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COSTRUIRE UNA MOSCHEA IN ITALIA SI PUO’, MA UNA CHIESA IN ARABIA SAUDITA NO

29/08/2012

Si continua a discutere sulla costruzione delle moschee in varie parti d’ Italia , quindi ci siamo posti la stessa domanda che si pongono tutti da parecchio tempo : Possiamo costruire una chiesa nei paesi arabi o a maggioranza musulmana ?
Questo è quanto abbiamo trovato riguardo alcuni stati :

Algeria – Dal marzo 2006 una nuova legge proibisce le riunioni pubbliche finalizzate ad esercitare una pratica religiosa diversa dall’Islam. Fare proselitismo per una religione che non sia l’Islam è illegale. Il paese ha adottato una severa regolamentazione in materia, contemplante una pena detentiva che oscilla tra i due ed i cinque anni. In più sono previste pesanti ammende per ogni persona riconosciuta colpevole di indurre un musulmano a cambiare religione.

Arabia Saudita – La conversione di un musulmano ad un’altra religione è suscettibile della pena di morte. Le Bibbie sono vietate. Le chiese sono vietate. Le celebrazioni di Pasqua sono vietate. La pena di morte è imposta a qualsiasi non musulmano che entra nelle città “sante” della Mecca e di Medina. Attenzione: questo sarebbe il paese del sovrano che si reclama “campione del dialogo interreligioso”. (vedi Wikipedia)

Egitto – L’Islam è la religione ufficiale dello Stato e la prima fonte legislativa. La forte minoranza copta (che, volendo sottilizzare, sarebbero i veri egiziani, quelli davvero nativi) deve soggiacere alla legislazione islamica. Di conseguenza, le pratiche religiose che sono in conflitto con la legge islamica sono vietate. I non musulmani devono ottenere un decreto presidenziale per costruire un luogo di culto.

Giordania – La pena di morte è inflitta a qualsiasi musulmano che vende una terra ad un ebreo.

Kuwait – I gruppi religiosi devono essere registrati e detenere una patente. I membri delle religioni non approvate dal Corano non possono costruire luoghi di culto. L’insegnamento religioso organizzato è vietato per altre religioni che non siano l’islam.

Le Maldive – In queste isole paradisiache, visitate da decine di migliaia di turisti ogni anno (soprattutto italiani, che costituiscono il 40% dell’intero flusso), il cristianesimo non è tollerato.
Benché i cristiani locali – che sarebbero poco più di 300, su una popolazione totale di 300.000 persone – si riuniscano per il culto, lo fanno a loro rischio e pericolo di arresto (nel migliore dei casi). Le Bibbie sono vietate, ed i turisti possono essere arrestati se tentano di portarne una con sé.

Malesia – Ai sensi della legge malesiana, ogni soggetto convertito al cristianesimo deve depositare una domanda presso un tribunale della Sharia per rinunciare legalmente all’Islam.
Molti cristiani preferiscono rimanere convertiti in segreto piuttosto che battersi dinanzi ai tribunali della Sharia, dove l’apostasia o la conversione fuori dell’Islam è suscettibile di pena detentiva, di flagellazione, di multe proibitive, e, nei casi più estremi, della pena di morte. In un paese in cui i musulmani rappresentano più della metà della popolazione, un musulmano che si converte ad un’altra religione è suscettibile di una pena che oscilla fra 1 e 5 anni di prigione, nonché di un’ammenda di circa 3.000 dollari USA. Un musulmano malesiano che sposa una persona non musulmana e che converte quest’ultima all’islam è ricompensato in modo variegato, a seconda dell’importanza della persona convertita: un appartamento, un’automobile o la retribuzione di 2.700 dollari. A volte ed un’assegnazione mensile temporaneo di 270 dollari.

Pakistan – La conversione di un musulmano ad un’altra religione è suscettibile della pena di morte. Il proselitismo non islamico è vietato. I cristiani sono regolarmente imprigionati per accuse di blasfemìa. L’Islam è la religione di Stato, ed in sede giudiziale la deposizione di un cristiano vale meno di quella di un musulmano. L’articolo 295 (C) del codice penale impone la pena di morte ad ogni persona che insulta il nome di Maometto, basta la prova fornita da quattro musulmani per determinare una condanna. Ciò favorisce un ambiente nel quale i musulmani possono sentirsi liberi di utilizzare l’intimidazione e la violenza contro le minoranze religiose per “profitti” personali.
Inoltre, se un musulmano che ha violentato una cristiana e, successivamente, offre alla vittima il matrimonio riparatore (dietro evidentemente l’obbligo della vittima a convertirsi), non è riconosciuto colpevole ai sensi del diritto penale pakistano.

Qatar – L’insegnamento dell’Islam è obbligatorio nelle scuole pubbliche. Il governo regolamenta la pubblicazione, l’importazione e la distribuzione della letteratura religiosa non islamica. Il governo continua a proibire ai non musulmani di fare proselitismo presso i musulmani.

Sudan – La conversione di un musulmano ad un’altra religione è suscettibile della pena di morte.

Siria – La Costituzione esige che il presidente sia un musulmano, e precisa che la giurisprudenza islamica è la principale fonte di legislazione. Viene scoraggiata la pratica dei matrimoni misti, essendo visti come “una minaccia alle relazioni tra i gruppi religiosi”, suscettibile di una pena che può andare fino all’ergastolo. Un cristiano non è autorizzato in alcuna circostanza a fare proselitismo. Le chiese che vogliono esercitare servizi supplementari (tipo oratorio) devono ottenere una patente del governo. Le omelie sono regolarmente controllate, come la raccolta di fondi per le chiese.

Yemen – Il proselitismo presso i musulmani è vietato, come pure le conversioni. Il governo non permette la costruzione di nuovi luoghi di culto non musulmani.

Di Marinella Tomasi

Fonte: Il cannocchiale

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From → ATTUALITA'

One Comment
  1. Ottimo Massimo permalink

    Mentre l’Arabia Saudita è un paese islamico, l’Italia invece NON è un paese cattolico, bensì laico.
    Ne sono passati di decenni da quando il cattolicesimo era “religione di stato”; i molti privilegi, concessi dalla legge italiana alla Chiesa, forse fanno pensare che l’Italia sia un paese cattolico, mentre invece è un paese PLURALISTA: tutti i culti sono ammessi !!

    A me piacerebbe molto che anche l’Arabia, la Malesia ecc. diventassero paesi più liberi, laici almeno come l’Italia; mentre invece non vorrei mai che l’Italia diventasse un paese confessionale (nè islamico, nè cattolico, nè altro).

    Non dimentichiamoci, per favore, che Noi Italiani non siamo tutti cristiani.

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