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OCCHIO NON VEDE? FACEBOOK TE LO DICE. L’ALTRA FACCIA DEL SOCIAL NETWORK ROVINA FAMIGLIE

14/09/2012

Mentre Mark Zuckerberg ha appena fatto ritorno dalla sua luna di miele in giro per l’italia, dopo aver cambiato lo stato sul suo profilo da single a sposato, la sua creatura viene eletta “la più grande macchina rovina famiglie della storia”.
A quanto pare, gli atti processuali di un terzo delle cause di divorzio discusse nel nostro Paese includono la parola “facebook”. Sembra proprio infatti che un divorzio su tre sarebbe causato da scappatelle combinate o scoperte attraverso il social network più discusso del momento. Il dato è allarmante, visto che nel 2009 si parlava di un divorzio su cinque. In netto aumento, dunque, la percentuale di responsabilità attribuita a facebook; apparentemente irrilevante, invece, il ruolo di Twitter e degli altri social network. Pertanto il ribattezzato “corna-book” sembra mietere molte vittime, se si pensa che le infedeltà riguardano coppie di tutte le età, anche quelle sposate da più di trent’anni.

 Facebook mantiene la sua natura virtuale solo all’inizio del rapporto, ma poi diventa occasione di incontri veri e propri, alcuni dei quali si trasformano in scappatelle, mentre altri sfociano in storie durature e parallele.
Sui social network si possono facilmente riallacciare rapporti con un ex o persone del passato, ma è anche possibile conoscere gente nuova e, attraverso la mediazione della rete, tutto rientra nel gioco del piacere e del proibito, sebbene risulti più facile ed “innocente” scambiare messaggini e post in bacheca, piuttosto che azzardare inviti molto più compromettenti. Tra tutti quelli che la mattina vediamo aprire la giornata con la loro massima di vita, con la loro ultima foto strategicamente assorta, con l’immagine tenera di un cucciolotto da coccolare, possiamo scommettere che nella maggior parte dei casi si tratta di messaggi mirati, strali digitali diretti come frecce di Cupido verso qualcuno che sa, che immagina, che condivide un livello più esclusivo di contatto che un innocente “mi piace” sulla bacheca.
In quest’atmosfera di leggerezza virtuale il fedigrafo si sente protetto e, diciamoci la verità, anche meno colpevole…..
La linea di comportamento del cosiddetto “chattatore seriale” pare seguire uno schema ben preciso: si comincia con un semplice “mi piace” per poi passare ad un commento più disinvolto, che palesa quelle che sono le reali intenzioni, e da lì il passo è breve per cominciare il vero e proprio “tampinamento” in chat, arma di seduzione principale di uomini e donne che cercano in questo modo di sfuggire alla routine quotidiana.
Non lasciare segni di tali comportamenti è pressoché impossibile, poiché le nuove tecnologie lasciano tracce ovunque, le password vengono indovinate, i file vengono cancellati in maniera scorretta e, inevitabilmente, rispuntano, ma soprattutto i nuovi programmi di sincronizzazione, fra tablet, smartphone, pc e quant’altro, moltiplicano le prove all’infinito.
Ora viene da chiedersi: ma in questa società così fragile, disunita, in questa società che per il suo carattere instabile e precario viene definita dai moderni sociologi “società liquida”, in questa società in cui non vi sono più regole forti, in cui si sono indeboliti i Partiti, le Chiese, i modelli di pensiero, gli ideali e i valori, anche i rapporti umani si stanno “liquefacendo”? E quanto di tutto ciò è dovuto al social network?
Alcuni studiosi parlano di “netloving”, preannunciando una nuova tipologia di relazioni: si parla di “poliamore”, “polifedeltà” e “polifamiglia” quali possibili esiti delle relazioni interpersonali.
Facebook è, per definizione, il più grande dei ruffiani, ma anche la più grande vetrina: la stessa novità del diario, con tanto di copertina, esplica la funzione di quello che è stato definito il “catalogo del proprio splendore quotidiano”, ovvero la pubblica manifestazione non tanto di ciò che, volenti o nolenti, siamo, ma di ciò che vogliamo apparire.
Probabilmente i nuovi provvedimenti legali ridimensioneranno questo dilagante decadimento dei rapporti umani o quantomeno serviranno a tenere a bada il fedigrafo “chattatore seriale”………si spera!!
Di Marina Pitone

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From → ATTUALITA'

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