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LA POLITICA OCCIDENTALE NON DIFENDE IL CRISTIANESIMO, MA FA A GARA PER CHIEDERE SCUSA A MAOMETTO

19/09/2012

E’ difficile immaginare un oltraggio contro la fede cristiana più blasfemo e provocatorio di quello che si è avuto al Festival del Cinema di Venezia il 31 agosto con la proiezione del film “Paradise Faith”, Fede nel Paradiso, di Ulrich Seidl, film che ha il suo punto culminante in una sequenza in cui la protagonista, l’attrice Maria Hoffstatter, si dedica all’autoerotismo utilizzando come strumento un crocifisso. E’ inutile entrare nei particolari, che sono raccapriccianti, ma sarà bene ricordare che per un cristiano non c’è simbolo più sacro del Crocifisso, che rappresenta Gesù Cristo, l’uomo-Dio, morto sulla Croce per redimere i peccati degli uomini. Tutta la fede cristiana si riassume nella predicazione di Cristo crocifisso.

 Lo scandalo di Venezia non è un episodio isolato, ma si inserisce in un quadro di cristianofobia dilagante. Lo spettacolo teatrale di Romeo Castellucci Sul concetto di Volto di Dio, messo in scena a Milano a gennaio, ha aperto quest’anno le danze. Il Festival di Venezia però è una ben più ampia cassa di risonanza, una vetrina internazionale, che ha visto accorrere giornalisti di tutto il mondo, per riferire senza alcuna indignazione della proiezione del film blasfemo, che ha avuto il premio speciale dalla Giuria.
La Santa Sede, il 12 settembre è intervenuta con un comunicato dal tono fermo: “Il rispetto profondo per le credenze, i testi, i grandi personaggi e i simboli delle diverse religioni è una premessa essenziale della convivenza pacifica dei popoli”. A dichiararlo è stato padre Federico Lombardi, portavoce della Sala Stampa Vaticana, che non si è riferito però alla blasfemia di Venezia, ma ad un altro film, Innocence of muslims, prodotto in America e considerato alle origini delle violente manifestazioni in Libia ed in altri paesi arabi.
“Le conseguenze gravissime delle ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani – ha scritto in una nota padre Lombardi – sono ancora una volta evidenti in questi giorni, per le reazioni che suscitano, anche con risultati tragici, che a loro volta approfondiscono tensione ed odio, scatenando una violenza del tutto inaccettabile”. Quanto è accaduto in Libia non sarebbe stato pianificato da mesi da Al Qaida in odio all’Occidente, ma sarebbe stato l’inevitabile conseguenza di “ingiustificate offese e provocazioni alla sensibilità dei credenti musulmani”. Ma perché non vengono definite “ingiustificate” le offese e le provocazioni alla sensibilità dei credenti cattolici come quelle del Festival di Venezia? Solo perché non provocano conseguenze, né gravissime, e neppure modestissime?
Ben pochi hanno ricordato che quanto è accaduto, nella città di Bengasi, è la conseguenza non dell’insulso film anti-Maometto, ma della politica franco-americana di cessione del Medio Oriente all’Islam, che, per nemesi storica, ha avuto il suo momento principale proprio nel sostegno dato dalla Nato ai fondamentalisti di Bengasi contro Gheddafi. E se tutto il mondo ha protestato contro il film anti-islamico, che per ora è semi-clandestino, e presumibilmente non sarà mai proiettato, nessuno ha protestato contro il film anticattolico, che ha avuto tutte le luci della ribalta ed è destinato a larga circolazione, senza alcuna opposizione.
Il vero problema oggi è questo. Non esiste solo la persecuzione dei cristiani nelle terre di Islam, esiste anche la cristianofobia in Occidente. Ma soprattutto esiste l’arrendismo e la complicità dell’Occidente di fronte a questa cristianofobia. L’autolesionismo degli ambienti ecclesiastici fa parte purtroppo di questo sistema di complicità.
Il Beato Marco d’Aviano sulle colline del Kahlenberg, che dominano Vienna, brandiva il Crocifisso come strumento di lotta e di vittoria, per incitare i combattenti cristiani a liberare la città occupata dai musulmani. Oggi il Crocifisso è ridotto a strumento di sordido piacere da una società edonista che si autodistrugge consegnandosi all’Islam.

Fonte:  Corrispondenza Romana

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From → POLITICA, RELIGIONE

One Comment
  1. omsep permalink

    L’Islam è una religione formale, mentre il Cristianesimo è una scelta di vita sostanziale.
    Il Cattolicesimo invece è un sistema di potere politico voluto da un imperatore nel IV secolo dopo Cristo per consolidare l’autorità imperiale nell’area del Mediterraneo e che è sopravvissuto nei secoli all’esistenza fisica dell’impero che essa avrebbe dovuto servire:
    http://filomatidinapoli.wordpress.com/2013/07/30/limpero-cattolico

    L’identità tra Cattolicesimo e Cristianesimo è falsa, perché le due cose non coincidono perfettamente, non combaciano, perché l’imitazione di Cristo è un percorso spirituale individuale, mentre il Cattolicesimo è un contenitore allo stesso modo dell’Umma islamica.

    L’Islam è una religione formale, perché come l’Ebraismo si basa sul rispetto di precetti formali, ma non va ad indagare la profondità della fede dell’individuo, pure perché il mussulmano sta più attento al controllo sociale che alla reale coltivazione della sua fede individuale, soprattutto lì dove la lingua araba in cui è scritto il Corano non è la lingua madre: in tal caso infatti impara le sure del Corano a memoria senza coglierne il reale significato, cosa che un madrelingua arabo più acculturato, nonostante sia una forma arcaica della sua lingua, può fare.
    Allora, tutto diventa una pia pratica, magari da ostentare in pubblico, e più la si ostenta più in realtà si ostenta la propria miscredenza, perché chi prega veramente Dio lo fa in silenzio e quando nessuno lo vede.

    Il Cristianesimo è una scelta di vita invece, facendo Cristo come centro della propria vita spirituale e modello da seguire ed imitare. Esso si alimenta di simboli e di segni, ma essi servono solo a ricordare al credente la sua scelta di vita.

    Venendo a noi, possiamo noi considerare la società occidentale realmente cristiana? Autenticamente apostola di Gesù Cristo? O vediamo in essa i segni del rinato paganesimo?
    Una religiosità naturale basata sul devozionismo e sulla superstizione, sia nelle putrefazioni del Cattolicesimo sia nelle eterodossie del Protestantesimo?
    Come facciamo a difendere un qualcosa se nel profondo di noi stessi non lo siamo?

    La Fede vacilla e l’Islam riesce a prendere spazi, proprio perché esso consente a chi è ateo di mascherarsi meglio nel formalismo religioso delle pie pratiche e nell’etichetta di un’etica sociale dove l’elemosina ai poveri è uno dei precetti dati dal Profeta.

    Per essere Cristiani bisogna dimostrarlo, mentre per essere Mussulmani basta fingere di esserlo e nessuno se ne accorge del contrario. Forse, per questo nei territori bizantini conquistati dai Califfi fu facile per molti passare dal Cristianesimo all’Islamismo.
    Recitare le sure del Corano come un mantra e pregare cinque volte al giorno, facendosi vedere e sentire dalla gente, per molti è molto più facile che fare quella scelta controcorrente che un’autentica adesione al Cristianesimo impone.

    Cristo per questo si chiese: “Esisterà ancora la Fede quando il Figlio dell’uomo tornerà sulla terra?”.

    VP

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