Skip to content

L’ITALIA BIGOTTA CHE VUOLE UN PARLAMENTO PIENO DI MAFIOSI E MILIARDARI

04/10/2012

Spiegare in poche righe perché non si dovrebbero tagliare ulteriormente i costi della politica non è facile. Sopratutto di questi tempi, dove la rabbia della gente (comprensibile, per carità) supera di gran lunga il buon senso, abbracciando le teorie filo-grilline che propongono una politica a costo zero, con deputati senza indennità e partiti in bancarotta.

Sono tante le questioni che si pongono nella malaugurata ipotesi che il populismo prenda il sopravvento sulla logica. Immaginiamo, come propone gran parte dell’opinione pubblica in questo momento, una politica fatta di Parlamentari che non guadagnano nemmeno un euro, che non hanno rimborsi per i viaggi che effettuano dal collegio di appartenenza a Roma, che non godono di nessun assegno per poter costruire una segreteria efficiente, che non hanno diritto a una diaria che gli permetta di soggiornare nella capitale.

Provate, poi, a ipotizzare di abolire il finanziamento pubblico ai partiti senza regolamentare i contributi privati, così come si fa negli Stati Uniti (solo Obama ha raccolto 1 mld di dollari durante l’ultima campagna elettorale), di lasciarli a secco, senza un euro, senza un dipendente, senza una sede, senza un telefono, senza una linea internet.

Cosa sarebbe la politica se tutto si trasformasse nel pieno rispetto di quest’ottica masochista? E, soprattutto, chi si potrebbe permettere di fare politica? A quest’ultima domanda è facile rispondere: i miliardari come Berlusconi, Montezemolo e De Benedetti e i delegati della mafia, della camorra, della ‘ndrangheta che avrebbero l’opportunità di bivaccare tranquillamente per i corridoi del nostro sacro Parlamento, essendo sul libro paga delle varie ‘famigghie’.

Davvero uno scenario di grandi prospettive. Qualcuno, ora, potrebbe obiettare: ma può la politica fare più schifo di quanto non lo faccia adesso? Domanda sagace, oltre che legittima, visti gli ultimi eventi poco dignitosi che hanno visto protagonisti porci e maiali. La risposta, anche in questo caso, è molto facile.

Questa politica è figlia di comportamenti sbagliati e frettolosi. Gli stessi che gli italiani tennero nel lontano ’92, con il tintinnar di manette, le monetine a Craxi, la pressione psicologica verso il Parlamento-bunker. Tutto ciò non ha creato che ipocrisia, misure populiste che son servite da viatico per quietare i calori italici. Gli italiani non volevano il finanziamento ai partiti? Bene. Via, salvo poi ritrovarsi i rimborsi elettorali. Gli italiani non volevano l’immunità parlamentare? Bene. Via anche questa, salvo poi scoprire che non sarebbe cambiato comunque nulla.

Così sarà anche questa volta se trionferanno coloro che fanno a gara a spararla più grossa. Il nocciolo della questione sui costi della politica, infatti, sta nell’entrare in un’ottica diversa da quella dei tagli burla. Non serve usare ancora la scure e ridurre ulteriormente il gettito di denaro pubblico impiegato per il funzionamento della democrazia (altrimenti equivarrebbe ad affermare che la democrazia vale zero). Piuttosto, urge una politica di regolamentazione di questi costi. Per farla breve, non si dovrebbe più parlare di tagli, ma di rendiconti obbligatori dei benefit, per impedire così che i nostri Parlamentari possano integrare al loro stipendio da 5.250 euro al mese altri 10mila euro (esentasse).

Basterebbe poco, come si vede. Basterebbe legare l’erogazione dei benefit all’effettiva spesa documentata. Eppure non c’è la volontà. Né da parte della politica, arroccata sempre più dentro il Palazzo-bunker, né da parte del popolo,che non si accontenta più di nulla ed è oramai deciso a distruggere quella democrazia conquistata con anni di lotte e il sangue di molti. E’ un’Italia bigotta questa. Un paese che in maniera inconsapevole, allo stesso modo degli arabi con la cosiddetta ‘primavera’, sta consegnando la libera scelta in mano ai poteri forti, a persone senza scrupoli, geni del soggiogamento, che hanno conquistato in maniera sublime il gregge chiamato Italia.

Immagine

 

Di Il Quintuplo 

Advertisements
One Comment
  1. Antonio Melchiorre permalink

    Per me basterebbe applicare il contratto del pubblico impiego a tutti coloro che dedicano una parte della loro vita al servizio dello stato (comuni, province, regioni, camera,senato, magistratura, presidenza della repubblica, ecc.).
    All’interno della busta paga ogni tipo di rimborso extra.
    Non dovrebbe essere difficile. Basta volerlo.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: