Skip to content

I RINVII DELL’IMPOTENZA E LA RIVOLTA DELLA LIBERAZIONE.

31/08/2012

Giusto un anno fa il Governo-Berlusconi inaugurava una lunga serie di rinvìì di un decreto-sviluppo che avrebbe ridato fiato all’economia italiana ed anche allo stesso Esecutivo, destinato a dissolversi con la caduta di questi insieme ad una serie di misure comunque adottate –vedasi una sperimentale ma comunque rivoluzionaria “burocrazia zero” in tutto il territorio nazionale- a loro volta dileguatesi con l’avvento del Governo tutto tasse Merkel-Napolitano-Monti.
A distanza di dodici mesi, anche i tanto decantati Salvatori della Patria subentrati all’aborrito Cavaliere hanno iniziato a rinviare un analogo provvedimento, con due aggravanti: la prima è che è passato un altro anno nel quale anche il Governo ha lavorato molto più per la recessione che per lo sviluppo, la seconda è che nel frattempo la condizione dell’economia italiana si è conseguentemente quanto pesantemente aggravata, rendendo ancor più indifferibili misure di rilancio della crescita. Quando poi tali misure sarebbero “a costo zero”, come l’ottantina di semplificazioni suggerite dalle organizzazioni imprenditoriali, il rinvio puzza ancora di più, avvertendosi in esso le manine non disinteressate di apparati burocratici che hanno tutto da perdere in un sistema più libero e leggero in cui non ci siano porte alle quali bussare con i piedi.

Se non è l’inizio della fine del Governo-Monti, certo è la conferma da un lato dell’inconsistenza dei suoi pur tanto strombazzati provvedimenti precedenti in materia di liberalizzazioni e di semplificazioni, al punto di renderne necessari quasi immediatamente dei nuovi; dall’altro dell’impossibilità di un Governo di lobbisti, storicamente privilegiati dai poteri costituiti, di ridimensionare i poteri stessi, alias le inesauribili posizioni di rendita di lorsignori.
Eppure si dovrebbero assumere almeno le misure correttive degli strafalcioni ormai documentatamente acclarati del Governo stesso, quali le demenziali restrizioni della contro-riforma del mercato del lavoro alla “flessibilità in entrata”, che i primi monitoraggi già dimostrano essere un autentico boomerang soprattutto per le giovani generazioni, i cui contratti non saranno rinnovati per nuove ostative normative o perché semplicemente non sarà più conveniente rinnovarli.
Sta di fatto che arbitro finale di tutte le politiche resta il Parlamento, che bene o male continua a rappresentare la sovranità popolare. Non sarebbe male quindi che quelle semplificazioni volte a ridurre l’oppressione burocratica– fossero riprese da un’iniziativa parlamentare e politica forte intorno alla quale il PDL provi a realizzare una nuova alleanza per lo sviluppo, non senza le modifiche agli strafalcioni di cui sopra attraverso un sostanziale ritorno alle leggi Treu e Biagi, e magari anche la concretizzazione in sede legislativa dell’ordine del giorno di qualche mese fa che sanciva la temporaneità dell’IMU sulla prima casa, esaurendola con l’anno in corso. E se la Merkel, che ha commissariato sia la UE che l’Italia, s’arrabbia, pazienza. Non sarà la prima volta che la rivolta contro una tassa avvìi una grande liberazione.

Di Tommaso Francavilla

Annunci

From → POLITICA

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: