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UCRAINA, CRIMEA, PUTIN E L’IPOCRISIA OCCIDENTALE .

03/03/2014

UCRAINA, CRIMEA, PUTIN E L'IPOCRISIA OCCIDENTALE .

Molto bene. Adesso è d’obbligo sdegnarsi perché la Russia ha mandato i suoi soldati in Crimea (per ora), salvo vedere come si svilupperà la situazione nei prossimi giorni. Putin è un invasore, la Russia minaccia la pace in Europa, non accetta le nuove legittime autorità di Kiev. Eccetera.

Ora, se domani una maitresse di una casa di tolleranza proclamasse tutto il suo sdegno contro i facili costumi di alcune giovani donne, non vi stupireste?

Mi sembra che anzitutto ci sia da chiedersi da che pulpito viene la predica. E, per favore, incominciamo a liberare il campo dalla fandonia principale: la “spontanea” rivolta di popolo in Ucraina. Le rivolte “spontanee”, così ben organizzate, con troppe tute mimetiche, con troppi elmetti militari indossati dai rivoltosi (in genere, non sono oggetti che si trovano nei negozi di caccia e pesca), con uso di armi da fuoco, forse possono essere ritenute “spontanee” da chi fermamente è ancora pronto a giurare sull’esistenza di Babbo Natale. C’è un umorismo macabro in una piazza che si solleverebbe “spontaneamente” per l’ansia di poter essere abbracciata dall’Europa. Del resto, mi si consenta, il precipitoso riconoscimento delle “nuove autorità” di Kiev da parte di Usa e UE è una prova lampante di chi c’è alle spalle della “spontaneità” costata, purtroppo, un alto numero di morti. Il giornalista Fausto Biloslavo, un professionista serio, riferiva nei giorni scorsi delle voci che correvano in Ucraina circa l’arrivo, in valigia diplomatica, di milioni di dollari per finanziare la rivolta. “Spontanea”, appunto…

La Russia non gradisce il nuovo corso di Kiev e mostra chiaramente di volersi riprendere la Crimea, o quanto meno di volerne fare un protettorato. Ammesso e non concesso che si limiti alla Crimea. Lo chiede con garbo? No di certo. Lo chiede (o meglio, lo impone) con migliaia di soldati ben armati e con mezzi corazzati. Ed ecco che il civile occidente si scandalizza e la signora Merkel non esita a dire che Putin sta dando i numeri. Fa tenerezza il nostro Topolino, che dalla nuova Disneyland di Palazzo Chigi proclama che il comportamento della Russia è inaccettabile. Dubitiamo che al Cremlino si siano impressionati.

Ma parliamo di cose serie, per la Banda Disney c’è sempre tempo. Torniamo alla maitresse di cui accennavamo sopra.

Ora, mi chiedo: con quale incredibile faccia di bronzo dalla Casa bianca e dalle centrali di potere europeo si parla di atti illegittimi commessi dalla Russia? Con quale spudorata ipocrisia si parla di attentato a una Nazione libera, di interferenza, e così via? Ma come si può essere così ipocriti? Ovviamente la stampa allineata corre a dare il suo servile aiuto all’ipocrisia ufficiale.

Qualcuno si ricorda della Libia? Qualcuno si ricorda di come iniziarono le danze in Siria? Ma vogliamo restare in casa nostra? Sì? E allora riflettiamo che per conquistare un Paese che già fu libero non c’è bisogno sempre e solo di soldati e carri armati. Lo si conquista distruggendolo economicamente, imponendo dall’alto le politiche interne, con la forza di una banca d’emissione (formata da capitali privati), imponendo governi “graditi” ai vertici finanziari. Tutto ciò si chiama “Unione Europea” e forse i politici italiani che si sdegnano perché Putin si impone con la forza in Crimea dovrebbero ricordarsi che in casa nostra siamo già al terzo governo imposto dall’alto, e non certo dal libero voto degli elettori. E la Grecia? Ci siamo scordati anche di quella? E l’attacco all’Ungheria, “rea” di essersi data una costituzione nuova e “rea” di ave riportato la banca centrale sotto il controllo statale?

