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STORIE DI ORDINARIA FOLLIA PARTIGIANA

21/08/2013

STORIE DI ORDINARIA FOLLIA PARTIGIANA

Sorpresi nel sonno, avvelenati, torturati ed infine tagliati a pezzi. Fu questo il tragico destino di ben dodici giovani Carabinieri, catturati dai partigiani alle Cave dei Predil, nell’alto Friuli.

I Carabinieri costituivano un presidio a difesa della centrale idroelettrica di Bretto. Il 23 Marzo 1945 i partigiani presero in ostaggio il Vicebrigadiere Dino PERPIGNANO, comandate dei presidio che stava rientrando negli alloggiamenti, sotto la minaccia delle armi, lo costrinsero a pronunciare la parola d’ordine e, con facilita’, una volta entrati nel presidio, catturarono tutti i Carabinieri, gia in parte addormentati.

Dopo il saccheggio, i dodici militari furono deportati nella Valle Bausizza e rinchiusi in un fienile dove fu loro servito un pasto nel quale era stata inglobata soda caustica e sale nero. Affamati, inconsciamente mangiarono quanto gli era stato servito, ma, dopo poco, le urla e le implorazioni furono raccapriccianti e tremende. Erano stati avvelenati e la loro agonia si protrasse fra atroci dolori per ore ed ore.

Stremati e consumati dalla febbre, Pasquale RUGGIERO, Domenico DEL VECCHIO, Lino BERTOGLI, Antonio FERRO, Adelmino ZILIO, Fernando FERRETTI, Ridolfo CALZI, Pietro TOGNAZZO, Michele CASTELLANO, Primo AMENICI, Attilio FRANZON, quasi tutti ventenni (e mai impiegati in altri servizi tranne quello a guardia della centrale, cui erano stati sempre preposti), furono costretti a marciare fra inesorabili ed inenarrabili sofferenze ed insopportabili sacrifici fino a Malga Bala ove li attendeva una fine orribile.

Il Vicebrigadiere PERPIGNANO fu preso e spogliato; gli venne conficcato un legno ad uncino nel nervo posteriore dei calcagno ed issato a testa in giu’, legato ad una trave; poi furono incaprettati. A quel punto, i macellai partigiani, cominciarono a colpire tutti con i picconi: a qualcuno vennero asportati i genitali e conficcati in bocca, a qualche altro fu aperto a picconate il cuore o frantumati gli occhi. All’AMICI venne conficcata nel cuore la fotografia dei suoi cinque figli mentre il PERPIGNANO veniva finito a pedate in faccia ed in testa. La “mattanza” terminava con i corpi dei malcapitati legati col fai di ferro e trascinati, a mo’ di bestie, sotto un grosso masso.

Ora le misere spoglie di questi Carabinieri Martiri/Eroi riposano, dimenticati dagli uomini, dalla storia e dalle Istituzioni, in una torre medievale di Tarvisio le cui chiavi sono pietosamente conservate da alcune suore di un vicino convento.

Si scopri’ in seguito, che l’eccidio fu consumato dalle bande partigiane filo-slave a Malga Bala, sulle montagne del Friuli.

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From → Uncategorized

59 commenti
  1. Come può essere diffusa un’atrocita del genere. Queste non sono azioni di esseri umani! Nessun animale si comporterebbe così. Non saprei definire questi mostri…… Non sono mostruosità che di possono divulgare.

    • max049 permalink

      bisogna, invece, nono solo diffonderle, ma sbatterle in faccia a quegli “eroi” di partigiani, assassini, miserabili e codardi che si sono macchiati, con la scusa della dittatura (molto più civile di loro!), di orribili eccidi, compreso quello del duce e della sua compagna! Perfino Saddam ha subito una sorta di processo! Senza parlare poi, di quei biechi assassini che hanno fatto trucidare 335 innocenti alle Fosse Ardeatine! Se fossero stati degli uomini, e non lo erano, si sarebbero dovuti presentare, anche per che le leggi naziste le conoscevano bene!

      • scurpenin permalink

        “Senza parlare poi, di quei biechi assassini che hanno fatto trucidare 335 innocenti alle Fosse Ardeatine! Se fossero stati degli uomini, e non lo erano, si sarebbero dovuti presentare, anche per che le leggi naziste le conoscevano bene!”
        E finalmente, cazzo: pensavo di essere l’unico ad esserne convinto!!!!!

      • Quante balle permalink

        In realtà i tedeschi iniziarono a fucilare entro poche ore dall’attacco e non fecero alcuna richiesta in tal senso. Strano paese quello dove l’invasore viene incensato.

      • vittorio permalink

        sono d’accordo a diffondere queste notizie, dopo tanti anni di…”partigianeria”!!!

      • 335 innocenti alle fosse ardeatine?!?? Peccato non fossero stati 3.335.000. La tua ignoranza non ha limiti. SCURPENIN, il tuo pene deve essere proprio un penin!!!

    • MASSIMO PIANA permalink

      SI DEVONO DIVULGARE!!! per troppo tempo i crimini dei partigiani sono stati taciuti!! E’ ora che la verità si sappia, senza VERITA’ non può esserci una reale pacificazione. E l’Italia continuerà a vivere un eterno conflitto!!

