali?

Le Sanzioni
la politica fascista cambiò repentinamente con la conquista dell’Etiopia. Con questa azione di forza, non concordata, l’Italia si mise in conflitto con le potenze che detenevano il potere e le ricchezze del mondo e non consentivano ad altri di intervenire sulla scena geopolitica mondiale. L’Italia era una nazione di serie B e tale doveva rimanere.
Bernard Show, in una intervista al Manchester Guardian (13 ottobre 1937) profetizzò: “Le cose già fatte da Mussolini lo condurranno prima o poi ad un serio conflitto con il capitalismo”. Infatti le nuove idee, che partivano dall’Italia fascista, si stavano espandendo in tutto il mondo; dalla Francia agli Stati Uniti, dalla Gran Bretagna all’Australia, dall’Argentina alla Norvegia, nascevano movimenti di ispirazione fascista. Sembrava che, una volta ancora, l’Italia fosse ispiratrice di un nuovo messaggio universale di sapore rinascimentale: il Rinascimento del lavoro. Queste nuove idee, portavano in sé un difetto: mettevano in pericolo il sistema capitalistico allora vigente e padrone.
La guerra d’Etiopia provocò, dunque, un inasprimento delle relazioni con Francia e Inghilterra, le nazioni imperialiste per antonomasia, che guidavano la Società delle Nazioni. Anche per il subdolo intervento di Roosevelt, furono imposte all’Italia le “sanzioni”: cioè l’embargo economico. La Germania si dissociò e continuò ad intrattenere rapporti con l’Italia. Nel 1936 scoppia la guerra civile spagnola; i Paesi capitalisti si schierano, con l’Unione Sovietica, contro l’Italia che collabora con Francisco Franco. Di nuovo la Germania è accanto all’Italia. In questa fase storica si formano due schieramenti: uno di carattere democratico-capitalistico, guidato principalmente da Gran Bretagna, da Francia e dagli Stati Uniti di Roosevelt; l’altro da Germania e Italia. Mussolini cercò di evitare in ogni modo questa alleanza con il Führer di cui osteggiava fortemente la politica. Il 22 giugno 1936 rilasciò una intervista all’ex ministro francese Malvy, nella quale ribadiva la propria disponibilità a collaborare con la Francia e con l’Inghilterra: “Disse Mussolini: “La situazione è tale che mi obbliga a cercare altrove la sicurezza che ho perduto dal lato della Francia e della Gran Bretagna. A chi indirizzarmi se non a Hitler? Vi ho fatto venire perché informiate il vostro Governo della situazione. Io attenderò ancora, ma se prossimamente l’atteggiamento del Governo francese nei confronti dell’Italia fascista non si modifica, se non mi si darà l’assicurazione di cui ho bisogno, l’Italia diventerà alleata della Germania”. Questa testimonianza viene riportata da E. Bonnifour nella “Histoire politique de la troisième republique”.
Furono i Paesi capitalisti a “gettare l’Italia in braccio” alla Germania per annientarle successivamente entrambe. Lo affermano anche Winston Churchill e lo storico inglese George Trevelyan. Il primo (La Seconda Guerra Mondiale”, Vol. 2°, pag. 209) scrive: “Ora che la politica inglese aveva forzato Mussolini a schierarsi dall’altra parte, la Germania non era più sola”. George Trevelyan nella sua “Storia d’Inghilterra”, a pag. 834, scrive: “E l’Italia che per la sua posizione geografica poteva impedire i nostri contatti con l’Austria e con i Paesi balcanici, fu gettata in braccio alla Germania”. Mussolini chiese ripetutamente alla Comunità israelitica italiana di intervenire, presso le Comunità israelitiche anglosassoni e francesi, per dirimere la vertenza; la risposta fu negativa. Fu allora che il Duce abbandonò la politica favorevole agli ebrei.

