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MATRIMONI GAY? NO! DECRETEREBBE IL SUICIDIO DELLA SOCIETA’ STESSA!

19/09/2012

La famiglia tradizionale rischia di diventare un’eccezione. Oggi le famiglie di fatto chiedono di essere considerate famiglie, ci sono coabitazioni di persone dello stesso sesso che chiedono la stessa cosa. Dobbiamo distinguere la parte riconducibile ad un sistema di valori tradizionali e una visione aperta in cui tutti chiedono diritti. Non possiamo far finta di niente. Abbiamo il dovere di riflettere». Siccome la famiglia tradizionale prevista dalla Costituzione «rischia di diventare un’eccezione», sarebbe dovere del governo proteggerla. Se «tutti chiedono diritti», il governo non deve concedere diritti a tutti, perché non bastano i desideri per avere anche dei diritti. Il Presidente Napolitano si è detto preoccupato: «per il persistere di comportamenti ostili nei confronti di persone con orientamenti sessuali diversi». Già parlare di “orientamenti sessuali diversi” indica una posizione ideologica non condivisibile, perché li pone tutti sullo stesso piano. E poi tutti sappiamo che la lotta all’omofobia viene sistematicamente strumentalizzata, considerando “atto ostile” anche l’affermazione della dimensione naturale dell’eterosessualità e, quindi, del disordine intrinseco all’omosessualità. la Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo considera la famiglia come «cellula fondamentale della società» (art. 16). Così fa pure la nostra Costituzione (art. 29).

 La famiglia, non l’individuo. Come mai? Perché la persona (che è ben più dell’individuo) esiste solo in relazione ad altri, e soltanto dentro una relazione può comprendere, sviluppare e realizzare la propria identità. Immaginate un bambino che venisse al mondo e poi tutti scomparissero intorno a lui. Non solo non potrebbe sopravvivere fisicamente, ma ammesso anche che per qualche miracoloso motivo riuscisse a nutrirsi, non potrebbe imparare a parlare, non riuscirebbe a usare compiutamente la ragione, non avrebbe mai la possibilità di comprendere la sua identità, cosa ci sta a fare al mondo e così via. E’ una constatazione perfino banale, eppure è così che ci vogliono: lo Stato e il singolo, senza rapporti, una monade. E’ il sogno di ogni totalitarismo, perché ogni legame, ogni rapporto vero è potenzialmente una fonte di resistenza al potere dominante.
Che l’uomo sia relazione è una evidenza, dicevamo, così come dovrebbe essere evidente che il luogo di relazione dove la persona ha la possibilità di sviluppare al massimo le proprie potenzialità è la famiglia, è anzitutto il rapporto educativo con un padre e una madre.Ed è per questo che lo stato, ogni stato, ogni comunità sociale, di ogni tempo e di ogni cultura, si è sempre occupato e si occupa di famiglia. Qui non c’entra essere cattolici o laici, è proprio una questione da cui dipende il futuro della società. Perciò il motivo fondamentale dell’interesse specifico dello stato nei confronti della famiglia è la tutela dei figli, per garantirne anzitutto l’esistenza (senza figli non c’è futuro) e poi uno sviluppo integrale, perché questo a sua volta renderà la società più stabile, meno conflittuale, economicamente più competitiva. Per capire meglio questo aspetto basti pensare all’enorme costo sociale – nei nostri paesi – della disgregazione della famiglia: maggiore povertà, minore rendimento scolastico dei figli, aumento della delinquenza giovanile e della propensione alla tossicodipendenza, e via di questo passo.
Uno stato che abbia a cuore il proprio futuro necessariamente deve preoccuparsi di rafforzare la famiglia. Lo stato non è chiamato a occuparsi di quanto affetto o di quanto amore ci sia tra le persone, non deve giudicare se una coppia si vuole abbastanza bene, ci mancherebbe altro. E i diritti individuali sono già garantiti dalla legge, dal diritto civile, non hanno niente a che vedere con il diritto di famiglia.
Il bene primario di cui lo stato si occupa sono i figli, per questo considera – ha sempre considerato – la famiglia come il rapporto tra uomo e donna: con buona pace di tutti i “moderni”, i figli nascono solo da un rapporto eterosessuale. E fondata sul matrimonio, perché questo è il rapporto più stabile con cui la coppia si assume anche delle responsabilità nei confronti della società. Mettere al mondo dei figli ed educarli non è un mero fatto privato, ha una valenza sociale importantissima.
Tutti gli altri rapporti affettivi, invece, sono questioni di carattere privato – anche se possono avere effetti di carattere pubblico – che sono e vanno regolate con il normale diritto privato, per quanto riguarda la tutela dei diritti di ciascuno.
Il fatto che l’Unione Europea abbia deciso di confondere i piani, di non riconoscere più il fondamento stesso della nostra società, vuol dire semplicemente che ha già optato per il suicidio.

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From → ATTUALITA', POLITICA

One Comment
  1. omsep permalink

    Il Pensiero Debole si alimenta dei suoi miti, ma in se stesso ha i germi della sua autodistruzione.
    L’unico pericolo che si corre in una società che si dissolve nel modo in cui avviene al giorno d’oggi è quello di venirne travolti.
    L’unica idiozia è quella di opporre resistenza alla sua distruzione. Qui non c’è niente da salvare ormai. Possiamo salvare solo noi stessi e vedendo che la nave sta affondando dovremmo avere quella lucidità di trovarci una scialuppa di salvataggio per poi prendere il largo.

    L’etica è morta qui e si assecondano i vizi e le debolezze della gente. Lo si fa come degenerazione dello spirito democratico con l’intento buonista di garantire diritti a tutti, usando il giustificazionismo genetico e il determinismo sociologico per dire che “chi è diverso è normale nella sua diversità”.

    Se solo comprendessimo che questa società nel suo insieme ha smesso di essere normale, forse risparmieremmo il fiato a cercare di difendere la sua stessa sopravvivenza nel tempo.
    Ciò che si è corrotto non può essere recuperato e ciò che si è deformato può essere solo gettato via nella discarica della storia.

    Ben vengano conquistatori barbari come nel IV secolo dopo Cristo e, se la Chiesa non è in grado di difendere quel poco di Spiritualità ancora esistente in una società corrotta dal consumismo e dal dio denaro prima ancora che dai vizi e dai capricci di lobby socioeconomiche, meglio essere buoni mussulmani che cattivi cristiani, perché almeno avremmo un senso etico che qui si è smarrito con il raggiunto benessere materiale delle masse.

    VP

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