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UNIONE DI PDL E LEGA NEL PROGETTO DELLA MACROREGIONE DEL NORD.

20/09/2012

La forma e il percorso istituzionale sono tutti da decidere. Ma l’idea è chiara: costituire una macroregione del nord, con un’autonomia maggiore rispetto alle Regioni attuali, in grado di trainare il Paese verso la ripresa. Parte da Verona il progetto a cui puntano il Pdl di Veneto, Lombardia, Piemonte, Friuli-Venezia Giulia, Emilia Romagna (sarà presto coinvolta anche la Liguria), riunitisi nella sede provinciale del partito a Verona, in via del Perlar. Per mettere a punto il programma e ribadire la volontà di lavorare in maniera coordinata. In vista anche di un rilancio del partito verso le elezioni politiche dell’anno prossimo. C’è il «gotha» piediellino del nord attorno al tavolo, per la seconda volta dopo il primi summit di metà luglio. «Vogliamo evidenziare che esiste in Europa una grande regione, come il nord Italia, che nulla ha da invidiare ad altre regioni produttive e all’avanguardia. Il motore dell’economia va riacceso e lo si fa da qui, dal nord». In prima linea c’è Roberto Formigoni, presidente della Lombardia, ospiti in città del deputato veronese Alberto Giorgetti, coordinatore regionale del Pdl Veneto, e del suo vice Marino Zorzato, vicepresidente della Regione, e del capogruppo consiliare veneto Dario Bond e del vice Piergiorgio Cortelazzo.

Ci sono poi il coordinatore nazionale del partito Ignazio La Russa e l’ex ministro Maria Stella Gelmini. Presenti il presidente del Friuli-Venezia Giulia Renzo Tondo e i capigruppo regionali e i coordinatori fra cui quello del Piemonte Enzo Ghigo, ex presidente della Regione, oltre alla responsabile propaganda del Pdl Laura Ravetto e alla senatrice veronese Cinzia Bonfrisco. L’obiettivo? Formigoni: «Avere più autonomia, non abbandonare la strada del federalismo come ha invece questo governo, ma senza alcuna connotazione secessionista. Noi vogliamo modernizzare il Paese per dare un futuro all’economia e alle famiglie». Il riferimento è alla Lega, che insieme al Pdl governa Lombardia, Veneto e Piemonte, queste ultime due con presidenza al Carroccio, rispettivamente con Cota e Zaia. «QUESTO è un progetto istituzionale che proporrò anche ai presidenti delle Regioni del nord di centrosinistra, ma che andrà studiato anzitutto con i nostri alleati della Lega. Questo programma può essere attuato a costituzione vigente, oppure potrebbe essere necessario cambiare la costituzione. Cercheremo la strada migliore». Il modello? il capogruppo veneto Bond parla del Friuli-Venezia Giulia, «Regione a statuto speciale, con un sistema responsabile ed efficiente, ma senza i privilegi del Trentino-Alto Adige, che non dovranno più esserci». Al punto che Formigoni parla di «reductio ad Friulum», in sostanza riportare i vari modelli a quello. La Russa auspica però che oltre alla macroregione del nord si arrivi «all’elezione diretta del presidente della Repubblica». Il coordinatore nazionale puntualizza che «abbiamo vicina una scadenza che va affrontata per prima, cioè le elezioni della prossima primavera, che dovranno ridare un governo eletto dai cittadini». Il Pdl allontana dunque l’ipotesi di un Monti-bis. «Il nord deve saper affrontare anche i momenti più difficili e anzi rilanciare un progetto di produttività, che ci ha sempre visto all’avanguardia», aggiunge La Russa. «In questo contesto dobbiamo lanciare un messaggio: “il nord per l’Italia”». Questa, secondo La Russa, ex ministro della Difesa, «è la nostra profonda differenza con altri che hanno a cuore il federalismo e il bene del nord. Il progetto di un nord protagonista dev’essere utile a tutta l’Italia». Il riferimento è alla Lega con cui comunque, secondo il coordinatore veneto del Pdl Giorgetti, il tema della macroregione «è un elemento di dialogo forte con la Lega e segna la nostra riscossa proprio dal nord. Vogliamo un’azione sempre più stretta e sinergica fra la regioni, con i presidenti in primis, e dare un messaggio di rinnovamento nel segno della concretezza. Noi partiamo dal buon governo che abbiamo esercitato in questi anni, con proposte in materia fiscale, proponendo una revisione forte dei poteri delle Regioni a statuto speciale, e sul versante istituzionale con l’aggregazione delle regioni. Obiettivo? Ottenere risorse per ridurre l’imposizione fiscale, ormai insostenibile». Il vicepresidente regionale Zorzato, sul fatto che Zaia abbia lanciato la questione del referendum per l’indipendenza del Veneto, su sollecitazione di un gruppo di indipendentisti veneti, chiarisce: «Di certo c’è solo che il presidente, a cui era stata presentata una domanda in tal senso con un raccolta di firme, l’ha inoltrata al presidente del Consiglio regionale Ruffato, che sul tema ha chiesto un parere tecnico».