Le leggi razziali
La storia stava così trascinando l’Italia alla “ineluttabilità dell’alleanza con Hitler e quindi della necessità di eliminare tutti i motivi non solo di frizione, ma anche solo di disparità con la Germania” (R. De Felice, Storia degli ebrei sotto il fascismo, pag. 137). Mussolini era conscio che l’antisemitismo occupava uno spazio preminente nell’ideologia nazionalsocialista, di conseguenza se voleva giungere ad una reale alleanza, doveva adeguarsi alle circostanze. Fu così che si giunse al distacco di Mussolini e del fascismo dall’idillio che c’era stato con la Comunità ebraica e questo viene confermato dal maggior studioso del fascismo che osserva: “Una volta che Mussolini fu gettato nelle braccia della Germania di Hitler, era impensabile che anche l’Italia non avesse le sue leggi razziali”. Il Duce, tuttavia, per renderle il meno dolorose possibili, impose di discriminare non perseguire, oltre a lasciar aperte numerose scappatoie per cui si giunse a situazioni paradossali, come il caso denunciato dal giornalista Daniele Vicini su “L’Indipendente” del 20 luglio 1993: “Ebrei e comunisti sciamarono verso l’Italia attraverso il Brennero, frontiera che potevano varcare senza visto a differenza di altre (americana, sovietica, ecc.) apparentemente più congeniali alle loro esigenze”. “Erano tutti pazzi a rifugiarsi in un Paese dove vigevano le leggi razziali, oppure i fuggitivi ben sapevano che quelle leggi erano poco meno che una farsa”? Fu creato un organismo ad hoc – il comitato di assistenza agli ebrei in Italia – che permise a circa diecimila profughi provenienti da Germania, Polonia, Ungheria e Romania di trovare rifugio nel nostro Paese; altri 80 mila ebrei poterono emigrare in Palestina e in altre nazioni grazie alla collaborazione delle autorità italiane. Dal porto Trieste gli ebrei emigranti viaggiavano su navi del Lloyd triestino che concedeva loro sconti fortissimi, fino al 75%!.
Dalla applicazione delle leggi discriminatorie erano escluse le famiglie di Caduti, mutilati o feriti in guerra o chi si era battuto per la “causa fascista”. In realtà nessuno fu mai colpito dalle leggi razziali fasciste. La maggioranza di ebrei, piccoli negozianti, non fu toccata; a nessuno fu imposta la stella gialla di David, molti finsero di convertirsi al cristianesimo, ecc. La eterna farsa italiana fu pari alla sua fama. Si parlò di professori universitari licenziati, ma questi erano dodici in tutto e, a seconda dei casi,vengono utilizzati come vittime delle leggi razziali o perché antifascisti o filocomunisti e così via. Ma questo è ridicolo se si pensa alla “pulizia ideologica” attuata negli Stati Uniti da Mac Carty e, in ogni caso, non furono perseguitati i professori i fascisti che non si riciclarono come antifascisti nel dopoguerra?
Ricordo le parole di Vittorio Mussolini quando disse che le leggi razziali lo colpirono in quanto sia lui che il fratello Bruno avevano amici di religione ebraica. Si indignarono con il padre minacciando di portare i loro amici ebrei a dormire a Villa Torlonia. Mussolini paternamente e bonariamente li rassicurò dicendo: “dite ai vostri amici di stare tranquilli per due o tre mesi.. poi sarà tutto finito”. E così fu in realtà. Ricordo che i grandi negozi di ebrei cambiarono ragione sociale così Cohen diventò “Prima”, Galtrucco e altri seguirono con altri nomi ma nessun commerciante fu sequestrato o messo in difficoltà. Agli ebrei fu vietato il privilegio e l’onore di servire la Patria in armi per cui furono esentati dalla leva obbligatoria; si può immaginare con quanta sofferenza per i giovani ebrei … ! Da ragazzo conobbi un tenente pilota tedesco che si chiamava Karl Reyer. Era ebreo ed aveva lasciato la Germania per arruolarsi nella aeronautica italiana con la quale aveva partecipato alla campagna in Russia meritandosi il riconoscimento della Luftwaffe e portava il nastrino all’occhiello della divisa!

