Skip to content

CONFERMATI I 14 MESI DI CARCERE PER SALLUSTI . MUORE OGGI LA LIBERTA’ DI PENSIERO !

26/09/2012

Alessandro Sallusti va condannato per diffamazione, ma è necessario valutare se gli debba essere accordato uno sconto di pena con la concessione delle attenuanti generiche. Questo il parere espresso dal sostituto pg di Cassazione Gioacchino Izzo, che, nella sua requisitoria, ha sollecitato, per il direttore del Giornale, l’annullamento con rinvio alla Corte d’Appello di Milano della sentenza che lo aveva visto condannato a 14 mesi di carcere, «limitatamente alla mancata valutazione della concessione delle attenuanti generiche».

Secondo il pg, il ricorso presentato dai difensori di Sallusti in Cassazione deve essere dichiarato inammissibile sul punto in cui si contesta che l’allora direttore di Libero fosse l’autore dell’articolo a firma «Dreyfus», ritenuto diffamatorio nei confronti del giudice tutelare di Torino, Giuseppe Cocilovo. Anche sul diniego della sospensione della pena, il pg Izzo ha sollecitato il rigetto del ricorso di Sallusti, ritenendo fornita di «tenuta logica» l’argomentazione dei giudici d’appello. Unico punto, dunque, da accogliere del ricorso dei difensori, sarebbe, secondo il pg, quello sulle attenuanti generiche: «La vicenda presenta caratteri peculiari – ha detto il magistrato nella sua requisitoria – e ciò non può essere considerato ininfluente ai fini dell’intensità del dolo.

La notizia era stata diffusa il giorno prima, molti comunicati si erano susseguiti. Il giudice doveva valutare il profilo dell’intensità del dolo». Per il pg, dunque, deve essere disposto un processo d’appello-bis per valutare la concessione delle attenuanti generiche a Sallusti, che, qualora venissero concesse, porterebbe automaticamente a una riduzione della condanna.

Un nuovo processo, ha osservato Izzo, va celebrato anche nei confronti del cronista Andrea Monticone «perchè non c’è motivazione adeguata» nella sentenza d’appello. Gli articoli al centro della vicenda riguardavano un caso di aborto di una ragazza tredicenne.

SALLUSTI: «NON CHIEDO LA GRAZIA»
«Chiedere la grazia? Bisogna essere coerenti. La grazia la chiede uno che sa di aver sbagliato e chiede perdono allo Stato. Io sono convinto di non meritare quella sentenza, quindi perché dovrei chiedere scusa di un reato che non ho commesso?». Lo ha detto il direttore del Giornale,Alessandro Sallusti, a Tgcom24. «Mi sentirei molto in imbarazzo – ha aggiunto nel giorno in cui la Cassazione si riunisce per decidere sul suo arresto – a chiedere la grazia. Poi, certo, bisognerà vedere cosa succederà sulla porta del carcere. Non so cosa può passare nella mente di un uomo in quel momento. Adesso dico di no, poi non si sa cosa può accadere».

Per Sallusti «siamo di fronte a un problema reale: siamo l`unico paese occidentale in cui uno può andare in carcere per delle idee. Non parliamo di diffamazione, l`articolo incriminato propone una tesi molto forte che può offendere qualcuno, ma è una tesi, è un ragionamento politico e culturale. Siamo nel campo dell’opinione e non si può andare in carcere per un’opinione. Se dovesse andare tutto bene, continuerò a fare il mio lavoro e mi auguro che questo rischio apra gli occhi alla classe politica perché si regoli in maniera più equa la materia e si risolva il problema una volta per tutte» .

LA MOSSA DEL LEGALE
No al rinvio dell’udienza per il direttore del Giornale Alessandro Sallusti. È quanto chiede l’avvocato Vincenzo Lo Giudice, difensore di Sallusti, revocando così la sua iniziale richiesta di slittamento del processo, inviata nei giorni scorsi alla Suprema Corte.