    • Laura Carrassi permalink

      Invece si devono SAPERE certe cose !!! NON SONO IN UN CRUDO E BRUTALE VIDEO IN DIRETTA !!!!! Questa E’ LEGITTIMA , PIU’ CHE SACROSANTA ” INFORMAZIONE” !!!!!!!

    • Max Ronchi permalink

      I popoli slavi, soprattutto quelli all’interno, sono sempre stati barbari che passano da una guerra all’altra, come si è verificato nella guerra tra stati ex Jugoslavia una decina di anni fa. Anche in questa guerra si sono verificati fatti raccapriccianti e orrendi come negli anni della seconda guerra mondiale.

  2. marco permalink

    bisogna ripagare queste carogne comuniste con la stessa moneta !!!! ma moltiplicata per mille volte il dolore inflitto

  3. aldo permalink

    non divulgarle significherebbe essere complici di quegli animali

  4. Per decenni certe infamie sono state accuratamente nascoste.
    Oggi, pian piano, stanno venendo alla luce, solo che i colpevoli si trincerano dietro la falsa scusa che c’era una guerra. Oltre alle atrocità commesse dalle varie brigate in Friuli (la più nota è quella di Porzus, dove i partigiani rossi assassinarono quelli di matrice cattolica), oltre alle vigliaccate dei titini con le foibe, non dimentichiamo il martirio di Gino Lorenzi, Walter Tavoni e Mario Corticelli, torturati ed alfine crocefissi sulla porta di un cascinale, e le innumerevoli sevizie inflitte a donne che avevano la sola colpa di essere madri, figlie, sorelle di fascisti. Pochissimi hanno avuto il coraggio di rivangare quel dannato periodo….

  5. Daniela permalink

    Invece si devono fare conoscere per non dire poi: noi non sapevamo!

  6. carlo permalink

    Non divulgandole continuano e ci obbligano a credere che tutti i partigiani furono eroi.Di queste porcherie nascoste di cui ogni tanto qualcosa compare ve ne sono a decine,basti quale esempio quanto accaduto in Milano alla Claretta e al Benito.Se quelli sono eroi….

  7. Giovanni da Avellino permalink

    io sono un Carabiniere e piango a distanza di tanti anni i miei fratelli!

  8. Dagli ai comunisti. Ci giochiamo il futuro su questa guerriglia.

  9. Andriola Vittorio permalink

    Vorrei sapere dove riposano…. la descrizione che fate è troppo vaga…. bisognerebbe fare qualcosa per le loro 12 giovani vite spezzate !!! Una raccolta fondi per donare una degna sepoltura se non ce l’anno !!! R.I.P. e vegliate sull’operato dei Vostri Colleghi !!! NOBIS….

  10. le verità devono essere raccontate tutte dobbiamo partire dal 1860 dalla nostra storia .forse solo allora ci si potra sedere al tavola della pace . riconoscere tutti gli errori e tutte le atrocità che il popolo italiano ha subito da parte dei politici del tempo . altrimenti saremo sempre governati da persone miserabili.

  11. Davide Lamazz permalink

    Purtoppo la furia della vendetta è cieca. Il trattamento riservato a questi poveretti è esattamente uguale a quello che i nazifascisti inflissero a donne vecchi e bambini durante l’occupazione (precedente a questi fatti) della croazia e della slovenia. Praticamente occhio per occhio e dente per dente.

    • bennardo permalink

      concordo con te Davide Lamazz. e credo che, se è giusto conoscere tutte le atrocità che ha prodotto la guerra (quest’ultima così come tutte le guerre) é anche giusto pensare che su questa divisione in pro e anti ci stiamo giocando ogni possibilità di futuro, perchè coloro che hanno voluto e provocato le guerre e le divisioni sono gli stessi che vovono alle spalle di tutti gli (onesti ma ciechi) altri cittadini incoscientemente fieri di appartenere a questa o a quella tifoseria, pensando che la politica sia un campionato di calcio e basta, dove conta vincere senza pensare perchè:

  12. scott permalink

    @max049:pensa, io ero convinto che ad assasinare 335 innocenti alle Fosse ardeatine fossero stati i nazisti. Che si trovavano in Italia in quanto alleati delle merde fasciste. Meno male che ci siete voi a risvegliarmi da queste convinzioni errate.

    • Quante balle permalink

      E pensa che in tutta Europa i partigiani che attaccavano l’invasore nazista vengono commemorati come combattenti da destra, sinistra, centro, sopra e sotto mentre solo in Italia una parte della destra tifa per gli invasori.

      • Davide Lamazz permalink

        Chi incensa gli ex invasori tedeschi sono proprio quelli che oggi parlano male della germania e che rivedono in quell’ignorante e incapace bi Berlusconi (vedi azioni mediaset a quasi 100percento meno o pasticcio alitalia a noi costatoci 16 miliardi di euro 16 ) il nuovo duce….

  13. Davide Lamazz permalink

    http://ita.anarchopedia.org/L'invasione_della_Jugoslavia:_crimini_di_guerra_e_lager_fascisti_per_slavi .
    Non si possono scrivere cazzate come l’articolo sui 12 carabinieri senza menzionare il precedente contesto storico.

