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SANDRO BONDI: LA CHIESA TACCIA DI FRONTE AI CRIMINI DEL MONDO. PDL o PD?

16/08/2012

Su aborto, testamento biologico, matrimonio gay, ecc. il parlamentare toscano sogna una Chiesa che ascolti, comprenda e ami, senza condannare, né proibire (cioè in pratica che non testimoni la verità…)

“Vivere nella verità è essere in sintonia con la propria coscienza. La verità unisce sempre gli uomini. La grandezza della verità sconvolge e smaschera la menzogna dei piccoli uomini, pieni di paure. Da secoli si conduce la lotta contro la verità. Ma la verità è immortale mentre la menzogna scompare di morte rapida… (testimoniare sempre la verità) non è facile oggi… sul terreno della patria si semina la zizzania della menzogna e dell’ateismo, si semina la zizzania della visione laicista, una visione che è il prodotto filisteo del capitalismo e della massoneria del XIX secolo”. Padre Jerzy Popieluszko (1947-1984) (Assassinato dalla polizia segreta comunista in Polonia la sera del 19 ottobre 1984. Il suo corpo martoriato e “incaprettato” fu ritrovato la sera del 30 ottobre nel lago artificiale di Wloclawek)

Oggi ciascuno, a secondo della situazione familiare in cui si trova, a secondo dei propri convincimenti personali, a secondo dei propri interessi o dei propri capricci, tende non solo a ritagliarsi un cattolicesimo “su misura”, di comodo, ma non di rado tende anche a insegnare alla Chiesa in che modo debba (anzi non debba) testimoniare la Verità.
Leggo con amarezza su “Il Giornale”, quotidiano peraltro apprezzatissimo, un “intervento” dell’Onorevole Sandro Bondi del PdL in cui il parlamentare toscano redige “le otto ricette per rimettere in moto il nuovo centrodestra”. E tra queste “ricette” ce n’è una che riesce a sbalordire: “Sulle questioni della bioetica (dal testamento biologico alle unioni civili) come cristiano confido nella ricerca di soluzioni condivise frutto del dialogo tra laici e credenti, e in una Chiesa che non condanna, non proibisce, non ammonisce, non testimonia solo la verità, ma insieme ascolta, comprende, accende e accompagna la riflessione e, soprattutto, ama” (cfr. “Il Giornale” 22 giugno 2012).
“Quid est veritas”, che cos’è la verità, domandò Ponzio Pilato nell’interrogatorio, a Gesù. E Gesù tacque ma nelle parole della domanda c’era già la Sua risposta. Provate ad anagrammare: “Es vir qui adest”: è l’uomo che sta di fronte a te.
Ecco, la funzione della Chiesa è proprio quella di parlare, di rendere testimonianza a Cristo: “Dico autem vobis: omnis, quicumque confessus fuerit in me coram omnibus, et Filius hominis confitebitur in illo coram angelis Dei; qui autem negaverit me coram ho minibus, denegabitur coram angelis Dei” (Luca, I2, 8).
Sì, chi testimonierà davanti agli uomini il Cristo verrà da Lui riconosciuto davanti agli angeli di Dio, chi l’avrà rinnegato davanti agli uomini sarà rinnegato davanti agli angeli di Dio.
Insomma la Chiesa che vorrebbe l’Onorevole Sandro Bondi sarebbe quella del “volemose bene” e dello “scordammoce o’ passato, simme Napule Paisà!”.
Il gesuita tedesco Walter Mariaux (1894 – 1963), dopo aver animato in Germania l’organizzazione antinazista “Pauluskreis”, pubblicò, in inglese, nel 1940, a Londra e nel 1941 a Buenos Aires (“El Cristianesimo en le Tercer Reich”, 2 voll., Buenos Aires – Editorial la “Verdad”) due volumi sulla persecuzione dei cristiani durante il Terzo Reich, in cui documenta che tra i “delitti” di cui veniva accusata la Chiesa dal dottor Joseph Goebbels (1897-1945) vi era quello – specie dopo la pubblicazione dell’enciclica “Mit Brenneder Sorge” del 1937 – di ostinarsi a “condannare”, ad “ammonire”, a “proibire” il razzismo e l’eugenetica quando, nottetempo, venivano prelevati i degenti dagli ospedali psichiatrici per essere soppressi in nome della “purezza della razza” (sic!).
Al dottor Goebbels sarebbe bastato la “ricerca di soluzioni condivisibili”, un minimo di “dialogo”, di “non ostinarsi a voler testimoniare sempre la verità”. La Gestapo cercava solo comprensione e dialogo e invece “il leone di Munster”, il Beato Clemens August von Galen (1878-1946) non si piegò al compromesso e fece leggere nelle Messe domenicali la condanna, senza appelli, al Nazismo e ai suoi tirapiedi.
L’arcivescovo di Munster fu condannato a morte.
Mariaux pubblicò le istruzioni dettagliatissime, inviate da Goebbels alla polizia del Reich: arrestare chiunque parlasse in pubblico contro il Nazismo. Furono 325 i sacerdoti arrestati, ma siamo solo all’inizio…
Il rifiuto del “dialogo tra laici e credenti”… questa mania della Chiesa di “testimoniare solo la Verità”… la mania di condannare, di ammonire, di proibire … di non ricercare “soluzioni condivisibili”…
Ed eccoci a un’altra enciclica: “Non abbiamo bisogno” con la quale Pio XI condanna lo squadrismo e le violenze fasciste e, poi, quell’altra, la “Divini Redemptoris” (19 marzo 1937) nella quale si definisce il Comunismo “intrinsecamente perverso” per cui – come diceva il compianto Cardinale Elia Dalla Costa – “non vi sarà mai tregua tra la Croce di Cristo e la stella dei sovietici”.
E vi furono anche dei “pazzi” che presero alla lettera la “testimonianza della verità” anche di fronte alle torture, alla prigionia, alla deportazione, ai gulag…
La Chiesa anche allora parlò a voce alta, mentre i carri armati sovietici schiacciavano il sogno di libertà del popolo magiaro e mentre chi, oggi, tiene sermoni sulla democrazia, brindava all’ingresso dei carri armati a Budapest…
Parlò davvero, a voce alta, il più grande testimone del XX secolo, quel Cardinal Mindzenty che non volle mai venire a patti con il comunismo… parlò e parlano tuttavia le sue opere di quel Solgenitzin che mentre testimoniava nei Gulag veniva oltraggiato e insultato dallo stesso personaggio che brindava all’ingresso dei carri armati sovietici in Ungheria.
E non ha taciuto o cercato “soluzioni condivise” la Chiesa di fronte alla così detta “teologia della liberazione” e al terrore criminale degli “squadroni della morte” in Argentina.
Il Beato Giovanni Paolo II di cara memoria prima e, ora, il regnante pontefice Benedetto XVI hanno ribadito che vi sono “principi non negoziabili”, come quello del matrimonio indissolubile tra un uomo e una donna, il diritto alla vita di ogni individuo, dalla nascita alla morte naturale.
La Chiesa no, non potrà mai tacere sull’aborto, sull’eutanasia, sull’eugenetica, sulla clonazione. Una Chiesa silente non amerebbe ma odierebbe l’uomo.
“Noli timere, pusillus grex, quia complacuit Patri nostro dare vobis regnum” (Luca I2, 32).
Nessuna paura per il pur “piccolo gregge” che aspira non al potere del mondo, ma al regno di Dio.

Fonte: Riscossa Cristiana

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