Oggi dunque la Cassazione deciderà sul «caso Sallusti». Il direttore del Giornale rischia il carcere. Ma le norme che puniscono con la galera i reati d’opinione «sono da cancellare, al più presto». Lo ribadisce in un editoriale sul sito di Articolo 21 il segretario generale della Fnsi Franco Siddi, che commenta la notizia, diffusa dai legali del giudice Giuseppe Cocilovo (il magistrato autore della querela che ha portato alla condanna per diffamazione) di un contatto fra le parti.

«L’eventuale remissione di querela, dietro indennizzo in sede extragiudiziale a favore del magistrato che lo ha denunciato e ne ha ottenuto una condanna a pena detentiva, da parte del direttore del Giornale Alessandro Sallusti – spiega Siddi – non cancella la questione di inciviltà giuridica del nostro ordinamento». La presa di posizione del segretario Fnsi viene condivisa dal portavoce di Articolo 21 Beppe Giulietti e dal senatore Pd Vincenzo Vita, che invitano a valutare la possibilità di inserire l’abrogazione delle norme che hanno prodotto questa situazione nel testo di riforma dell’editoria già in discussione alla Camera «oppure nel progetto di riforma dell’Ordine, ora al Senato, legandolo alla istituzione del Giuri per la lealtà della informazionè e ad una più rigorosa normativa sull’istituto della rettifica».

Immagine

Annunci
7 commenti
  1. carolina permalink

    …MA CHE RAZZA DI “GIUDICI” CI SONO IN CIRCOLAZIONE

  2. Non ci posso credere che un giornalista non possa esprimere un giudizio su un fatto che è intrinseco al suo lavoro. E’ una vergogna, dovrebbero arrestare quelli che rubano i risparmi dei cittadini, cancellano la piccola impresa, toglie 200 euro ai pensionati, i sanguisughe delle regioni, non un giornalista. Allora dovrebbero arrestare tutti noi, la libertà di parola è drasticamente compromessa. Solo durante il regime totalitario di Ceausescu, i giornalisti erano condannati ed epurati. Addirittura il fidanzato della figlia di Ceausescu, Zoe, fu ammazzato. Signori, ma quel giudice ha seriamente valutato le attenuanti generiche. Questo, con una condanna, avrà la schedina penale compromessa.

  3. giovanni d'amato permalink

    Il problema dell’Italia non è solo quello della classe politica. Il vero bubbone è nella magistratura… o meglio in una parte della magistratura che, invece di occuparsi di diritto, intende perseguire altri scopi, che a volte sono “politici” e altre volte sono “altro”. E’ purtroppo un’altra casta che si contrappone ferocemente con quella dei politici…. sulle spalle della gente che ci rimette tempo, danaro e dignità. Io per esempio aspetto da 27 anni una sentenza per un decreto ingiuntivo opposto cui un giudice non ha voluto concedere la provvisoria esecuzione. Conseguenza: ho chiuso l’attività!

  4. Per far morire la libertà di pensiero, prima bisognerebbe averne uno. Io in quest’uomo vedo solo l’ennesimo leccaculo, una di quelle scorie che serve solo a creare caos e a rendere il mondo tutti i giorni un posto un po’ peggiore dove vivere. La letteratura non lo piangerà.

  5. i giudizi e le opinioni possono essere discordanti, ma alla base vi è sempre il fatto concreto.
    Quella dell’articolo incriminato non era un’ opinione o un giudizio ma si basava sul falso, su un fatto non vero, mai accaduto utilizzato solo per diffamare una persona.
    Non confondiamo la pubblicazione di falsità con la libertà di opinione.

  6. purtroppo è così che và il mondo

  7. SESAMOFEDE87 ha perfettamente ragione.
    Quindi astenetevi da commenti fuori luogo …. che Nicolò Ghedini NON viene a difendervi …

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: