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IL TESTAMENTO POLITICO DI COSSIGA. ECCO LE SUE 4 LETTERE

17/08/2012

La morte di Francesco Cossiga porta con se un pezzo della politica italiana. Uno dei personaggi più apprezzati, ma al contempo contestati, dello scenario italiano va via a 82 anni. Proprio prima della sua morte, il Presidente emerito aveva lasciato al Segretario di Stato quattro missive indirizzate ciascuna ai Presidenti di Camera e Senato, al premier e al Presidente della Repubblica in carica.
Quattro lettere indirizzate alle più alte cariche dello Stato che riassumono il testamento politico di Cossiga, le riportiamo testualmente:

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

Signor Presidente della Repubblica Italiana,
Le confermo i miei sentimenti di fedeltà alla Repubblica, di devozione alla Nazione, di amore alla Patria, di predilezione della Sardegna, mia nobile Terra di origine. Fu per me un grande onore servire immeritatamente e con tanta modestia, ma con animo religioso, con sincera passione civile e con dedizione assoluta, lo Stato italiano e la nostra Patria, nell’ufficio di Presidente della Repubblica. A Lei, quale Capo dello Stato e Rappresentante dell’Unità Nazionale, rivolgo il mio saluto deferente e formulo gli auguri più fervidi di una lunga missione al servizio dell’amato Popolo italiano.
Con viva, cordiale e deferente amicizia

 

LETTERA AL PRESIDENTE DELLA CAMERA

Signor Presidente
nel momento in cui nella fede cristiana lascio questa vita, il mio pensiero va alla Camera dei deputati, nella quale, per voto del popolo sardo, entrai nel 1958 e fui confermato fino al 1983, anno in cui fui eletto senatore. Fu per me un grandissimo e distinto privilegio far parte del Parlamento nazionale e servire in esso il Popolo, sovrano della nostra Repubblica.
Professo la mia fede nel Parlamento espressione rappresentativa della sovranità popolare, che è la volontà dei cittadini che nessun limite ha se non nella legge naturale, nei principi democratici, nella tutela delle minoranze religiose, nazionali, linguistiche e politiche. Professo la mia fede repubblicana e democratica, da liberaldemocratico, cristianodemocratico, autonomista-riformista per uno Stato costituzionale e di diritto. Ringrazio i parlamentari tutti per il concorso che in tutti questi anni hanno dato con l’adesione o con l’opposizione, con l’approvazione o con la critica alla mia opera di politica. A tutti i deputati e a Lei, Signor Presidente l’augurio di un impegnato lavoro al servizio della libertà, della pace, del progresso del popolo italiano.
Dio protegga l’Italia.
Con cordiale amicizia

LA LETTERA AL PRESIDENTE DEL SENATO

Onorevole Presidente del Senato della Repubblica,
nel momento in cui il giudizio sulla mia vita è misurato da Dio Onnipotente sulle verità in cui ho creduto e che ho testimoniato e sulla giustizia e carità che ho praticato, professo la mia Fede Religiosa nella Santa Chiesa Cattolica e confermo la mia fede civile nella Repubblica, comunità di liberi ed uguali e nella Nazione italiana che in essa ha realizzato la sua libertà e la sua unità.
Fu per me un onore grande servire la Repubblica a cui sempre sono stato fedele; e sempre tenni per fermo onorare la Nazione ed amare la Patria. Fu per me un privilegio altissimo: rappresentare il Popolo Sovrano nella Camera dei Deputati prima, del Senato della Repubblica quale Senatore elettivo, Senatore di diritto e vita e Presidente di esso; e privilegio altissimo fu altresì servire lo Stato nel Governo della Repubblica quale membro di esso e poi Presidente del Consiglio dei Ministri ed infine nell’ufficio di Presidente della Repubblica. Nel mio testamento, ho disposto che le mie esequie abbiano carattere del tutto privato con esclusione di ogni pubblica onoranza e senza la partecipazione di alcuna autorità.
Per quanto attiene le onoranze che i costumi e gli usi riservano di solito ai membri ed ex-Presidenti del Senato, agli ex-Presidenti del Consiglio dei Ministri ed agli ex-Presidenti della Repubblica, qualora Ella ed il Governo della Repubblica decidessero di darne luogo, è mia preghiera che ciò avvenga dopo le mie esequie, con le modalità, nei luoghi e nei tempi ritenuti opportuni.
Voglia porgere ai valorosi ed illustri Senatori il mio ultimo saluto ed il mio augurio più fervido di ben servire la Nazione e di ben governare la Repubblica al servizio del Popolo, unico sovrano del nostro Stato democratico.
Che Iddio protegga l’Italia!

LETTERA AL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO
Il testo della lettera indirizzata al Presidente del Consiglio non è stato al momento reso pubblico.

 Di Marinella Tomasi

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From → POLITICA

2 commenti
  1. Pasquale Balice permalink

    ONORI!!!!!!

  2. Ho avuto il privilegio di conoscere personalmente Francesco Cossiga da “collega radioamatore” ci incontravamo spesso nei locali di vendita di un altro nostro collega che all’inizio di via Cola di Rienzo (partendo da piazza Risorgimento), aveva uno dei più importanti negozi di vendita di confetti.- Vi assicuro che stare vucino a Lui era un appagamento dello spirito! Gioviale, profondo, sarcastico, sornione, curioso per le nuove tecnologie di cui era un vero grande esperto! … UN ONORE ED UN ARRICCHIMENTO
    PER CHIUNQUE ED A QUALUNQUE TITOLO GLI POTEVA STARE VICINO!

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