  14. Mauro permalink

    Il comunismo, ben piu’ del fascismo italiano, e’ una ideologia disumana che contamina gli spiriti e le menti e, come un cancro, produce incontrollabili metastasi anche a distanza di anni. Chiunque professi questa aberrante ideologia ha devoluto la propria anima al male, alla cattiveria, alla menzogna. Un comunista e’ la negazione dell’essere umano.

  15. luca permalink

    Non divulgare vuol dire assecondare, chiudere gli occhi e le orecchie per far finta di non vedere nè sentire. Non deve rimanere nascosto questo episodio!

  16. Kuma permalink

    Dei carabinieri si conosce il nome e la “sepoltura”, mi sembra strano che nessun figlio, parente o amico, abbia rivendicato il corpo per la degna cerimonia funebre. Sta notizia sa di bufala, anche se nn mi stupirei poi tanto se fosse vera..

  17. Quante balle permalink

    Per la verità si trattava di militi della RSI e le ricostruzioni sono due:
    *Uccisi dagli iugoslavi
    *Uccisi nello scontro a fuoco fra iugoslavi e tedeschi
    in entrambi i casi questo post è pieno di cazzate

  18. stefan permalink

    che differenza c’è tra lo slavo di allora e lo slavo serbo di oggi…nulla….BESTIE

  19. Grazie permalink

    Ma per fortuna che ci sono stati loro che hanno salvato l’ Italia perchè già 443 000 pesone erano morte. Se non intervenivano i partigiani chissà che brutta fine facevamo con quell’ idiota del duce che ci ha inculato a tutti. E molti ancora che lo onorano…Un Grazie anche agli americani

  20. Fabio permalink

    Ho visto parecchi commenti sulle fosse ardeatine, sull’eccidio di 335 persone( perché tali erano solo persone e non prigionieri ebrei o politici ) se guardiamo con cinismo il fatto accaduto non si dovrebbe gridare allo scandalo perché nei giorni dell’occupazione nazista di Roma era stata editta dal comando nazista la legge sulla rappresaglia che diceva che per ogni soldato tedesco ucciso sarebbero morti 10 italiani questo per scongiurare eventuali azioni da parte dei partigiani. I morti tedeschi nell’attentato furono 32 saliti poi a 47 dunque l’eccidio riguarda le persone che invece di 320 sono 335 quindici in più ma potevano esserne 470.Ve lo dico sto solo commentando dal puro punto di vista militare vigente in guerra so che riceverò insulti di ogni genere ma vivo in una città dove purtroppo esisteva l’unico campo di sterminio in Italia con tanto di forno crematorio dunque qui i nazisti non hanno lasciato un buon ricordo.

  21. Francesca permalink

    Scott: Max049 non sta dicendo che sono stati direttamente i partigiani a commettere l’eccidio, sta dicendo che i partigiani responsabili dell’uccisione dei 33 soldati tedeschi (ragion per cui nel rapporto 1:10 sono stati uccisi gli italiani) non si sono costituiti, hanno tacciuto il loro nome e per questo sono state uccise 330 persone. Se si fossero presi le loro responsabilità tutto questo, con tutta probabilità, non sarebbe successo.
    Con questo non giustifico nè l’una nè l’altra parte perchè mi fanno schifo entrambe…
    Mi da solo fastidio che si riconoscano solo i crimini nazi-fascisti e non quelli comunisti…

  22. Enrico Bobinsky permalink

    I 30 “tedeschi” uccisi da una bomba messa dai GAP romani in via Rasella (oggi si parlerebbe di vile atto di terrorismo, altro che eroismo!) erano italiani, per la precisione alto-atesini del Battaglione Bozen. La maggior parte di loro erano di Egna, un paesino 50 km a Nord di Trento ed erano stati inviati a Roma con compiti di polizia (non di guerra).
    Quei vigliacchi comunisti che li hanno fatti saltare in aria sapevano benissimo che si avrebbe avuto una ritorsione perchè questa era prevista anche dalle truppe alleate. Nessuno di loro si è presentato e pertanto la colpa dell’eccidio ricade interamente su di LORO.
    Non parliamo poi di decine e decine di paesi fatti bruciare da questa razza di esaltati. La cosiddetta “lotta” partigiana è stata solo una serie di vili attentati, stragi atroci (come quella dei dodici carabinieri) e vendette personali.
    No comment.

  23. Dario Burresi permalink

    Quante bugie vengono raccontate! Sappiate che il diritto di rappresaglia (utilizzato da tutti, anche Inglesi ed Americani) era ammesso dalle convenzioni di guerra internazionali. Quindi per i 33 (non 30) morti di Via Rasella i Tedeschi avevano “diritto” di fucilare 330 ostaggi. L’ordine fu di fucilare 320 ostaggi. Kappler non fu condannato per la rappresaglia, ma perché fece fucilare 15 ostaggi in più. Di questa cosa i mass media italiani evitano di parlare e nell’opinione pubblica si è formata la falsa impressione che Kappler (assolto in un primo momento) fu condannato per tutti i 335 fucilati.

