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4 NOVEMBRE 1918: UNA DATA PER RIVALUTARE LA NOSTRA STORIA CON UNA NUOVA FESTA NAZIONALE .

05/11/2012

Gli italiani scendono in piazza per molti motivi, soprattutto per le cause – giuste e sacrosante, per carità! – di altri popoli e Paesi.
Forse è arrivato il momento di cambiare. Forse è il momento che gli italiani sentano il bisogno di scendere in piazza anche per loro stessi, per la loro storia, per il loro orgoglio.
Novantaquattro anni fa, il 4 novembre 1918, l’Italia si rialzava dopo il disastro di Caporetto. Si rialzava e vinceva una guerra, la più spaventosa che fino ad allora il mondo avesse visto. Una guerra vinta contro uno Stato che da secoli dominava importanti regioni e che impediva il compimento di quel processo unitario iniziato con la prima guerra di indipendenza nel 1848.

Oggi, nell’Italia delle mille crisi e delle mille emergenze, sembra quasi una leggenda. E invece è storia.
E allora ripartiamo da lì. Ripartiamo proprio dal 4 novembre. Ripartiamo chiedendo agli italiani di scendere per una volta in piazza per loro stessi. E ripartiamo chiedendo al Presidente della Repubblica e al Ministro della Difesa di restituire al popolo italiano la festa del 4 novembre, una festa solenne, corale, condivisa: non soltanto la festa di tutto il popolo italiano e delle sue Forze Armate che il 4 novembre 1918 conquistarono la Vittoria, ma anche del popolo che lavorò e soffrì con i suoi soldati. La festa dell’orgoglio di una nazione che non fu messa in ginocchio, ma che seppe riscattarsi e imporsi all’ammirazione del mondo. Una festa per una bandiera che è l’unica per tutti: il Tricolore.
Pertanto, proprio in questo momento storico particolare in cui in tutto il Paese si discute sulla mancanza di valori, di una cultura condivisa, di fiducia nel futuro, in un momento, cioè, in cui tutti si interrogano su cosa fare e dove guardare, la risposta è sotto gli occhi di tutti: rivalutiamo la nostra storia celebrando una grande vittoria, il sacrificio di milioni di soldati – fra cui settecentomila caduti – l’impegno di tutta la nazione affinché la guerra giungesse ad una conclusione vittoriosa.
E oggi, fortunatamente, possiamo anche celebrare tutto questo riconciliati con gli ex nemici di allora, nella consapevolezza che valore, sacrificio e coraggio sono valori universali che uniscono e non dividono.
Di Marina Pitone
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From → POLITICA

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