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Le idee di Beppe Grillo ci costerebbero 85 miliardi di euro.

22/02/2013

Il dittatore Beppe ha più di un Grillo per la testa. Lo ripete nella “sigletta” del suo blog. Poi sbatte le sue “idee” in piazza. Parla, blatera, minaccia, arringa. E il suo “show” ha plagiato le menti: ormai è sicuro, alle elezioni farà un botto. Il Movimento 5 Stelle giura di avere anche un programma. E in effetti, sì, dei punti programmatici ci sono. Due conti li ha provati a fare il settimanale Panorama: ma quanto costerebbero ai già disastrati conti dello Stato italiano le idee di Beppe Grillo?

Tutti a casa – Si parte dalla boutade di Beppe sul lavoro: da buon teorico della decrescita, il comico-leader sostiene che si debba smettere di lavorare a 60 anni. Una sorta di controriforma delle pensioni. Secondo Grillo l’idea permetterebbe a circa 200mila lavoratori di anticipare il ritiro, in media, di 5 anni. I calcoli? Presto fatti. Considerando una pensione di 18mila euro l’anno, la proposta costerebbe circa 28 miliardi. Ma non è tutto. Beppe ha una panzana pronta anche per gli esodati (circa 250mila): esentarli dalla riforma Fornero e pagare a tutti la pensione. Totale? Diciassette miliardi. Quindi solo per la previdenza Grillo deve trovare 35 miliardi in cinque anni.

Imu – Tra le proposte più realizzabili del dittatore a 5 Stelle c’è quella mutuata dall’arcinemico Silvio Berlusconil’abolizione dell’Imu sulla priom casa. Il costo della misura è noto: 4 miliardi di euro. Peccato però che a differenza del Cavaliere, il guitto ligure non abbia la benchè minima idea su come trovare la copertura.

Niente treni – Grillo vuole poi fermare la costruzione della Tav, perché, ipse dixit, “è una presa per il culo alimentata dai giornali”. Cancellare la Torino-Lione significa perdere 2 miliardi di euro di finanziamenti europei. Rinunciare alla Tav e anche al “terzo valico” di Genova (Grillo ovviamente è contrario) secondo gli esperti di logistica contattati da Panorama farebbe perdere all’Italia 7 miliardi di Pil e circa 100mila posti di lavoro nell’arco del prossimo decennio.

Sussidio per tutti – Le “idee” di Beppe, ahinoi, non sono ancora finite. C’è pure il sussidio a tutti i disoccupati. Considerando che i disoccupati sono 2,7 milioni, ai quali si aggiungono 1 milione di inattivi che nemmeno lo cercano, un lavoro, dare a questo “popolo” 800 euro al mese di sussidio (la media nazionale) costerebbe la bellezza di35 miliardi l’anno.

Le bottiglie no – Tra le proposte dal sapore un po’ demenziale avanzate dal dittatore a 5 stelle c’è anche quella dei disincentivi alle aziende dell’acqua in bottiglia, roba in grado di cambiare il destino del Paese, insomma. Ovviamente Grillo non è stato in grado di fornire dettagli precisi, ovvero non ha indicato l’entità della penalizzazione. Allora qualche cifra gliela sbatte in faccia Panorama: il settore dà lavoro – indotto compreso – a 40mila persone, e ogni anno genera un fatturato di 1,7 miliardi. Che bella idea, quella del signor Grillo: distruggere uno dei pezzi sani della nostra economia.

Le somme – Nel “programma” di Beppe ci sarebbe anche l’addio al prelievo fiscale alla fonte. Una sorta di fantascienza fiscale: vorrebbe equiparare i lavoratori dipendenti a quelli autonomi e far pagare a tutti le tasse una sola volta all’anno. Molto difficile quantificare il costo di una simile operazione. Ma forse, per capire che più di un programma si tratta di un pamhlet tra il comico e il grottesco, basta mettere insieme le cifre snocciolate fino a qui: Grillo ci costerebbe almeno 85 miliardi di euro solo nel primo anno. Idee per la crescita? Nessuna. Lui vuole la decrescita. E lo dice pure…

grillo caricatura

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/1189783/Ecco_quanto_costerebbero__le_idee_di_Beppe_Grillo___un_conto_insostenibile.html

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From → POLITICA

One Comment
  1. silvia permalink

    Sarà, ma io sto seguendo su sky la diretta della chiusura della campagna elettorale del M5S e penso che sarà una bomba che scoppierà fra le mani dei professionisti della politica. Poi è vero quello che dice Monti: minaccia la stabilità, ma quale stabilità? la loro quella dei burocrati

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