  24. Fabio permalink

    ……Enrico……Hai un “arroganza storica “da paura!!!!!Tu pensi VERAMENTE che,nel 1944/45,potevano sapere cosa stava facendo il battaglione bozen?????E tu pensi di saperlo adesso?????E vuoi paragonare i tempi??????Nn sò se te ne sei accorto ma questa tua “libertà di parola”sia sui social che oltre la devi anche a quei Partigiani che tanto critichi,la devi alla Costituzione.Ti dò un consiglio,fatti un bel giro a Marzabotto,S.Anna di Stazzema o nei mille Comuni dove i tuoi amici fascisti hanno fatto da apripista ai nazisti………

    • Veramente sig Fabio la storia la si studia non la si interpreta, non fa politica.
      Cerchi di studiaredi più senza farsi confondere dalla vulgata resisrenziale

  25. Ronnie permalink

    la guerra fa schifo, sempre, da tutte le parti. Triste vedere come ci sia tanta ignoranza e tanta voglia di incensare chi ci voleva alleati ai nazisti, chi aveva trascinato un popolo nel baratro.

    http://www.anpipianoro.it/memoria-nazionale/malga-bala-ennesimo-caso-di-revisionismo-storico.html

    IL CASO DEI CARABINIERI DI MALGA BALA.
    Nell’ambito dei vari “crimini” attribuiti ai partigiani c’è anche la vicenda dell’eccidio di 12 carabinieri a Malga Bala, avvenuto nel marzo del 1944. I carabinieri, comandati dal vice brigadiere Dino Perpignano, erano di stanza al presidio di difesa della centrale idroelettrica di Bretto. Lo pseudostorico Marco Pirina, riprendendo quanto scritto da Antonio Russo in una sua pubblicazione del 1993 (“Alle porte dell’inferno”), così descrive la vicenda.

    “Il 23 marzo era l’anniversario della fondazione dei fasci di combattimento, una festa odiata dai partigiani operanti nella zona di Plezzo (festa amata invece dai partigiani di altre zone? n.d.r.). Si decise di colpire gli italiani. Per l’occasione si radunarono Fran Ursig “Josko”, il capo supremo della Brg. Partigiana dell’alto Isonzo, Ivan Likar “Socian”, Silvio Giafrate, Fran Della Bianca, Anton Mlecuz (riportiamo i nomi con la grafia errata così come appaiono, n.d.r.) ed altri, in totale 21 uomini. Questi studiarono un piano approfittando delle abitudini del Comandante Perpignano e quando questi ed il Franzan (un altro carabiniere del presidio, n.d.r.) tornavano assieme ad una ragazza li circondarono e li fecero prigionieri. In gruppo si avvicinarono con il Perpignano alla caserma, si fecero aprire (…) catturarono tutti i carabinieri (…) saccheggiata la caserma e costretti i carabinieri a caricarsi vettovaglie e vari sacchi di ogni ben di Dio, dopo aver sistemato due cariche sotto le turbine, si avviarono verso il monte (…)”. Il giorno dopo “si decise la loro eliminazione, ma questa secondo tutti doveva essere particolarmente crudele” e qui Pirina (sempre citando Russo) si lancia nella descrizione della preparazione di un “pastone miscelato con soda caustica e sale nero”, sul quale “i carabinieri si avventarono” e “dopo aver mangiato” le “urla e le implorazioni furono tremende”. Come se ciò non bastasse, all’alba del giorno dopo, “furono fatti marciare per ore sino alla Malga Bala, dove furono di nuovo rinchiusi” ed a questo punto partono le descrizioni delle sevizie con cui i “partigiani” avrebbero ucciso i carabinieri: a Perpignano “venne conficcato un legno ad uncino nel nervo posteriore dietro il calcagno ed issato a testa in giù legato ad una trave, poi furono accapprettati tutti gli altri e a quel punto i partigiani cominciarono a colpire tutti con i picconi. A qualcuno vennero asportati i genitali e conficcati in bocca, a qualcuno aperto a picconate il cuore o frantumati gli occhi (…) alla fine legati i corpi dei malcapitati con del fil di ferro li trascinavano sotto un grosso masso tra la neve (…)”.

    Come al solito, quando ci troviamo di fronte a certe descrizioni così particolareggiate di efferate torture, il primo interrogativo che ci poniamo è questo: chi sarebbe il testimone che assistette a tutto questo in modo da poterlo raccontare? Se leggiamo il testo di Russo che Pirina ha riassunto, troviamo anche riportati un paio di articoli dell’epoca: ad esempio Il “Gazzettino” di Padova così scriveva il 7 aprile 1944.

    “Macabra scoperta in una grotta di dodici vittime del dovere (…) in questi giorni dei camerati in armi, in una grotta fra Cave del Predil e Bretto di Mezzo hanno fatto una triste e macabra scoperta. In detta caverna infatti essi hanno rinvenuto, accatastati l’uno sull’altro, i cadaveri di dodici militi della polizia repubblicana, morti nell’adempimento del loro dovere. Le vittime sono state identificate per quelle del vicebrigadiere Nino (sic) Perpignano e dei militi (segue l’elenco dei nomi, n.d.r.). Ai poveri scomparsi sono state tributate imponenti esequie”.

    Dunque al momento della scoperta dei corpi di Perpignano e dei suoi uomini, la stampa non parlò di sevizie cui essi sarebbero stati sottoposti. È vero che Russo cita anche un altro articolo (senza specificare da dove l’abbia tratto) che parla di “vittime denudate poi uccise bestialmente a colpi di piccone”, ma il resto dei particolari descritti da Russo e ripresi da Pirina non compaiono. Russo accenna al fatto che “tanti” gli avrebbero “confessato tra le lacrime” che era giunto il momento “di far sapere a tutti la verità su Bala”, ma il nome di questi “testimoni” non viene fatto. Chi dunque sapeva tutti questi particolari sulla fine dei carabinieri, e quando li avrebbe resi noti?

    Un altro particolare interessante è che il Gazzettino parla di “militi della polizia repubblicana”, non di Carabinieri. In effetti, leggendo attentamente il testo di Russo (brani che Pirina non riporta, detto per inciso), si apprende che “il responsabile della produzione mineraria, Otto Hempel, ingegnere militarizzato tedesco (…) verso la metà di gennaio di quel ’44 chiede e ottiene dal comando generale SS di Camporosso l’autorizzazione a istituire un raggruppamento di carabinieri a difesa stabile della centrale idroelettrica di Bretto di Sotto”. Bisogna spiegare che la centrale idroelettrica di Bretto serviva soprattutto per far funzionare la miniera di Cave del Predil, dalla quale si estraeva piombo, elemento fondamentale per l’approvvigionamento dell’esercito germanico.

    Prosegue Russo “viene così deciso di chiudere per sempre la caserma dei carabinieri di Bretto di Mezzo (…) e viene istituito il distaccamento di 16 militari più un sottufficiale (…)” che “il 28 gennaio 1944 prendono servizio presso la nuova casermetta, secondo le direttive del comando tedesco”. Quindi il gruppo di carabinieri agli ordini di Perpignano stava, sostanzialmente, agli ordini dei nazisti a fare la guardia ad un obiettivo militare strategico. Detto questo si può comprendere come l’attacco dei partigiani alla centrale di Bretto non sia stato determinato dall'”odio” per la ricorrenza dei fasci di combattimento, come pretendono Russo e Pirina, quanto per compiere un’importante azione di sabotaggio contro l’occupatore nazista.

    A questo punto prendiamo in mano un altro testo, quello di Franc Cnugelj (“Na zahodnih mejah 1944”, curiosamente pubblicato anch’esso nel 1993, come il libro di Russo, non tradotto in italiano), che spiega cosa accadde a Cave del Predil il 23 marzo del 1944.

    Il gruppo coordinato da Jožko (Franc Ursic, che non era “capo supremo”, qualifica che non esisteva nell’esercito di liberazione popolare, ma comandante di distaccamento), dopo avere sorvegliato per alcuni giorni i movimenti di Perpignano, lo catturarono in una casa dove si era recato a mangiare, lo portarono fino alla centrale, dove, effettivamente, si servirono di lui per farsi aprire con la parola d’ordine, sabotarono la centrale elettrica, prelevarono armi e munizioni e si diedero alla ritirata verso i monti, portando con sé i prigionieri.

    Ma nel frattempo i nazisti non erano stati certo a non fare nulla, come pretenderebbe invece Russo (che ha il coraggio di scrivere che “i partigiani, conoscendo bene le abitudini dei tedeschi i quali non amavano muoversi di notte, non si preoccupavano minimamente”): avvisati telefonicamente, si diedero all’inseguimento degli attentatori: quando i tedeschi furono in vista, i carabinieri prigionieri cercarono di darsi alla fuga ed a quel punto iniziarono le sparatorie: i nazisti contro i partigiani, i partigiani contro i prigionieri in fuga e contro i nazisti. Così scrive ?rnugelj “i tedeschi spararono contro la colonna partigiana, nella quale si trovavano anche i prigionieri”.

    A parere nostro, questa versione dei fatti è molto più credibile di quella diffusa da Russo e Pirina, innanzitutto perché bisogna considerare che l’esercito partigiano non faceva la guerra perché i suoi uomini si divertivano a martirizzare i nemici, ma perché volevano sconfiggere il nazifascismo. Era quindi loro interesse compiere atti di sabotaggio contro il nemico (come l’attentato alla centrale idroelettrica per bloccare la produzione della miniera di Cave del Predil), ed una volta compiuta l’azione, non è minimamente credibile che essi si siano trattenuti per due giorni nei paraggi a rischio di farsi catturare dai nazisti, solo per dare sfogo a degli istinti sadici e torturare fino alla morte i dodici prigionieri. In zona di combattimento, nessuna formazione guerrigliera con un minimo di buon senso e di istinto di sopravvivenza si trattiene con dei prigionieri a portata di mano del nemico: credere una cosa del genere vuol dire non avere la più pallida idea di cosa significhi combattere la guerra di guerriglia, cioè colpire il nemico con azioni rapide e repentine e ritirarsi prima possibile in zona sicura.

    Abbiamo quindi due versioni dei fatti, una (a parer nostro, logicamente) credibile ed una no. Di fronte a queste contraddizioni, chiediamo pubblicamente ai ricercatori storici, ma anche alla stessa Arma dei Carabinieri, che nel proprio sito avalla la versione dei fatti di Russo, di voler analizzare la vicenda a fondo prima di decidere che la versione di Russo è quella veritiera, e di voler quindi sospendere, nel ricordo dei dodici caduti, ogni riferimento a circostanze non dimostrate storicamente che rischiano di conseguenza a dare luogo a strumentalizzazioni di parte.

