Skip to content

LE AGENZIE DI RAITINGS SI SONO CALMATE!

22/08/2012

Nei mesi in cui governava Silvio Berlusconi le Agenzie di raitings (naturalmente tutte Americane, non mancavano di declassarci nella visione economica europea ad ultimo scalino della gerarchia.

Dopo l’insediamento di Monti, questa tendenza e`perdurata per diversi mesi, ma in questi giorni siamo giunti ad una svolta; difatti e` di questi giorni la notizia che l’inchiesta giudiziaria che ha per oggetto Standard and Poor’s e Moody’s, apre finalmente uno spiraglio di aspettative sia per cio`che concerne il potere di declassamento delle agenzie di raitings (che va a pesare notevolmente sul mercato, anche a seguito del fatto che al momento attuale non si disponga di agenzie di raitings europee), che per cio`che riguarda il cambiamento verso una visione a “legge comune” e quindi meno mediterranea nella logica del Diritto; infatti, in questa visione fare trapelare informazioni false o parzialmente errate che possono portare danno al soggetto in questione, viene punito severamente.

La procura di Trani ha depositato oggi gli atti di chiusura delle indagini nei confronti di Fitch. A quanto rivela il Tg5, il pubblico ministero Michele Ruggiero e gli investigatori della Guardia di Finanza di Bari hanno indagato due manager dell’agenzia che ha sede a Parigi e il legale rappresentante in Italia della stessa societ .

Le ipotesi di reato sono le stesse contestate a Standard and Poor’s e Moody’s: manipolazione del mercato azionario e delle merci con giudizi falsati, con l’aggravante per Fitch di una agenzia che aveva e ha un rapporto contrattuale con la Repubblica italiana.

Dopo questa sorta di “sull’attenti da parte della Giustizia”, la musica da parte delle Agenzie di Raitings, pare cambiata.
Adesso si esprimono nel seguente modo:
“La crisi del debito europeo è solo a metà strada «nel miglior dei casi» e paesi come Grecia e Irlanda potrebbero richiedere fino al 2016 per completare il loro programma di risanamento dei conti. Italia , Spagna e Portogallo potrebbero invece uscire dall’attuale stato di cose entro il 2013 se sapranno applicare compiutamente le riforme adottate sino ad ora. È quanto sostiene Moody’s in un rapporto sugli squilibri esterni dell’eurozona diffuso questa mattina. Secondo l’agenzia di rating, tutti e cinque i paesi hanno già varato le difficili, ma necessarie, riforme per uscire rafforzate dalla crisi, tuttavia «questa fase di aggiustamento è completa a metà nel migliore dei scenari, a seconda del paese in questione».

Secondo Moody’s l’attuale situazione di squilibrio vissuta dai paesi più deboli dell’eurozona ricorda «un simile periodo di crisi e di aggiustamento» in Finlandia e Svezia tra il 1990 e il 1993. Alla Svezia occorsero tre anni per far tornare il pil ai livelli pre-crisi mentre per la Finlandia ce ne vollero sei. «Su base comparativa – spiega Moody’s – le contrazioni registrate nei due paesi iberici e in Italia sono relativamente modeste (almeno fino ad ora), simili a quelle della Svezia mentre i casi di Irlanda e Grecia (e qui la crisi non sembra aver ancora toccato il punto più basso) sono più simili a quello della Finlandia».

Moody’s ricorda la lunga lista di difficili riforme varate dai paesi nordici durante gli anni della loro crisi e osserva come i casi di Svezia e Finlandia dimostrano che «il successo, qualora ci sia impegno ad attuare in maniera seria ed efficace le riforme, è realmente possibile». Svezia e Finlandia avevano peraltro un vantaggio che i paesi europei oggi non hanno, ammette Moody’s, vale a dire la carta della svalutazione valutaria.

Le riforme strutturali rimangono tuttavia di importanza fondamentale per aumentare la competitività dei paesi periferici e permane il pericolo che queste riforme non verranno implementate pienamente. In questo caso «gran parte della responsabilità cadrà sui governi nazionali piuttosto che sui programmi esterni di aiuto» «C’è un considerevole livello di rischio associato con l’implementazione di queste riforme – conclude Moody’s – che può essere mitigato solo da una forte impegno a livello nazionale e dalla capacità di controllare e dirigere il processo di riforma» con l’aiuto di un processo esterno di riforma, a livello di istituzionali comunitarie, ed eventualmente, anche di sostegno finanziario.”

Ottimo passo avanti rispetto a quando ci consideravano sia a noi che alla Spagna merce di serie B.

Di Giulia Delorenzi

FONTi.
http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/102?url=AbFtpQRG

http://mobile.ilsole24ore.com/sole24orem/post/102?url=AbFtpQRG

Annunci

From → ATTUALITA'

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: