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LE TASSE CHE I CIRCOLI ARCI NON PAGANO , MA SONO BAR E DISCOTECHE VERE E PROPRIE .

01/10/2012

Solo l’Arci, «l’associazione culturale e ricreativa italiana» – che per statuto «si riconosce nei valori democratici nati dalla lotta di liberazione contro il nazifascismo», «promuove cultura, socialità e solidarietà» , ha 5.577 circoli sparsi per l’Italia, e conta la bellezza di un milione, 150 mila e 393 soci. Il venerdì sera al circolo Magnolia di Milano ci sono centinaia di giovani, fino alle 4 del mattino. Per discutere di antifascismo? No, la meglio gioventù balla fino all’alba al ritmo del dj set «Fucked from above», tra una Guinness media (4 euro) e un mojito (7). Già, proprio quello che si fa all’«Hollywood», la discoteca delle veline e dei calciatori, anche se lì la coda all’entrata è più lunga e i clienti per vestirsi seguono un codice diverso. 

I punti ristoro dei circoli Arci non pagano l’Iva, non pagano imposte dirette e nemmeno quelle locali. In pratica devono versare solo la tassa dei rifiuti ma in versione «ridotta», pari a un quinto di quella pagata da bar e ristoranti. Risultato: il «punto ristoro» di un circolo risparmia rispetto a un bar il 24% del giro d’affari in sconti fiscali e un altro 12% in risparmi sul costo del lavoro. 

Un’indagine del Cirm rivela che il 43,6% di chi frequenta i circoli lo fa per «bere con gli amici», il 16,6% per «fare sport», il 13,5% per «ascoltare musica e ballare». Meno di 7 tesserati su 100 frequentano abitualmente «dibattiti e conferenze». Se «l’orgia è un momento di aggregazione» (e non ci sono dubbi) anche i superalcolici e la musica techno «promuovono la socialità». Resta da capire perché lo Stato decide di regalare un terzo degli incassi allo spettacolo discodance di «Puccia Recchia e i fanscazzisti», in cartellone all’Arci emiliana «Fuori Orario», mentre pretende fino all’ultima tassa dalla concorrenza che si esibisce nelle vicine discoteche della riviera romagnola. «Questa è concorrenza sleale. Nel Dopoguerra, i circoli avevano davvero una funzione sociale, e anche politica, che oggi non hanno più. Occupano il nostro stesso mercato, offrono semplicemente divertimento, e in cambio chiedono soldi ai loro clienti». Ma tra un bar e un circolo non c’è proprio nessuna differenza? Una sola …… al bancone dell’Arci non fanno scontrini. Il governo che si batte contro l’evasione , dia uno sguardo ai circoli .

 

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