  26. se gli italiani volessero solo informarsi di chi razza di “liberatori” furono i partigiani non li vorrebbero più citare nella nostra storia per la vergogna!

    • Preferisco citarli, e bermi magari qualche sciocchezza di meno. E ricordarli, visto che sono morti come mosche. Anche per me. E sinceramente, dovendo scegliere, preferisco l’Italia moderna allo stato fascista alleato dei nazisti. E’ una sensazione epidermica, ma l’idea di farmi allevare nei balilla non mi è mai andata a genio.

      Quanto alla guerra: essendo fatta di fango e sangue, non ha nulla di buono. Gli eroi esistono solo al cinema, purtroppo.

  27. michele permalink

    che tristezza vedere giocare al “derby” destra-sinistra, partigiani-nazisti, dopo tanti anni ancora lo stesso corto circuito che non porta a nulla. la causa di tutto è la violenza nella guerra, la violenza in sè che “usa” fazioni diverse per autoalimentarsi. il resto appartiene a uomini che hanno fatto errori atroci, da divulgare non per rinfrescare i rancori, piuttosto per comprendere e disinnescare l’erroe umano della violenza sull’uomo.

  28. Carmelo Macheda permalink

    Oggi i comunisti partigiani vengono ricordati come eroi che hanno scacciato il nazismo. E’ strano vedere come il tempo riesca a storpiare la storia, ma soprattutto da qui dovremo anche capire in che mani siamo finiti: MAI a scuola si parla di ciò, MAI in tv si parla di ciò, parlano e ricordano sempre la Scioà, Mussolini, i campi di concentramento tedesco… bla bla bla… MA MAI NESSUNO CHE RICORDI I MILIONI DI MORTI CHE HA FATTO E ANCORA TUTT’OGGI FA IL COMUNISMO!!!

    • Davide Lamazz permalink

      Se si parla di italia il comunismo non ne ha fatti per nulla di morti. In Italia ne ha provocati molti di piu’ ( milioni) il fascismo ed il nazismo, tra prigionieri, vittime e soldati morti in guerra. Lo stessa dicasi per la Spagna franchista e fascista.. Non dimentichiamo gli orrori fascisti in Cile , Argentina , Paraguay. Pero a noi ci interessa l’italia degli altri non ce frega na mazza

    • ale permalink

      dove? pensa all’italia e agli italiani e che grazie a quei comunisti permettono ai somari di ragliare

      • Davide Lamazz permalink

        leggendo i commenti deliranti e raglianti contro il comunismo italiano dico che i comunisti nel dopoguerra avrebbero fatto meglio a giustiziare tutti gli ex fascisti all’improviso diventati prima democristiani e poi forzaitalioti e poi pdiellini.
        E’ vero che, essere stati troppo buoni , come Togliatti, che ha perdonato tutti i piccoli borghesi italiani sempre pronti a salire sul carro del vincitore o a tradire, alla lunga non ha pagato.

  29. Federico permalink

    L’episodio è controverso, vedere su Wikipedia.

    PS A onor di cronaca, è impossibile che fossero Carabinieri, Arma rimasta fedele al Regno d’Italia:
    SI trattava di militi della Repubblica di Salò.

  30. Livio Fogar permalink

    Questo articolo lascia perplessi fin da quel “23 marzo 1945” che compare al secondo paragrafo. Un errore non rimediato perché a quella data, nell’Italia sotto il nazifascismo, l’Arma non esisteva più. Incorporata nella GNR ma invisa ai nazifascisti, era stata sciolta d’autorità nel luglio 1944 prima dai nazisti nei territori italiani incorporati dal Reich (e Malga Bala ricadeva in essi), e poi dagli stessi fascisti l’1.9.44. Comunque, dal post di Ronnie, si evince che l’anno giusto è il 1944.
    Questo “Storie di ordinaria follia partigiana” riporta particolari efferati ma senza prove, e dagli articoli degli autori appaiono solo due fonti: una notizia sul “Gazzettino” del 7.4.44, che informa del solo ritrovamento dei corpi in una grotta, ed una seconda imprecisata che, secondo l’autore Russo, accennerebbe all’uccisione con picconi e basta. In compenso, Russo afferma di aver trovato “tanti” testimoni piangenti (i partigiani pentitisi in gruppo?) ma li lascia anonimi. Avesse raccolto davvero quelle testimonianze perché era giunto il momento “di far sapere a tutti la verità su Bala”, c’è da chiedersi perché abbia taciuto i nomi. Dopotutto, par di capire che i testimoni non vedevano l’ora di vuotare il sacco, e giusto sarebbe stato segnalare tutto alle autorità competenti con date, località e circostanze di raccolta delle testimonianze.
    L’unico dato certo è la morte dei 12 militari, mentre sul contorno di efferatezze, né Russo né Pirina producono prove, fonti attendibili o referti.
    Un’altra perplessità: come mai di questo fatto, le cui efferatezze sarebbero in teoria state note fin dall’aprile 1944, non se ne mai sentito parlare per decenni e spunta solo ora?
    Infine, la foto del cadavere anonimo decomposto, probabilmente dissotterrato e messo su quello che sembra un tavolo da autopsia. L’autore l’ha inserito con lo scopo evidente di fare effetto ma, con Malga Bala, penso che c’entri poco.
    Prendiamo le date: 25 marzo l’uccisione, 7 aprile la notizia del ritrovamento, quindi due settimane scarse. Troppo poco, per ridurre i corpi in quelle condizioni. Oggi, con il surriscaldamento del clima, non so come sia la situazione ma allora, sui monti del Friuli, la temperatura era ancora bassa e le cime innevate.
    L’immagine, infine, è senza didascalie esplicative. Eppure non doveva essere difficile scrivere qualcosa perché, come si evince dal logo in alto a destra, l’immagine è stata tirata giù da un documentario dell’Istituto Luce.
    In conclusione: questo “Storie di ordinaria follia partigiana” convince poco.

