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QUALE ONESTA’ PER LA POLITICA?

06/10/2012

“Non abbiamo bisogno di chissà quali grandi cose o chissà quali grandi uomini. Abbiamo solo bisogno di gente più onesta”
(Benedetto Croce)

Il politico onesto è sincero, non inganna, non approfitta del suo ruolo per interessi personali, non corrompe né si lascia corrompere. Per lui l’onestà (dal lat. honestas=onore) è proprio una questione d’onore e di dignità personale; avverte la disonestà come un venir meno a se stesso prima ancora che agli altri.
Oggi siamo tentati di definire “utopica” la condizione di chi, impegnato in politica, riesce a svolgere onestamente il suo lavoro.
L’idea che abbiamo oggi della politica è, purtroppo, viste le ultime vicende, quella di un’attività di governo basata sull’inganno, la slealtà, la corruzione.

Come il Principe di Machiavelli, il politico attuale dimostra una ricorrente inconciliabilità tra politica e onestà, poiché, per raggiungere finalità sociali che si impongono come necessarie, è obbligato talvolta a comportamenti condannati dalla morale comune, come la frode, il raggiro, il tradimento.
La corruzione ha la meglio quando le istituzioni pubbliche diventano preda di logiche partitiche o di schieramento, quando gli amministratori pubblici rispondono a interessi di parte prima che alla popolazione del territorio e alle sue legittime aspettative. Dal canto suo, una popolazione è sana quando sa opporsi alla disonestà e rivendica democraticamente il diritto di essere governato da persone competenti e oneste, animate dalla passione vera e sincera di servire la comunità.
E’ necessario quindi che il cittadino, singolo o associato, si riappropri della politica.
E’ fin troppo evidente che i partiti, da mediatori tra stato e cittadino, hanno sequestrato monopolisticamente, la sfera della vita pubblica.
D’altra parte l’obiettivo non la contrarietà ai partiti o agli schieramenti, ma la conversione all’onestà.
E’ determinante, dunque, che al cittadino sia data l’effettiva possibilità di scegliere le persone che, per orientamenti e comportamenti personali, garantiscano che i valori social siano non soltanto difesi nelle sedi dei partiti e delle istituzioni, ma anche vissuti da chi è chiamato a rendere il proprio servizio nell’attività politica. La moralità della democrazia rappresentativa, infatti, sta, sì, nel programma dei partiti ma, più in particolare, nei nomi e cognomi delle liste. La realizzazione del programma e la sua credibilità sono affidate al comportamento dei singoli deputati; la positività di una legislatura è legata soprattutto alle capacità politiche e morali degli uomini e delle donne che la costituiscono. Non basta infatti che il partito metta a programma un insieme di obiettivi ad alto contenuto sociale, quali, per esempio, la difesa dall’inizio al termine naturale dell’esistenza, la promozione di una politica familiare nell’attuale contesto socio-culturale, la solidarietà sociale verso i ceti più deboli e bisognosi: simili traguardi non avranno mai una sufficiente traduzione nella prassi se prima non sono nelle coscienze delle persone.
E’ decisivo, pertanto, scegliere uomini e donne che abbiano competenza e conoscenza dei meccanismi pubblici, attenzione e sensibilità ai processi evolutivi dell’economia e della società. Ma è ugualmente decisivo scegliere uomini e donne che hanno sempre avuto, e continuano a coltivare, un alto senso di onestà, legalità, coerenza. Competenza e onestà devono andare di pari passo. Se un politico o un funzionario pubblico non è onesto, anche l’eventuale competenza è tentata di piegarsi facilmente a interessi individuali o di partito, anziché al bene della collettività.
A questo proposito è sempre attuale l’art. 54 della Costituzione italiana: “I cittadini cui sono affidati funzioni pubbliche hanno il dovere di adempierle con disciplina e onore”. Articolo che dovrebbe essere sempre tenuto presente sia da esponenti laici, come da religiosi.
Per far risorgere l’italia oggi è necessario chiamare a raccolta coloro che credono che la politica abbia bisogno del proprio contributo e che questo debba essere disinteressato, ovvero ispirato non dal guadagno di poltrone o prebende, ma da ben altre intenzioni, da ben altri principi, da altre convinzioni; l’italia ha urgente bisogno di politici onesti, con buona pace di tanti affaristi disonesti!
Anche per il tempio della politica è arrivato il momento della cacciata dei mercanti e dei profanatori!

Di Marina Pitone

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From → POLITICA

One Comment
  1. Vito Piepoli permalink

    Ho scritto un articolo e volevo inviarvelo, ma non trovo l’indirizzo e col copia/incolla lo inserisco qui visto che ha a che fare con l’Onestà in politica, sperando di fare cosa gradita……ILeF, il partito Italiani Liberi e Forti, sta bruciando un po’ le tappe, non ci si aspettava questo successo in Sicilia, anche se siamo curiosi di vedere cosa succederà il 28 ottobre, data delle elezioni, per il loro candidato Gaspare Sturzo.
    Palladino segretario politico nazionale si dice non sorpreso, convinto sin da quando è stato fondato il partito lo scorso gennaio che la Sicilia potesse risultarne come sta accadendo, pista di lancio:
    “Noi siamo coscienti di scrivere una pagina di storia non solo per la Sicilia ma anche per l’Italia”
    ha riferito.
    Una pagina di storia perché il paese da decenni aspetta una voce pulita, chiara e di verità come quella di Gaspare Sturzo che rappresenta la vera novità di queste elezioni, come in effetti sta dimostrando negli incontri, nelle interviste, nelle riunioni di gruppo.
    Dal successo che sta ottenendo, si direbbe che lui è la persona di cui il Paese e innanzitutto la Sicilia, ha bisogno.
    “Ha le idee chiare, un patrimonio culturale formidabile, ha una esperienza professionale che pochi possono vantare del suo stesso spessore. Quindi io penso che sia l’uomo di cui la Sicilia e l’Italia attendeva da tempo”.
    Sono le parole di Palladino che aggiunge:
    “Sì, l’Italia, perché queste non sono solo elezioni siciliane ma sono anche elezioni che interessano tutto il Paese perché dalla Sicilia verrà questa parola nuova”.
    ILeF raccoglie in maniera garbata quelle che sono le istanze del popolo italiano, in questo momento del popolo siciliano, per avanzare le sue proposte. Non ha niente a che vedere con i Grillini o con i tanti movimenti contestatori che stanno insorgendo, ci fa capire il segretario.
    “Noi siamo assolutamente il partito delle proposte. La protesta non ci interessa, è inutile protestare, tutto il popolo italiano sa le porcherie fatte in questi ultimi decenni e quindi inutile stare a rivangare, tutti sanno che cosa è successo. Noi vogliamo far capire che invece siamo il partito che vuol proporre le soluzioni ad un male che ormai sembra incurabile”
    precisa e sottolinea Palladino.
    Secondo ILeF il male non è incurabile, ma si può curare innanzitutto con il portare persone oneste e competenti al vertice delle istituzioni. Gaspare Sturzo dimostrerà che si può fare buona politica senza i milioni di euro, senza l’appoggio delle lobby massoniche e bancarie, non parlando di quelle mafiose e quindi si potrà dimostrare veramente che ILeF rappresenta qualcosa di nuovo e di cui il paese ha estremo bisogno.
    Tutti vogliono vedere persone pulite ai vertice delle istituzioni. Si ritiene che il vero orgoglio per un italiano, il fatto di dirsi italiano, sia quello di poter dire che al vertice del Paese vi sono persone oneste e competenti. Da questo orgoglio poi ne nascono tanti altri che fanno la vera identità di un paese. Queste riportate sono tutte tesi del segretario nazionale e del suo partito ILeF.
    Guardando poi a Roma, si è osservato che l’Udc di Casini simpatizza con altri partiti, con Montezemolo, con Fini definito postfascista da Gaspare Sturzo, mentre in Sicilia l’Udc va alle elezioni con il Pd, con Crocetta. In merito a questo, Palladino ha riferito di averlo letto sul giornale La Sicilia, dove è anche scritto che 14 dirigenti dell’Udc di Piazza Armerina sono andati via dal partito disgustati.
    Il segretario ha fatto osservare che come ci sono stati questi casi in un singolo paese come Piazza Armerina, un paese importante, ce ne potranno essere altri in molte altre città siciliane. Perché, secondo lui, chi ha veramente una coscienza cristiana non può accasarsi con persone che non hanno nulla a che vedere purtroppo con l’ispirazione cristiana. Si è augurato che ILeF risulti una buona scuola, una buona palestra, cercando di render chiaro che il Paese ha bisogno di valori che certo non si possono dire solo cristiani, ma universali perché il partito di Italiani Liberi e Forti ritiene di essere aperto a tutti, anche ai non credenti purché credano in questi valori, innanzitutto universali, morali e quindi cristiani.
    Ma tornando a Roma, c’è da dire che nel pomeriggio del 13 ottobre ILeF ha organizzato presso l’Auditorium della Basilica S.Maria degli Angeli e dei Martiri un incontro conviviale, ci ha comunicato Dario Piccininni, vicesegretario nazionale. Quello che segue è emerso dalla sua conversazione. In questi mesi che ci separano dalle prossime elezioni, c’è davvero bisogno che ognuno offra le proprie disponibilità e le proprie competenze per rigenerare il mondo della politica.
    Con lucida determinazione, cattolici e non, uomini di buona volontà e quanti laicamente si sentono chiamati al servizio del bene comune, si rendano protagonisti di questo cambiamento storico dettato da un indispensabile richiamo etico e morale che riguarda tutto il nostro Paese.
    “Faremo conoscere tutto ciò che Italiani Liberi e Forti ha compiuto in pochi mesi di vita e precisamente dal 18 gennaio 2012, giorno della costituzione del nostro partito”
    sono le parole del vicesegretario.
    Oggi tutti parlano di riduzioni di spesa nella politica ma di fatto solo noi continuiamo coerentemente ciò che abbiamo proclamato fin dalla nostra nascita, ovvero che non percepiremo un euro dallo Stato.
    Quella organizzata a Roma, sarà una serata conviviale per far conoscere personalmente i responsabili del partito e l’alternativa politica che vuole proporre verità, onestà e competenza per una profonda trasformazione morale e culturale e quindi politica dell’Italia.
    Il programma in dettaglio prevede la proiezione di video su don Luigi Sturzo e sulle realizzazioni di ILeF in questi mesi. Interverrà Giovanni Palladino a cui seguiranno gli interventi dei due vicesegretari. Dario Piccininni parlerà delle prospettive romane ed Eleonora Mosti, si intratterrà sul senso di appartenenza ad un partito che vive di sole adesioni.
    C’è bisogno di esempi concreti, di persone coerenti e credibili che con autentico spirito di servizio contribuiscano a realizzare il vero bene comune, questo è quello che sostanzialmente si propone ILeF , con lo scopo di costruire insieme a coloro che interverranno, una “generazione nuova” di politici, di cui Roma e la nostra Italia hanno bisogno. Vito Piepoli giornalista Tess. n. 99479

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