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L’On. MAURO PILI DEL PDL , IN MINIERA COL POPOLO SARDO.

27/08/2012

LAVORO: OPERAI OCCUPANO MINIERA CARBOSULCIS A -400 METRI
PROTESTA ESPLODE PER SBLOCCO PROGETTO RILANCIO MINIERA (ANSA) – GONNESA (CARBONIA-IGLESIAS), 26 AGO – Con un blitz intorno alle 22.30 gli operai della Carbosulcis hanno occupato la miniera di Nuraxi Figus, a Gonnesa, nel Sulcis. Una trentina di minatori si e’ asserragliata a 373 metri di profondita’.
L’accesso ai pozzi e’ stato bloccato da cumuli di carbone e mezzi meccanici. La protesta e’ esplosa per convincere il governo a sbloccare il progetto di rilancio della miniera con la produzione di energia pulita dal carbone attraverso la cattura e lo stoccaggio di co2 nel sottosuolo. (ansa)

L’ On Mauro Pili oggi su facebook: SONO LE 9.20. Ho appena finito l’incontro con i rappresentanti dei minatori. Mi hanno chiesto di occupare la miniera insieme a loro. Sto scendendo. Non so quando potrô aggiornarvi ulteriormente. Resterò con loro in fondo ai pozzi sino a quando non sarà convocata la Camera per affrontare la questione CARBOSULCIS e la vertenza Sulcis. Grazie per il sostegno che ognuno di voi darà ai minatori in lotta e alla Sardegna tutta.

Sulcis, circa 30 operai occupano la miniera di Nuraxi Figus – Tg24 – Sky.it.

MAURO PILI : IL SULCIS ORA E’ IN GUERRA

Sono affianco ai minatori del Sulcis
“Con la decisione dei minatori della Carbosulcis di occupare le viscere della terra ad oltre 400 metri sottoterra si apre la guerra più dura per il lavoro e il futuro del Sulcis. Ho sperato sino alla fine che questo gesto estremo venisse evitato ma l’arroganza del governo nazionale e dell’Enel, che in tutti i modi si stanno contrapponendo al progetto integrato miniera – centrale – cattura stoccaggio C02, ha superato ogni limite. La lotta durissima che attende i lavoratori della Carbosulcis non deve restare isolata ma deve trovare senza infingimenti il sostegno di tutte forze politiche e istituzionali.” Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili subito dopo l’occupazione della miniera di Nuraxi Figus a Gonnesa (Sulcis) da parte del gruppo di lavoratori che intorno alle 22.30 ha deciso il blitz in fondo ai pozzi.
“Si tratta della risposta più dura che questo territorio potesse mettere in campo – ha detto Pili. Chi conosce i minatori sa che non cederanno facilmente e che la lotta sarà durissima. Il progetto della Carbosulcis è fondamentale per rompere il monopolio dell’Enel dal territorio, uscire dal ricatto energetico che sta portando alla morte tutte le industrie nergivore. E’ il momento di unire le forze – ha detto Pili. La vertenza Sulcis è unica, ha un nemico diretto, l’Enel, e un governo che non fa niente per affrontare le questioni vitali per il futuro di questo territorio”.
“ Il governo venga immediatamente convocato dalla Camera per riferire su quanto sta avvenendo. Non sono tollerabili ulteriori ritardi e silenzi complici dell’Enel”.
“Per quanto mi riguarda sono affianco ai minatori in occupazione e condivido totalmente il loro duro gesto di protesta”.

Sulcis, Mauro Pili in collegamento telefonico.

“Serve energia a pari costo europeo e occorre sconfiggere la lobby dell’Enel che imperversa a tutti livelli e in tutte le direzioni mettendo in ginocchio Alcoa, Carbosulcis e Eurallumina. Serve a poco tifare per un acquirente piuttosto che per un altro se non si risolve a monte il problema del costo energetico per il Sulcis”.
Lo ha detto il deputato sardo Mauro Pili che ha chiesto al Presidente della Camera che il governo venga a riferire già dalle prossime ore in parlamento sulla drammatica situazione del Sulcis che, sul piano occupazionale e non solo, è molto più grave dell’Ilva di Taranto.
“La situazione nelle prossime ore precipiterà e nessuno potrà continuare a prendere e perdere tempo – ha scritto Pili al Presidente della Camera. C’è un responsabile su tutti, si chiama Enel ed è protetta a tutti i livelli istituzionali e politici, senza esclusione alcuna. Se non si avrà il coraggio di affrontare questo punto nevralgico con chiarezza, alla luce del sole, senza infingimenti o sotterfugi, il Sulcis chiuderà. E ognuno si dovrà assumere le proprie responsabilità. L’Enel, con le sue coperture politiche trasversali e non solo, sta chiudendo l’Alcoa, ha già chiuso l’Eurallumina, e chiuderà con il suo tentacolare sistema anche la Carbosulcis”.
“E’ inutile cercare nuovi fantomatici acquirenti per Alcoa – dice Pili – se prima non si risolverà il problema del costo dell’energia. Lo capisce chiunque che nessuno gestirà quella fabbrica se prima non si definisce il principale costo della produzione. E per fare questo serve percorrere l’unica strada possibile, quella del contratto bilaterale tra Enel e soggetto privato proprietario della fabbrica. Qualsiasi altro percorso legislativo o similare è destinato ad essere sconfitto dai tempi e dalla Commissione Europea. Il contratto bilaterale si può fare subito e si deve fare per evitare la chiusura dello stabilimento. L’Enel si oppone perché sa che lo Stato attraverso Terna gli pagherà la centrale di Portovesme come se fosse in produzione in quanto catalogata come “essenziale”. Serve un intervento vero e non fasullo del Governo e serve che le forze politiche, tutte, nessuna esclusa, dicano con chiarezza che questo è l’unico percorso possibile”.
“E se nelle prossime ore sarà confermato l’atteggiamento del governo contro il progetto Carbosulcis – sostiene Pili – lo si dovrà ancora una volta alla lobby dell’Enel che da tre anni tiene al palo il progetto sardo per favorire quello di Porto Tolle di sua proprietà. E’ gravissimo che un governo avalli in tutto e per tutto l’atteggiamento dell’Enel verso la Sardegna. Se entro questo mese non interverrà il via libera al progetto Carbosulcis non ci saranno più i tempi per la pubblicazione e l’espletamento del bando europeo entro il 31 dicembre di quest’anno. Una nuova proroga, la quarta, significherebbe far uscire il progetto dai tempi europei per il mantenimento in esercizio delle miniere di carbone. Sarebbe, insomma, il de profundis del progetto integrato Miniera – centrale – cattura e stoccaggio della CO2.”
“Per questo motivo – conclude Pili – è giunto il momento di sollevare il livello della mobilitazione. Il Sulcis è in guerra, senza mezzi termini. E per farlo sentire forte e chiaro ad un governo sordo e latitante occorre alzare il tiro”.

Di Mauro Cubeddu & Marinella Tomasi

Foto di Pigi Sanna

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From → ATTUALITA', POLITICA

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