  31. Marcomeroni permalink

    Si sa che la storia la scrivono i vincenti.
    Sempre.

  32. Livio Fogar permalink

    @ Max049, scurpenin ed Enrico Bobinsky, che vedo scagliarsi contro i partigiani di via Rasella con addebiti di non essersi presentati per evitare la rappresaglia: sappiate che MAI avvisi del genere furono affissi dai nazisti, i quali iniziarono ad uccidere 23 ore dopo l’attentato e pubblicarono solo un comunicato su “Il Messaggero” a strage avvenuta, precisando che l’ordine di rappresaglia “è già stato eseguito”. Questa dell’avviso ai partigiani è una bufala diffusa ad arte dalla destra nel secondo dopoguerra con l’obiettivo di screditare la Resistenza, ed incredibilmente, pur in assenza di prove e di fronte a sentenze che ne decretano l’insussistenza, sopravvive e continua a circolare. Tra gli ignoranti, ovviamente. Unica voce contraria, priva però di senso e logica, rimane quella dell’ambasciatore Roberto Caracciolo il quale, nell’intervista apparsa sulla rivista “Storia in rete” del settembre 2007, testimoniò di aver visto copia di un bando tedesco, affisso però solo nelle bacheche degli uffici tedeschi e non nelle pubbliche strade. Ma è probabile che egli si sia confuso con qualche altro bando, altrimenti bisognerebbe pensare che i tedeschi ritenessero che gli autori si nascondessero tra le loro file.

    • Livio Fogar la storia la si studia non la si interpreta, non fa politica Via Rasella fu un attentato finalizzato a far fuori la formazione partigiana bianca comandata da Montezemolo il vice questore alianiello in cambio di uno scrano a montecitorio sostituì i nomi della lista dei destinati alle cave ardeatine con quelli degli aderente a Bandiera rossa detenuti a Regina coeli e a via tasso Montezemolo compreso.
      il bando era stato affisso.

      • Livio Fogar permalink

        Mi scuso se rispondo solo ora. Immagino, Basco Grigioverde, che di quel bando Lei disponga di immagini e testo … ma lo ritengo difficile. Si tratta, infatti, di un bando fantomatico, dato che la sua esistenza è stata sconfessata sia a livello storico che giudiziario. Sig. Basco Grigioverde, io la Storia cerco di studiarla e non di interparla, e se proverà ad imitarmi, sono certo che, in futuro, eviterà chiose infelici come quella che leggo..

      • Livio Fogar permalink

        Ho risposto erroneamente due volte a Basco Grigioverde in quanto avevo visto la mia prima risposta postata mesi fa, tuttora in attesa di moderazione, apparire e scomparire ripetutamente. Ho pensato perciò che fosse stata cancellata, ed ho inviato una seconda. Subito dopo, è riapparsa la prima … Mah, misteri della tecnologia informatica che sfuggono ad uno come me, più avvezzo alle pagine che alle tastiere. Oggi comunque, ad ogni buon conto, ricorderò che ricorre il 70° anniversario della strage delle Fosse Ardeatine. Onore ai martiri che, con il loro sacrificio, hanno contribuito a riportare la democrazia in Italia.

  33. Livio Fogar permalink

    Marcomeroni: Si sa che la storia la scrivono i vincenti.
    Sempre.
    =====
    Marcomeroni, non so cosa c’entri il tuo commento con l’argomento o la discussione. Ti inviterei ad accantonare questo vittimismo fuori luogo, mi pare che i “vinti” abbiano sempre avuto, ed hanno tuttora, modo ed occasione per esporre le loro ragioni, ancorché opinabili. Riscrivere la Storia però no, come si proponeva il governo del delinquente di Arcore, perché i fatti non si possono tacere, minimizzare o nascondere. Ti inviterei inoltre a riflettere quale sarebbe stata la società in cui ci saremmo trovati a vivere nel malaugurato caso di vittoria delle armi nazifasciste: una società dai valori rovesciati, delle leggi razziali, delle camere a gas e dei forni crematori, di superuomini ariani e, nel caso dell’Italia – per usare le parole dello stesso Mussolini – “un pugno di liberti destinati a governare un popolo di schiavi”? Con un regime che avrebbe invaso e regolamentato ogni minuto della vita altrui, e per il quale la libertà di pensiero sarebbe stata un concetto astratto? Per non parlare della libertà d’opinione, semplicemente non contemplata. Marcomeroni, ma questo vale anche per gli altri che ho visto insultare la Resistenza: se potete dar sfogo a questo vomito ideologico, abbiate almeno l’onestà intellettuale di ringraziare la democrazia che contraddistingue questa nostra Repubblica Italiana nata dalla Resistenza.

