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UN NUOVO UMANESIMO PER LA POLITICA.

26/10/2012

Meno di cinquant’anni fa, quando Martin Luther King diceva che un giorno bianchi e neri sarebbero saliti sullo stesso autobus e avrebbero frequentato le stesse scuole, veniva additato come un folle. La verità è che solo coloro che sono abbastanza folli da credere di poter cambiare il mondo, lo cambiano davvero.
Il segreto sta nell’essere lungimiranti. Pertanto, spetta soprattutto ai giovani investire su se stessi; spetta ai giovani cambiare questo Paese, impegnandosi per dar vita ad una classe dirigente seria e onesta. Sono i giovani a dover portare i valori della legalità e della meritocrazia al primo posto nella società del domani.
Ci troviamo quindi di fronte ad una scelta: trascinarci accidiosamente sul sentiero tracciato da questa classe politica – nell’ambito della quale alcuni rappresentanti, da troppo tempo e con sistematicità, stanno offrendo uno spettacolo vergognoso al Paese e al mondo intero – oppure incamminarci coraggiosamente per la via della libertà, la via della democrazia.

Mai come in questo momento il nostro Paese è chiamato a fare i conti con le colossali inadempienze storiche che gli impediscono una presa di coscienza del proprio ruolo in Europa e nel mondo.
L’elenco delle sfide da affrontare e risolvere è lungo, quasi angosciante. C’è un problema di unità del Paese. C’è un problema di preservazione dello Stato di diritto. C’è un problema di separazione tra interessi privati e interesse pubblico. C’è un problema di ceto politico mediocre e autoreferenziale. C’è un problema di politica industriale. C’è un problema di priorità nelle politiche delle istituzioni scolastiche e formative. C’è un problema di misure previdenziali e di incentivi a favore della famiglia. C’è un problema di difesa dell’ambiente e di salvaguardia di tutto il territorio nazionale. C’è un problema di ricerca scientifica e di buona cultura.
Ma per affrontare queste sfide c’è bisogno di un cambio di passo decisivo e radicale. Occorre una classe politica seria, onesta, preparata e lungimirante; e, ancora di più, di una società civile cosciente e attiva che dia il proprio contributo in termini culturali e valoriali. Il nostro Paese necessita di un umanesimo politico, di una riscoperta di quella vocazione all’impegno civile e a quel senso di responsabilità collettiva nei confronti della società che è andato in gran parte smarrito.
Solo così potremo avere una politica delle idee e non delle ideologie, della convinzione e non del consenso, del confronto e non dello scontro; una politica che riscopra la forza costruttiva del dialogo in vista di un’Italia migliore, più moderna e più giusta, all’insegna della trasparenza e della legalità.
Di Marina Pitone
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From → POLITICA

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