L’dea era gia`da tempo nell’aria ed ora forse vedra`la luce e rientra nel quadro dei progetti che attirerebbero investimenti dall’Unione Europea, quindi volti a far ripartire il tessuto lavorativo.

“Nel seminario Alde sulle Macroregioni del 27 ottobre 2010 ad Ancona, si legge in una nota della Regione, che questa iniziativa sottolinea ancora una volta l’impegno della Regione Marche, congiuntamente con il Comitato delle Regioni e il Gruppo Alleanza dei Liberali Democratici, a sostenere la costituzione della Macroregione.

Il suo riconoscimento è un processo lungo e complesso e coinvolge diversi organismi, comunitari, nazionali, regionali e locali, con un percorso di preparazione, sensibilizzazione, ed elaborazione progettuale che deve arrivare sino alla prevista data di approvazione.

Nel corso del 2010, prosegue la nota, il percorso ha avuto un’accelerazione, il 27 luglio l’approvazione in Senato D.L. sulla ”Proroga degli interventi di cooperazione” che prevede il finanziamento delle attività del Segretariato Permanente dell’Iniziativa Adriatico – Ionica (IAI ) in Ancona; il 17 settembre 2010 a Bari, la Conferenza su macroregione Adriatico Ionica promossa dall’Assessorato al Mediterraneo della Regione Puglia. Il 6 ottobre 2010, a Bruxelles in ambito “Open days” del Comitato delle Regioni, workshop e dibattito su proposta macroregione Adriatico Ionica con altri otto partner. “Macroregione, i prossimi passi per la piena realizzazione”, a Roma, nell’ambito della Conferenza dei Presidenti delle Regioni, la presentazione della proposta ”Macroregione Adriatico Ionica.

Nel mese di novembre a Faenza verrà presentato il progetto di ricerca ”Adriatico, Regione Europea” da parte di IECOB, Istituto per l’Europa centro – orientale e balcanica. Il prossimo febbraio, ad Ancona, si terrà l’incontro dei Vice Ministri degli esteri degli otto Stati per verificare lo Stato di avanzamento della proposta di Macroregione. Entro il mese di aprile 2011 prevista la preparazione del parere per CdR su Macroregione Adriatico – Ionica.”

Nella seguente intervista relativamente a cio`, si e` ampliamente Roberto Formigoni, dando anche evidenza alle problematiche sulle riforme costituzionali (l’ultima delle quali attuata nel 2001 con la RIforma del Titolo V della Costituzione) che attuare un progetto simile andrebbe a comportare.

“Toni pacati e mani tese l’uno verso l’altro sabato sera a Brescia alla festa della Lega Nord. I protagonisti sono stati i tre presidenti delle regioni settentrionali governate dal centrodestra: Roberto Cota, Luca Zaia e Roberto Formigoni, quest’ultimo invitato e accompagnato dal suo vice Andrea Gibelli. Il tema trattato: la macroregione Nord.

L’ATTESA. COSA DIRÀ FORMIGONI?