Ora, gli stessi personaggi che hanno schiacciato il nostro Paese e non solo il nostro, che ci hanno ridotto in miseria, che ci hanno imposto governi scellerati, quegli stessi personaggi si sdegnano perché Putin usa la forza? Per favore, torniamo seri. Le maitresse facciano il loro mestiere, gestiscano i postriboli, ma non pretendano almeno di dettare la morale a nessuno.

Ma c’è un’altra considerazione, che a ben guardare è più importante. Premesso, ovviamente, che tutti speriamo che la situazione in Crimea e in generale in Ucraina si risolva senza ulteriori perdite di vite umane, forse non teniamo in conto l’aspetto principale di questa vicenda. Ci sono attualmente due mondi che sono in contrasto insanabile. Da una parte c’è il mondo “occidentale”, corrotto ormai fino al midollo, dove l’immersione nella fogna sembra non toccare mai il fondo. È di pochi giorni fa l’accorato appello del segretario di Stato degli USA, Kerry: “ ”Dalla Nigeria alla Russia e all’Iran in circa 80 Paesi in tutto il mondo, le comunità Lgbt subiscono leggi discriminatorie e pratiche che attaccano la loro dignità umana e mettono a rischio la loro sicurezza“. Già. Gli Stati Uniti, che gli uomini della mia età erano abituati a vedere come i difensori della libertà contro il comunismo, ora son divenuti i più forti difensori della sodomia e di ogni altra forma di perversione sessuale. Questa squallida uscita di Kerry non è che l’ultimo episodio a livello planetario dell’ossessiva omosessualizzazione che è in atto in tutto il mondo che un tempo si definiva “civile”. Compresa casa nostra, dove, come Riscossa Cristiana ha ampiamente documentato, fin dalla scuola materna si violentano i bambini insegnando loro le peggiori perversioni, in totale disprezzo della loro salute psichica, morale e fisica e in totale disprezzo della libertà di educazione della famiglia.

Dall’altra parte c’è un Oriente dove settant’anni di ateismo di Stato non hanno spento il senso religioso. Anzi, al contrario, proprio dalla Russia abbiamo visto finalmente provvedimenti di legge volti a tutelare la salute morale del popolo. Ora, per favore, non obiettiamo che il regime di Mosca non è ”democratico”. Putin esercita il potere come uno zar? Può darsi. Ma la democrazia – ne abbiamo l’esempio in casa nostra – se non ha come riferimento il diritto naturale, se è preda dell’inganno relativista della “sovranità popolare”, produce le mostruosità che ben conosciamo. La democrazia non è un valore in sé tessa. È un metodo di governo, né è detto che sia in assoluto il preferibile. Cerchiamo di ricordarci che col nuovo governo Topolino abbiamo, tra i freschi governanti, l’omosessuale Scalfarotto, firmatario del progetto di legge per l’omosessualizzazione dell’Italia.

Non siamo così ingenui da dire che tutto in Russia è rose e fiori. Però ci sono dati di fatto indiscutibili. Da una parte abbiamo il marciume satanico, la perversione eretta a valore a cui inchinarsi, dall’altra parte abbiamo un risveglio spirituale e morale che può far sperare in un domani migliore. Quello stesso domani che da noi, stante almeno così la situazione, è catastrofico.

Questi due mondi sono in un dissidio che nessun “tavolo” di negoziati potrà sanare. Lo scontro tra questi due mondi è inevitabile e lo scontro tra uomini si fa anche con la guerra. Già, tra uomini. Cosa farà Obama se Putin si papperà tutta l’Ucraina? Manderà a contrastarlo la Prima Divisione Gay Combattenti? Combatteranno o avranno paura di rovinarsi il trucco?

Proviamo a riflettere su questo scenario, prima di elevare i lamenti democratici per gli abusi del cattivo Putin. O vogliamo accodarci e invocare la democrazia sotto le bandiere di un occidente marcio e spiritualmente in agonia?
di Paolo Deotto

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