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Concordo con lo “SCOOP: LA META’ DEGLI SCANDALI SUI PRETI E’ FALSA

18/08/2012

Si fa presto a gettare fango su qualcuno e coprirlo di vergogna, ma questo è ancora più grave se la vittima di calunnie di ogni genere è un prete, un ministro di Cristo, una persona chiamata a fare del bene al prossimo, a prestare un servizio incondizionato alla comunità, ad aiutare a crescere, moralmente e spiritualmente, i bambini e gli adolescenti che sono loro ogni giorno affidati. E l’accusa che vediamo ricadere più frequentemente sulle loro teste qual è? Pedofilia. Abuso sessuale. Molestie su ragazzi minorenni. Quanto basta per screditare una categoria, un’intera istituzione e riempire così le coscienze dell’immaginario collettivo di figure spettrali, di mostri, quali erano i religiosi rappresentati nelle arti figurative durante il periodo dell’inquisizione……

Ebbene, pur ammettendo che qualche caso si sia comunque verificato e senza assolutamente voler coprire nessuna responsabilità, credo sia necessario quantificare il fenomeno e considerarlo nei suoi termini reali. Si sa che in queste cose la quantità non è certamente l’aspetto decisivo. Anche il male, come il bene, ha una sua misteriosa assolutezza che di certo non dipende da “quante volte” è stato fatto. Tuttavia, per ovvie ragioni di aderenza alla realtà, bisogna anche sottolineare che una cosa sono le denunce e un’altra le sentenze pronunciate dopo l’accertamento dei fatti. Bisogna anche distinguere quanto sono responsabili i sacerdoti in prima persona e quanto il personale che opera nelle strutture educative e pastorali. E’ necessario verificare, inoltre, la percentuale di casi di abusi tra il clero e la percentuale presso altre categorie di persone; oppure se questi casi accadono solo tra il clero cattolico, come sembra in questi ultimi anni a chiunque legga i giornali, o anche in altre confessioni, come per esempio i protestanti.
Molti dati di attendibili ricerche ridimensionerebbero notevolmente l’incidenza di questi abusi tra il clero cattolico in rapporto ad altri contesti. E una simile analisi è di grande importanza perché può sembrare che esista una corrispondenza molto stretta tra essere prete ed essere pedofilo, il che è da considerarsi altamente lesivo della dignità di tanti sacerdoti e religiosi. Né ci sono dati, d’altronde, che possano collegare la pedofilia con il celibato dei preti – aspetto, questo, messo costantemente in relazione a causa di una certa ottusità mentale – ribadito nella sua validità, non solo teologica ma anche pastorale, da tutti gli interventi del Papa di questi ultimi tempi.

Di Marina Pitone

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From → RELIGIONE

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