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Vietnam: Il lebbrosario deve chiudere perchè è Cattolico

21/08/2012

La visita di mons. Michael Hoàng Đức Oanh ha ridato fiducia e speranza agli abitanti del villaggio. Nei giorni scorsi funzionari locali hanno ordinato la rimozione dei simboli cristiani e la distruzione del campanile. Al loro posto, una foto di Ho Chi Minh. Il prelato invita a mantenere salda la fede e viva la carità, anche nelle persecuzioni.

20 agosto 2012
Ho Chi Minh City (AsiaNews) – La visita del vescovo di Kontum ha portato conforto e sollievo ai cattolici di etnia Bahnar del villaggio di Dak Pnan, al cui interno vi è un lebbrosario che negli anni ha accolto e ospitato malati e volontari. Esso sorge nel distretto di Mang Yang, nella provincia di Gia Lai, Vietnam centro-meridionale, ed è formato da circa 160 persone. Negli ultimi giorni le autorità locali hanno esercitato pressioni e intimidazioni verso i fedeli, costringendoli con la forza a rimuovere la croce dalla casa di preghiera, a smantellare l’altare e a nascondere il Santissimo Sacramento. Al posto dei simboli cristiani, i funzionari hanno posizionato sui muri una foto di Ho Chi Minh. Solo l’arrivo di mons. Michael Hoàng Đức Oanh, vescovo di Kontum, diocesi di appartenenza del villaggio, ha saputo risollevare gli animi dei cattolici ancora una volta vittima degli abusi delle autorità locali.
Secondo il racconto di Yao Phu, membro del villaggio di Dak Pnan, la comunità “vive sotto pressione ed è terrorizzata” dagli abusi e dalle minacce che arrivano dai funzionari locali. Egli aggiunge che “per la paura” le persone non riescono nemmeno “a mangiare o dormire”. Nei giorni scorsi alcuni reparti della sicurezza hanno fatto irruzione nel lebbrosario, ordinando ai fedeli di “rimuovere la campana” della chiesa e abbattere il piccolo campanile a fianco dell’edificio.

Tra i fedeli e gli ospiti del lebbrosario ha iniziato a diffondersi il panico, mentre tutti i simboli religiosi venivano rimossi o distrutti: il campanile, la croce, l’altare, la cappella vuota e ora usata come luogo per mangiare e bere. Al loro posto, solo una foto di Ho Chi Minh. Il segno della presunta “vittoria” delle autorità comuniste sui cattolici del villaggio.

Tuttavia, la visita di mons. Michael Hoàng Đức Oanh ha saputo riportare fiducia e speranza a una comunità impaurita. Il vescovo ha visitato il piccolo altare posto nella casa di preghiera eretta da Yao Phu e si è rivolto a Dio per una supplica. Poi, parlando ai fedeli, il prelato ha detto loro “non abbiate paura” e ha inoltre promesso di visitarli “più spesso”. Egli ha benedetto il lebbrosario e ha incoraggiato le persone a mantenere salda la fede e viva la carità, anche nelle persecuzioni. “Da oggi – ha concluso il vescovo di Kontum – tutte le abitazioni del villaggio sono anche piccole cappelle, dove è possibile pregare Dio per noi e i nostri fratelli e sorelle”.

Recenti statistiche riportano che in Vietnam vi sono almeno 18mila lebbrosi, che vivono in 21 campi di accoglienza. Essi, assieme ai figli e altri familiari, subiscono pesanti discriminazioni nella vita quotidiana. Per questo la Chiesa cattolica ha avviato progetti e iniziative che aiutino i malati e rendano possibile un loro reinserimento – assieme alla famiglia – in società (cfr. AsiaNews 13/05/2011 Lebbrosi in Vietnam: lo sforzo della Chiesa cattolica per aiutarli, e per vincere la discriminazione).

La diocesi di Kontum ha 350mila fedeli; di essi 90mila sono di stirpe Kinh, e 160mila di altre etnie.

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