  34. Livio Fogar permalink

    Per Dario Burresi, laddove scrive:
    “Quante bugie vengono raccontate! Sappiate che il diritto di rappresaglia (utilizzato da tutti, anche Inglesi ed Americani) era ammesso dalle convenzioni di guerra internazionali. Quindi per i 33 (non 30) morti di Via Rasella i Tedeschi avevano “diritto” di fucilare 330 ostaggi. L’ordine fu di fucilare 320 ostaggi. Kappler non fu condannato per la rappresaglia, ma perché fece fucilare 15 ostaggi in più. Di questa cosa i mass media italiani evitano di parlare e nell’opinione pubblica si è formata la falsa impressione che Kappler (assolto in un primo momento) fu condannato per tutti i 335 fucilati”.
    ========
    E’ vero, le convenzioni di guerra internazionali riconoscono il diritto di rappresaglia alla forza di uno Stato offesa, ma questo non significa dare carta bianca per stragi indiscriminate. Opinabile, inoltre, appare quel “diritto” che vedo riconoscere ai nazisti di fucilare 330 ostaggi..
    Infatti, venendo al punto sul diritto di rappresaglia: secondo la più accreditata dottrina internazionalista, la rappresaglia si fonda sulla necessità di riconoscere allo stato offeso un mezzo di autotutela, consentendogli di colpire qualsiasi interesse dello stato offensore.
    La rappresaglia, però, deve essere proporzionata all’atto illecito contro cui reagisce, anche se non deve essere necessariamente dello stesso tipo.
    E’ utile sottolineare che la rappresaglia deve avere come finalità la prevenzione o la repressione, non la vendetta; essa deve tendere alla cessazione o alla non-reiterazione di un’azione lesiva illegittima, e deve sostanziarsi in una reazione diretta a tale scopo e non superiore all’offesa: altrimenti si trasforma in un atto a sua volta ingiusto ed illegittimo, che provoca una spirale infinita di reazioni sproporzionate.
    Ciò è confermato dal limite generale all’attività degli Stati fissato dalle consuetudini internazionali e richiamato nel preambolo alla Convenzione dell’Aia del 18 ottobre 1907, che vieta di colpire i diritti fondamentali stabiliti dallo “jus gentium”, dalle consuetudini dei paesi civili, dalle leggi dell’umanità e dalle esigenze della coscienza pubblica.
    Ora, con il massacro delle Fosse Ardeatine si determinò una sproporzione enorme tra l’uccisione di 33 soldati tedeschi e quella di 335 cittadini italiani, sia per l’assurdo numero delle vittime, sia per il danno determinato, nel quadro delle operazioni belliche, dalla soppressione di ben cinque generali, undici ufficiali superiori, ventuno ufficiali inferiori e sei sottufficiali delle FF.AA. italiane.
    La rappresaglia, dunque, per il modo e per la misura nella quale fu materialmente attuata, non può che considerarsi illegittima, ed il relativo ordine manifestamente criminoso.
    A maggior ragione, poi, se si considera che nessuna indagine fu espletata dai nazisti per risalire ai responsabili dell’azione di via Rasella, che la rappresaglia fu commessa in fretta e furia (23 ore dopo via Rasella) e ne fu data notizia solo a massacro avvenuto. Di conseguenza, alla luce di tali modalità, la strage delle Fosse Ardeatine fu considerata illegittima dai dispositivi di tutte le sentenze che si occuparono di Priebke, a partire da quella che dichiarò non doversi procedere per prescrizione – non assolto – alle successive di condanna di secondo grado e di conferma in Cassazione.
    PS: Leggo infine una confusione di nomi, certamente involontaria, laddove Burresi annota che Kappler fu “assolto in un primo momento” : oltre a ribadire che non di assoluzione si trattò ma di non doversi procedere per intervenuta prescrizione – sono due concetti diversi – questo, in realtà, si verificò con Priebke nel 1996, e non con Kappler. Il quale Kappler, invece, quando fu processato nel 1948, venne condannato subito all’ergastolo senza ribaltamenti di sentenza nei successivi gradi di giudizio.

  35. Dario Burresi permalink

    E’ stato un lapsus: Priebke, non Kappler.
    Priebke è stato condannato per la fucilazione di 15 persone. La Corte (non io!!!) ritenne legittima la fucilazione di 320 persone. In effetti i soldati tedeschi morti immediatamente furono 32. Altri 3 morirono in serata. Altri 9 o 10 (non ricordo esattamente) morirono successivamente come conseguenza delle gravi ferite subite nell’attentato di via Rasella.
    Dunque io mi domando: se tutte le vittime dell’attentato fossero morte subito, la nostra ineffabile Corte avrebbe ritenuta legittima la fucilazione di 345 persone (contro le 335 effettivamente fucilate)?
    Livio, non mi frantendere: io Priebke e Kappler li avrei appesi per i testicoli. Io sono italiano e sono assolutamente contrario e nemico di qualsiasi straniero che ammazzi Italiani, a prescindere dal contesto storico e dalle opinioni politiche.

  36. jimi permalink

    mandateglielo a quei PARTIGIANI di NAPOLITANO & RENZI…tanto per gradire…

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