Qualche minuto prima dell’inizio dell’incontro si respirava forte curiosità sulla posizione che avrebbe preso il governatore lombardo in merito alla controproposta presentata in mattinata da Roberto Maroni sulla macroregione Nord. C’è un passaggio fondamentale che distanzia l’idea di Maroni da quella formigoniana: da un lato il presidente lombardo prevede un passaggio che non tocchi la Costituzione, dall’altro il segretario della Lega indica la via della riforma costituzionale per creare un aggregato territoriale smarcato da Roma che lasci il 75 per cento del prelievo fiscale nel territorio. Ad oggi, questa porzione ruota intorno al 30 per cento.

IL PARTITO DEL NORD.

Delusione per i “sangue bollenti” che desideravano lo scontro aperto fra i tre presidenti che, in alcuni momenti, hanno pure flirtato. Un esempio per tutti: «Formigoni parla da criptoleghista, – ha detto Luca Zaia – faccia il Pdl del Nord e insieme potremmo fare grandi cose. Se lui decide, noi ci siamo». Formigoni sorride, ma per ora non si smarca da Alfano e Berlusconi che definisce persone «di buon senso. Lo dimostra un fatto nuovo e importante: anche il Pdl vuole la macroregione». Il presidente si riferisce all’incontro avvenuto in settimana a Verona dove, insieme a tutti gli esponenti del Pdl settentrionale con Mariastella Gelmini e Ignazio La Russa, il partito del predellino ha deciso di appoggiare la proposta di macroregione.

«URGE REALISMO»

Rispetto al progetto di Bobo Maroni di cambiare la Costituzione risponde Formigoni: «Non è una bestemmia, ma il cammino sarebbe lungo. Non dico di no, ma ragioniamo su un progetto concretamente fattibile. Secondo voi riusciamo a costruire una maggioranza in Parlamento che decida di lasciare il 75 per cento delle risorse al Nord e toglierle al Sud? Cerchiamo di essere realisti. Propongo un’altra strada con la volontà di andare più avanti. Ma cominciamo a utilizzare gli strumenti che la Costituzione ci dà. Veneto e Lombardia hanno sistemi eccellenti di sanità e Cota sta facendo un ottimo lavoro in Piemonte; uniamo i nostri sistemi di trasporti. Quella grande risorsa che è il Po perché deve essere gestita a Roma?».

«CI FACCIAMO UN MAZZO COSÌ». Proprio sulla sanità il governatore lombardo si lascia scaldare dal pubblico: «Ci facciamo un mazzo così (con gesto) e mettiamo insieme sistemi sanitari che funzionano. Prendiamo meno soldi dalle altre regioni e diamo servizi che funzionano». Alla proposta di Formigoni, risponde Zaia: «Questa strada mi convince, mettiamola nero su bianco come impegno elettorale, così evitiamo il dualismo dei partiti: compatti con la Lombardia dico sì alla macroregione, ma con un impegno elettorale». Roberto Cota precisa che quando si parla di macroregione «l’identità deve essere valorizzata e ciascun territorio dovrà mantenere la propria autonomia, quindi non parliamo di fusione tra regioni, ma di una federazione: una nuova comunità autonoma del Nord dove dovrà rimanere il 75 per cento del prelievo fiscale». Sembra prendere il volo la proposta di un Nord unito e la prossima tappa sarà una riunione a porte chiuse entro fine mese nella sede della Regione Lombardia.”

Questo e`l’inizio di come il Pdl abbia a differenza della Sinistra delle alleanze e dei progetti che intende assieme ad essa sostenere.

Fonti:
http://www.larena.it/stories/Home/406587_il_pdl_lancia_la_macroregione_del_nord/

http://www.oics.it/index.php/it/tutte-le-news/883-macroregione-adriatica-la-via-dellue-per-potenziare-lo-sviluppo

http://www.tempi.it/lega-e-pdl-uniti-si-alla-macroregione-nord-per-unire-chi-si-fa-un-mazzo-cosi

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From → POLITICA

One Comment
  1. Giulia Delorenzi permalink

    ERRATA CORRIGE:

    Questo e`l’inizio di come il Pdl abbia a differenza della Sinistra delle alleanze e dei progetti che intende assieme ad essa sostenere

    Questo e`l’indizio di come il Pdl abbia, a differenza della Sinistra, alleanze e progetti che intende contrariamente ad essa sostenere.

    Scusate per l’errore.La chiusura corretta e`la seconda.Nella fretta capita.

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