Le persecuzioni
La guerra imperversava e i tedeschi rastrellavano gli ebrei nelle zone occupate ma, per ordine di Mussolini, “Ovunque penetrassero le truppe italiane, uno schermo protettore si levava di fronte agli ebrei (…). Un aperto conflitto si determinò tra Roma e Berlino a proposito del problema ebraico (…). Appena giunte sui luoghi di loro giurisdizione, le autorità italiane annullavano le disposizioni decretate contro gli ebrei (…)” (Léon Poliakov, “Il nazismo e lo sterminio degli ebrei”, pagg. 219-220). Questo schermo si ergeva, quindi, non solo in Italia, ma in Croazia, in Grecia, in Egeo, in Tunisia, e ovunque fossero presenti le truppe italiane.
Scrive Rosa Paini (ebrea) (“Il Sentiero della Speranza”, pag. 22): “Quel colloquio lo aveva voluto Mussolini ancora più favorevole agli ebrei, in modo da essere indotto a concedere tremila visti speciali per tecnici e scienziati ebrei che desideravano stabilirsi nel nostro Paese”.
Mordechai Poldiel (israelita): “L’Amministrazione fascista e quella politica, quella militare e quella civile, si diedero da fare in ogni modo per difendere gli ebrei, per fare in modo che quelle leggi rimanessero lettera morta”.
Israel Kalk (“Gli ebrei in Italia durante il Fascismo”): “.. Siamo stati trattati con la massima umanità” e,: “Credo di non temere smentite affermando che con voi la sorte è stata benigna e che la vostra situazione di internati in Italia è migliore di quella dei nostri fratelli che si trovano in libertà in altri paesi europei”.
Anche Salim Diamand (Internment in Italy – 1940-1945), scrive. “Non ho mai trovato segni di razzismo in Italia. C’era del militarismo, è ovvio, ma io non ho mai trovato un italiano che si avvicinasse a me, ebreo, con l’idea di sterminare la mia razza (…). Anche quando apparvero le leggi razziali, le relazioni con gli amici italiani non cambiarono per nulla (…). Nel campo controllato dai carabinieri e dalle Camicie nere gli ebrei stavano come a casa loro”.
L’autorevole docente dell’Università ebraica di Gerusalemme, George L. Mosse, nel suo libro “Il razzismo in Europa”, a pag. 245 ha scritto: “Il principale alleato della Germania, l’Italia fascista, sabotò la politica ebraica nazista nei territori sotto il suo controllo (…). Come abbiamo già detto, era stato Mussolini stesso a enunciare il principio “discriminare non perseguire”. Tuttavia l’esercito italiano si spinse anche più in là, indubbiamente con il tacito consenso di Mussolini (…). Ovunque, nell’Europa occupata dai nazisti, le ambasciate italiane protessero gli ebrei in grado di chiedere la nazionalità italiana. Le deportazioni degli ebrei cominciarono solo dopo la caduta di Mussolini, quando i tedeschi occuparono l’Italia”.
Durante la guerra, nonostante le pressanti richieste da parte tedesca, Mussolini si rifiutò sempre di consegnare gli ebrei italiani ai nazisti e diede disposizioni per attuare nelle zone controllate dall’esercito italiano (Tunisia, Grecia, Balcani e sud della Francia) vere e proprie forme di boicottaggio per sottrarre gli ebrei ai tedeschi (era sufficiente avere un lontanissimo parente italiano, spesso inventato, per ottenere la cittadinanza italiana e sfuggire in questo modo alla deportazione).
Pochi della paludosa e mefitica giungla antifascista amano ricordare che nel 1940, quando già l’Italia era in guerra, la nave italiana Esperia, carica di profughi ebrei, salpò per l’Egitto. I bugiardi senza rimedio fanno risalire quel viaggio alla audacia del capitano, il Capitano Stagnaro, ma è fuor di dubbio che il governo fascista autorizzò tacitamente quel viaggio. In modo del tutto analogo, nel 1942, cioè in piena guerra, una altra nave carica di ebrei provenienti dalla Croazia e dai Balcani, circa 1500 persone, partì da Trieste in direzione Palestina. Il trasporto era stato organizzato dal governo italiano e concordato con i comandi inglesi. Inoltre è noto che Giorgio Perlasca, un ambasciatore italiano, fece miracoli per salvare perseguitati ebrei ma nessuno dice che Perlasca agiva per conto del governo fascista. Si è mai visto un ambasciatore agire contro le direttive del proprio governo? Perché non dare a Mussolini quantomeno il beneficio di aver deliberatamente chiuso ambedue gli occhi su queste vicende, dovendo egli costantemente affrontare la intransigenza germanica che si vedeva, ed era la verità, presa in giro?

Dopo l’8 settembre
Con la resa dell’Italia la situazione per gli ebrei peggiorò non essendoci più lo scudo alzato da Mussolini. Fu in quei giorni, ed esattamente il 16 ottobre 1943 che i tedeschi effettuarono un rastrellamento nel ghetto di Roma catturando più di mille ebrei. Finalmente i tedeschi ebbero la possibilità di mettere in atto quanto sino ad allora era stato proibito. Perché non intervennero i partigiani a difendere i deportati? I tedeschi furono ostacolati solo dal fascista Ferdinando Natoni che ospitò nella sua abitazione alcune ebree facendole passare per sue figlie. Altri nomi di fascisti meritano di essere citati accanto a quello di Natoni: Perlasca di cui si è già detto, salvò la vita ad alcuni migliaia di ebrei in Ungheria; Zamboni (fascista) riuscì a far fuggire da Salonicco centinaia di ebrei; Palatucci (fascista) ne salvò alcune migliaia a Fiume; Calisse (fascista) operò in Francia e fece fuggire diverse decine di ebrei. Non dimentichiamo Farinacci, che nascose una famiglia di ebrei nella sua tipografia e il futuro segretario del Msi, Almirante che ne nascose alcuni nel Ministero dove lavorava. Potremmo citare altri casi e nomi, ma non possiamo abusare oltre. Mentre si svolgevano questi fatti, gli antifascisti e i partigiani che facevano?
Renzo De Felice osserva (op. cit. pag. 447): “…. nei mesi successivi all’emanazione dell’ordine di polizia n° 5, la politica antisemita della Rsi fu in un certo senso abbastanza moderata (…). Il concentramento degli ebrei fu condotto dalle prefetture, in relazione al periodo in questione s’intende, con metodi e discriminazioni abbastanza umani ed esso non fu affatto totale, come lascerebbe credere l’ordine del 30 novembre 1943. ……”.

Mussolini sterminatore di ebrei?
L’ infamia più mostruosa, la menzogna più vergognosa per denigrare Benito Mussolini, é quella della complicità e connivenza nello sterminio di 5 milioni di ebrei. Non Roosevelt (che inviò la sua fleet per cannoneggiare un piroscafo carico di ebrei fuggiti nel 1939 da Amburgo), non Churchill che ordinò di silurare a Salinas un’altro carico di ebrei qualora non avesse invertito la rotta, non Stalin che lo storico russo Arkaly Vaksberg, (“Stalin against Jews”), dopo accurate ricerche in archivi riservati, accusa sostenendo che “il numero degli ebrei eliminati da Stalin è stato presumibilmente 5 milioni”, .. ma solo Mussolini… diventa complice delle nefandezze di Hitler. Ma allora, se la alleanza con la Germania implica la corresponsabilità dei crimini contro gli ebrei, per qual motivo gli alleati della Unione Sovietica non devono essere corresponsabili dei cento milioni di vittime del comunismo? E per qual motivo i crimini commessi da americani e inglesi, francesi, jugoslavi e truppe di ogni razza e colore non devono essere condivise in solido dagli altri alleati? E si tratta di crimini ben più gravi e distruttivi, dai bombardamenti agli eccidi, alle deportazioni, alle persecuzioni, dagli stupri agli assassini di gente inerme. Scrive Giorgio Pisanò (“Noi fascisti e gli ebrei”, pag. 19) “Si giunse così al 1939, vale a dire allo scoppio della guerra e fu allora che, all’insaputa di tutti, Mussolini diede inizio a quella grandiosa manovra, tuttora sconosciuta o faziosamente negata anche da molti di coloro che invece ne sono perfettamente a conoscenza, tendente a salvare la vita di quegli ebrei che lo sviluppo degli avvenimenti bellici aveva portato sotto il controllo delle forze armate tedesche”.

Conclusioni
Come già detto, le leggi razziali italiane del 1938 gettarono un’ ombra sul regime fascista e sulla splendida figura di Mussolini in particolare ma voler associare a Hitler la figura del Duce rendendo questi corresponsabile delle persecuzioni o dello sterminio di milioni di ebrei è un evidente oltraggio alla Verità storica, una falsità assoluta, una mostruosità dal punto di vista morale ed essa stessa una persecuzione della memoria e dell’operato di un grande Uomo, di un grande Italiano!
Francesco Paolo d’Auria

FRATELLI D’ITALIA USANO IL SIMBOLO AN COME ESCA


 

INTERVISTA AL DIRIGENTE NAZIONALE DEL PARTITO LA DESTRA GIOVANNI CARMINE MANCINI :
senti voi siete ancora un partito operando sul territorio nazionale ed il vostro leader continua ad essere Storace

 

Si certo

 

cosa ne pensi dell’annessione a fratelli d’italia del simbolo di AN ?

 

Una truffa. I risultati reali probabilmente non erano quelli. Basta pensare che i dati sul simbolo che avrebbe vinto sono stati ufficializzati solo il mercoledi successivo. Avevano dichiarato che AN era solo una minestra riscaldata poi quando hanno compreso l’importanza se lo sono fatto dare dalla Fondazione AN che fra l’latro non aveva alcun potere per farlo.

 

senti con simbolo che hanno acquisito quelli di fratelli d’italia alcuni dei vostri membri de la destra sono passati con fratelli d’italia ?

Nulla di rilevante. E’ un’esca e le persone non sono pesci

continuerete un discorso di alleanza nella coalizione di centro destra con Forza Italia nelle prossime elezioni amministrative ?

Molto probabilmente

infine vi presenterete alle prossime elezioni europee da soli oppure insieme ad una coalizione di destra?

Coalizione. Vogliamo veicolare ed attuare le nostre idee ed i nostri programmi ,non disperdere voti .
Di RinoCostanzo Della Pietra

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