Skip to content

3 SETTEMBRE 1982: IL PREFETTO DEI 100 GIORNI E L’INDIFFERENZA DELLO STATO

03/09/2012

“Qui è morta la speranza dei siciliani onesti”: queste le parole scritte su un cartello affisso al muro nel luogo in cui venne ucciso, il 3 settembre 1982, il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Dalla Chiesa aveva sempre combattuto la criminalità organizzata, per questo veniva visto dalle cosche come nemico.
Contro la criminalità mafiosa occorreva e occorre per prima cosa che lo Stato e le istituzioni funzionino, siano forti e autorevoli: Dalla Chiesa condivideva questa impostazione di fondo e più volte aveva manifestato, lui generale dei carabinieri, l’opinione che contro la mafia in prima linea dovesse esserci la cittadinanza vissuta nell’insieme dei suoi diritti e dei suoi doveri; era convinto che gli uomini dello Stato dovessero parlare di mafia, tanto più in una società come quella siciliana, storicamente incline a tacere.
Queste erano le ragioni e le prospettive per cui chiese egli stesso di essere mandato in servizio a Palermo. E a Palermo arrivò proprio durante un periodo di tensione, dovuto all’omicidio del Segretario Regionale del PCI Pio La Torre, assassinato il 30 aprile 1982. Andò ai funerali di La Torre in taxi, convinto che gli uomini delle istituzioni non dovessero dimostrare alcuna timidezza o paura.

Gli vennero date tutte le “misure” che l’ordinamento metteva a disposizione, compresa la Presidenza del Comitato per l’ordine e la Sicurezza Pubblica che nelle sue mani doveva essere uno strumento di grande rilevanza. Inoltre si concordò che fosse il terminale dell’intelligence sulla criminalità mafiosa con referenti nelle prefetture di alcune grandi città: una sorta di direzione antimafia ante litteram che raccoglieva tutte le informazioni investigative su Cosa Nostra.
Ma più volte Dalla Chiesa lamentò l’inefficacia delle armi di cui disponeva, esternando anche un senso di solitudine in un clima diffuso di freddezza, indifferenza e sospetto che vedeva in non pochi ambienti della politica locale. Quando la partita contro la mafia la si vuole combattere sul serio, è facile sentirsi isolati in un ambiente non abituato a simili battaglie o, addirittura, impregnato di contiguità mafiose.
Sono in molti a ritenere che sul delitto restino ancora punti oscuri e che altri, oltre alla mafia, avessero interesse ad eliminare il cosiddetto “prefetto dei 100 giorni”.
Il Generale Dalla Chiesa è stato ucciso da Cosa Nostra, la mafia siciliana, la forma di criminalità organizzata più potente e più riconosciuta al mondo. Per la sua morte sono stati condannati gli esecutori materiali, tutti appartenenti alla cosca corleonese di Riina e Provenzano.
Il Generale è stato ucciso perché a Cosa Nostra è stato chiesto un favore da personaggi potenti che facevano parte della politica, dell’alta finanza, della massoneria deviata, dei poteri forti.
Il Generale è stato ucciso da personaggi sporchi che, probabilmente, ancora oggi “comandano” e che, magari, sono gli stessi che portano ghirlande di fiori in Via Isidoro Carini, a Palermo, nel luogo in cui Calo Alberto, sua moglie Emanuela Setti Carraro e l’agente di scorta Domenico Russo hanno perso la vita.
Se ci sono cose da chiarire, si chiariscano! La magistratura ha la forza per farlo.
E intanto, dopo 30 anni, ancora quella sensazione opprimente che abbia vinto l’anti-Stato……
Ci consola il fatto che, se è vero che le istituzioni non sono state presenti nel suo momento del bisogno, a ricordare alle generazioni il valore civile di questo importante personaggio simbolo della giustizia, dell’integrità, della profonda essenza dell’essere padre, dell’altissimo senso di dovere nei confronti della società, vi sono oggi in tutto il Paese innumerevoli segni di riconoscenza come monumenti, intitolazioni di scuole, caserme, piazze, vie e parchi.

Di Marina Pitone

Il Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa

Advertisements

From → ATTUALITA'

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: