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ARANCIONI E GRILLINI : QUANDO LE RIVOLUZIONI SI RIVELANO BLUFF

11/04/2013

ARANCIONI E GRILLINI : QUANDO LE RIVOLUZIONI SI RIVELANO BLUFF

Da qualche anno, complice la crisi economica, sociale e politica italiana, di cui certamente i partiti hanno responsabilità, in Italia abbiamo assistito ad un crescendo di “moti rivoluzionari” che, nati nelle amministrazioni locali, oggi si sono trasferiti in Parlamento.
Ma davvero poi tali moti hanno rivoluzionato e migliorato la vita della gente? O si è invece trattato di espedienti politici e trucchi comunicativi che invece, anziché risolverli, aggraveranno i problemi degli italiani? Purtroppo credo sia esatta la seconda ipotesi.
Napoli: città amministrata in modo feudatario dal PDS-DS-PD per lunghe legislature. Problemi gravissimi ed infiniti, periferie disastrate, caos rifiuti, illegalità diffusa, inchieste imbrogli e magagne. Irrompe prepotentemente sulla scena il movimento “arancione” guidato dall’ex pm De Magistris, giovane, furbo, intelligente e conoscitore di tanti segreti. Va contro il sistema, dice che azzererà tutto e tutti rendendo Napoli un gioiello, che si amministrerà con competenza attenzione e che le illegalità non si sarebbero più tollerate. Arriva in ballottaggio e si accorda proprio con chi quella città l’aveva governata per interi lustri, evidentemente male, senza competenza ed attenzione, e senza la dovuta attenzione alla legalità, utilizzando il ragionamento del sindaco rivoluzionario.
Bene, a due anni di distanza, quali sono i risultati?

– Nessuna soluzione al problema rifiuti, che vengono “spediti” fuori dall’Italia ai costi che possiamo immaginare, senza che nel frattempo si siano trovate le adeguate e giuste soluzioni per eliminare il problema, abbattere i costi e rispettare l’ambiente;
– della tanto propagandata e sbandierata rivoluzione sociale non vi è alcuna traccia;
– i quartieri periferici proseguono la loro inarrestabile corsa verso il baratro;
– il bilancio comunale è in evidente affanno;
– le tasse sono aumentate;
– nessun beneficio diretto o indiretto per la vita dei napoletani;
– nessuna innovazione, nessun cambio di passo rispetto alle vecchie logiche di amministrazione.

Vedendo le manifestazioni dei cittadini e dei commercianti contro il narcisindaco De Magistris, credo che il bluff sia ormai evidente.

http://www.dagospia.com/rubrica-3/politica/te-ne-vai-o-no-napoli-sfratta-de-magistris-unera-si-e-chiusa-dopo-53934.htm

Spostiamoci adesso a Roma.
I grillini sono sbarcati in grande quantità (che non significa qualità…) dentro il Parlamento. Parlavano di trasparenza, collegialità nelle scelte, di politica in mano ai cittadini, di rivoluzione nelle Istituzioni, di boooom…
E cosa hanno prodotto nei primi 50 giorni di loro presenza parlamentare???
– Si sono arroccati sulle loro posizioni, impedendo la nascita del governo, nonostante Bersani avesse offerto loro di partecipare attivamente e portare le loro proposte e le loro idee all’interno della compagine governativa;
– hanno mandato in streaming solo l’incontro con Bersani (consultazioni per la formazione del Governo, argomento importantissimo quanto delicato…) schernendo il povero smacchiatore di giaguari (che dal giaguaro è stato “sbranato”…), dimostrando un’arroganza ed una supponenza che va aldilà di ogni immaginazione, senza peraltro offrire alcun tipo di contributo per superare le difficoltà;
– si sono ben guardati dal mandare in streaming le cose che ai loro elettori dovrebbero maggiormente interessare: i loro dibattiti interni, le loro riunioni, i loro incontri “segreti” con Grillo.
E ciò, da parte loro, sarebbe stato doveroso, secondo il principio per cui “uno vale uno” e secondo la loro sbandierata “democrazia liquida e popolare”, secondo i loro principi di trasparenza;
– hanno chiesto al Presidente della Repubblica di affidare loro l’incarico per formare il governo, al buio e senza fornire alcun nome, senza avere ciò che in democrazia è fondamentale: i numeri;
– si sono spaccati alla prima utile occasione, durante l’elezione dei presidenti delle Camere, venendo meno ai loro impegni e principi e favorendo i candidati di Pd e Sel, condividendo pertanto quelle scelte che, oggi, criticano;
– chi ha votato con la propria testa, secondo il principio di coscienza e l’ “uno vale uno”, è stato “processato” dal “Kapò” Grillo e dall’ideologo Casaleggio, e graziato per evitare pericolose fratture nel movimento;
– hanno, in 50 giorni, parlato e sproloquiato tantissimo, ma, a fronte della gravissima situazione economica che vede incrementare ogni giorno poveri e disoccupati, hanno presentato solo 3 proposte di legge, riguardanti l’omofobia. Come se il principale problema italiano (l’omofobia è comunque una piaga grave e da risolvere, sia chiaro) fosse quello e non il fatto che milioni di nostri concittadini sono costretti ad andare a mangiare alla Caritas…
– hanno chiuso le porte a qualsiasi dialogo con le altre forze, come se gli altri 20 milioni di italiani che non hanno votato il MoVimento non abbiano pari diritto di rappresentanza rispetto agli elettori m5s, sperando in un governo di larghe intese delle forze responsabili, che si assumesse le responsabilità di dare risposte al popolo, per poi poter tornare a fare quella comunicazione populista ed aggressiva utilizzata in campagna elettorale ed aumentare il proprio bacino di voti;
– pretendono di essere gli unici competenti onesti e responsabili, senza però assumersi alcuna responsabilità, stando alla finestra ad aspettare gli errori altrui per poi crocifiggere;
– hanno data ampia dimostrazione della verità del motto “uno vale uno” nel senso che Grillo (o meglio Casaleggio…) vale uno, vale il MoVimento, e che gli altri, per dirla col Marchese del Grillo, non valgono un cazzo.

L’impressione è che in Italia le rivoluzioni siano solo paraventi dietro ai quali si nascondono velleità personali e narcisistiche, nascosti desideri di accentramento di potere, complessi manifesti di presunta superiorità morale ed etica rispetto agli altri.
Finora la strategia rivoluzionaria ha pagato bene tutti i suoi protagonisti, da Pizzarotti a De Magistris ai grillini tutti (tranne il trombatissimo presuntuosissimo ed imbarazzantissimo Ingroia…). Ma ho paura che, ancora una volta, a pagarne il conto, saranno gli italiani.
Boom, speriamo che l’Italia non faccia il botto…

Di D. T.

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From → ATTUALITA', POLITICA

2 commenti
  1. gadofly permalink

    Ho letto tutto, come a dire che sono riuscito ad arrivare in fondo….. si tutto vero concordo ma tutta stà bella paginetta per dire che ?????

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