Skip to content

LA STRAGE DEI CATTOLICI, SOTTO IL COMUNISMO ATEO

16/08/2012

La sconfitta del nazismo nell’Europa occidentale segnò la fine di una dittatura e il ritorno alla libertà e alla democrazia, ma nei paesi conquistati dall’Armata Rossa significò solamente il passaggio da un occupazione a un’altra. Nei loro precedenti colloqui Churchill, Roosvelt e Stalin avevano concordato sul fatto che, nel dopo guerra, le nazioni liberate avrebbero dovuto decidere sulla loro forma di governo, ma il georgiano era in realtà intenzionato ad espandere la sua influenza: “Chi occupa un territorio, vi impone il proprio sistema sociale” ebbe a dichiarare a Milovan Gilas. Per questo motivo cominciò subito a liquidare tutti i possibili oppositori alla dominazione sovietica (eliminazioni avvenute in certe parti prima ancora della fine del conflitto) in modo da avere governi dominati da comunisti che avrebbero introdotto nei propri stati misure simili a quelle del governo comunista, come la persecuzione religiosa.

Già Lenin, infatti, andato al potere nel 1917 provvide a mettere fuori legge le religioni perché riteneva, come Marx, che fossero solo un’illusione creata dall’uomo per evadere dalla realtà (“l’oppio dei popoli”). A farne le spese più pesanti fu la Chiesa Ortodossa perché maggioritaria del paese, ma tutte le confessioni presenti in Russia ne ebbero a soffrire: negli anni ’20 sotto la Repubblica sovietica vivevano circa un milione e seicentomila cattolici che furono sottoposti a dure misure repressive fino alla fine dell’URSS.

Eppure la Chiesa aveva cercato inutilmente di stipulare un Concordato e aveva offerto, durante la carestia del 1922, due milioni di dollari per alleviare le sofferenze della popolazione, ma come ha sottolineato lo storico Andrzej Kaminski «in Unione Sovietica la fede e la pratica di una religione furono a lungo motivi sufficienti per essere deportati in un campo di concentramento».

Le misure antireligiose furono esportate nei territori direttamente occupati, come negli stati Baltici. Ad esempio, in Lituania era severamente proibito ai sacerdoti «tenere lezioni ai bambini, impartire la cresima, assistere malati e moribondi e sovrintendere ai funerali” ed era vietato “pubblicare, stampare e diffondere libri, opuscoli o giornali a carattere religioso».

Il filosofo polacco Leszek Kolakowski denunciava il fatto che molte persone erano rinchiuse nei campi di concentramento sovietici per«propaganda religiosa» e che era un «dovere giuridico dei genitori dare ai figli un’educazione comunista e quindi atea; in caso contrario il potere minaccia di togliere i figli stessi».

In altri stati, invece si assistette alla nascita di democrazie popolari, formalmente indipendenti, ma nella pratica asservite all’URSS e il cui obiettivo principale era diffondere l’ateismo divenuto in pratica religione di stato, e separare i contatti delle chiese con Roma.

Nei paesi ortodossi come la Romania e la Bulgaria l’influenza sovietica s’intrecciò a più strette relazioni locali con la chiesa autocefala ortodossa e il Patriarcato di Mosca. In Romania, infatti, il potere sovietico cercò di spingere i greco-cattolici a far parte della Chiesa Ortodossa (ma ciò non impedì agli stessi ortodossi d’essere perseguitati), e impose la fusione imprigionando o uccidendo coloro si opposero ossia tutti i vescovi e gran parte dei sacerdoti.

Si tentò, invece di manipolare la Chiesa Cattolica di rito latino sostituendo l’autorità di Bucarest a quella del Vaticano. Nonostante le persecuzioni, però, il regime non riuscì mai ad imporre la propria autorità e si ebbero diversi martiri come padre Alajos Boga, morto in carcere per non aver accettato un piano governativo di una Chiesa nazionale senza legami con Roma. Stessa sorte toccò in Bulgaria al vescovo di Nicopoli, il beato Eugenio Vincenzo Bossilkov, processato nel 1952 per essersi rifiutato di mettersi a capo di una chiesa nazionale e condannato a morte. «Non ho rinnegato né la Chiesa, né il Santo Padre, né don Gallioni (n.d.a. Reggente della delegazione apostolica)» disse prima di morire.

Fonte: Fermiamo la persecuzione dei cristiani nel mondo

Annunci

From → RELIGIONE

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: