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IL MAGISTRATO ROSSO INGROIA E IL BOSS MAFIOSO, ECCO L’INTECETTAZIONE

25/08/2012

Ma sì, pubblichiamo tutto, chi se ne frega: quindi anche i dialoghi telefonici della mia portinaia e quelli del presidente della Repubblica. Costituzione, rilevanza penale? Chi se ne frega, forse aveva ragione l’amico e collega Gianni Barbacetto (che scrive sul Fatto Quotidiano) quando disse a Omnibus, su La7, che «trovo benemerito raccontare che cosa dicono i politici quando pensano di non essere ascoltati, a me del piano penale non importa nulla, a me interessano i fatti, io sono per un uso non giudiziario anche del piano penale. Le persone che si telefonano raccontano loro stessi, in diretta, è quindi evidente che non c’è nulla da accertare».

Vale per i politici e vale per tutti i personaggi pubblici, quindi anche per i magistrati, quindi anche per Antonio Ingroia. Un valido contributo a cotanta trasparenza potrebbe quindi risultare dalla pubblicazione, ora e qui, di un brogliaccio del 2003 in cui i carabinieri del Nucleo operativo di Palermo annotarono degli appunti circa alcune telefonate intercettate: accadeva, per la precisione, il 28 febbraio del 2003 alle ore 9.36; gli attori del caso erano due, anzi tre. Uno è Michele Ajello, mafioso di Bagheria, ex re delle cliniche e primo contribuente siciliano, protetto personalmente da Bernardo Provenzano e successivamente arrestato e condannato. Un altro è il poliziotto Giuseppe «Pippo» Ciuro, strettissimo collaboratore di Ingroia e suo vicino di scrivania e compagno di vacanze, l’uomo che il 26 novembre del 2002 varcò il portone di Palazzo Chigi per interrogare Silvio Berlusconi (assieme a Ingroia, ovvio) ma che pure, il 4 novembre successivo, sarà arrestato e condannato per favoreggiamento del citato Aiello. Il terzo attore, a cui Pippo Ciuro passa la cornetta per parlare proprio Aiello, si chiama Antonio Ingroia che pure i presenti chiamano «’u professore». E di che parlano? Parlano di lavori edili che erano in corso a Calatafimi, provincia di Trapani, appunto «in una casa di ’u Professore», lavori che «per ora sono fermi perché vuol farli fare a persone di sua fiducia».

Di Marinella Tomasi

Fonte: http://www.liberoquotidiano.it/news/italia/1068962/Ecco-la-telefonata-tra-Ingroia-e-il-boss-mafioso–quella-che-nessuno-pubblica.html

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