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LETTERA APERTA DI ANGELINO ALFANO

13/09/2012

Caro direttore,
ho letto le critiche che ieri il professor Galli della Loggia ha indirizzato non per la prima volta al Popolo della Libertà.  

E’ chiaro che, se sostenessimo di «avere fatto tutto» o di «avere fatto tutto bene», non saremmo calati nella realtà attuale. D’altra parte, però, un’analisi equilibrata richiede l’esame anche dell’altro lato della medaglia, perché non tutto può essere liquidato con un tratto di penna.
Esiste una storia politica che ha dignità e prospettive, alla costruzione delle quali intendo contribuire.
Alcune conquiste, legate alla discesa in politica di Silvio Berlusconi, sono incancellabili: così è per la scelta diretta dei governi da parte degli elettori; la volontà di edificare un fronte unico dei moderati e dei riformatori alternativi alla sinistra; la modernizzazione riconosciuta da tutti del modo di fare politica, senza considerare le tante riforme e le opere pubbliche di questi anni.
Per rispondere alle critiche scelgo la forma interrogativa, seguendo il metodo del «dubbio liberale».
Se è vero che il centrodestra non ha risposto in modo completo alla domanda riformatrice venuta dagli elettori, intendiamo sottovalutare le condizioni in cui, in primo luogo, Silvio Berlusconi ha dovuto e deve ancora operare?
E stata un’invenzione il circuito mediatico e giudiziario, arrivato perfino a lambire il Quirinale?
E’ facile lavorare quotidianamente sotto costante bombardamento?
E con le attuali istituzioni e regole, il governo eletto può agire e decidere con rapidità?
E’ stato serio dire per mesi che l’aumento dello spread era legato al governo Berlusconi, quando oggi è chiaro che solo un insieme di decisioni europee ed europeiste ha impresso una svolta rassicurante per tutta l’Unione?
Non è stata più seria la nostra scelta di respingere quelle bugie, contribuendo alla nascita del governo Monti?
Quale partito, se non il Pdl, ha avanzato la proposta di abbattimento del debito pubblico attraverso la dismissione e la valorizzazione di segmenti di patrimonio pubblico; ottenuto la compensazione debiti-crediti nei confronti della Pubblica amministrazione e l’attuazione dell’Iva per cassa, principi di grande civiltà?
Abbiamo lavorato e lavoriamo per evitare all’Italia commissariamenti esterni e avviare una prima riduzione della pressione fiscale. E’ sufficiente questo lavoro svolto negli ultimi mesi per dire che il Popolo della Libertà c’è? Io dico di sì. Noi ci siamo e ci siamo sul terreno delle idee e dei contenuti. Nel futuro, questa l’alternativa: da un lato, una sinistra legata alla Cgil, alla logica del «tassa e spendi», al massimalismo antiriformatore di Sel e Idv; dall’altro, la nostra impostazione «meno debito, meno spesa, meno tasse».
Resta questa la migliore ricetta per il Paese. Noi abbiamo una storia e idee e proposte da offrire al Paese.
Ancora oggi siamo una forza politica che più di un elettore su cinque voterebbe e nei prossimi mesi andrà ancora meglio.
Di Angelino Alfano
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From → POLITICA

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