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DESTRA E SINISTRA UGUALI ! OH, MA SCHERZIAMO?

14/08/2012

Quello che distingue oggi la destra dalla sinistra è che la destra crede molto alle radici, ai valori di un radicamento, mentre la sinistra crede molto ai valori di liberazione, di emancipazione.
Esistono varie e differenti opinioni su ciò che effettivamente debba essere misurato lungo questo asse ed i criteri spesso sono sfumati tra i diversi partiti:
egualitarismo (sinistra)
individualismo (destra)
redistribuzione della ricchezza (sinistra)
accettazione delle disuguaglianze (destra)

politiche economiche interventiste (sinistra)
laissez-faire (destra)
relativismo culturale (sinistra)
valori tradizionali (destra)
politiche economiche e sociali egualitarie (sinistra)
libertà economica (destra)
natura umana plasmabile attraverso l’educazione e la cultura (sinistra)
natura intrinseca e non modificabile (destra)
religione secolarizzata (sinistra)
morale religiosa (destra)
collettivismo (sinistra)
individualismo economico (destra)
internazionalismo (sinistra)
interessi nazionali (destra)
Questi elencati sono i valori che vennero letti il 15 Novembre 2010 a “vieni via con me”
I valori della destra :
“Per la destra è bello, nonostante tutto, essere italiani perché è un piccolo privilegio, a Milano come a Palermo la nostra patria ha un patrimonio paesaggistico e culturale che il mondo ci invidia. Anche per questo, anche nel 2010, essere di destra vuol dire innanzi tutto amare l’Italia, avere fiducia negli italiani, nella loro capacità di sacrificarsi, di lavorare onestamente e pensare senza egoismi al futuro dei propri figli, di essere solidali e generosi, perché per la destra sono generosi innanzi tutto i nostri militari che in Afghanistan ci difendono dal terrorismo, come lo sono le centinaia di migliaia di nostri connazionali che ogni giorno e gratis fanno volontariato per aiutare gli anziani, gli ammalati, i più deboli”.

La destra ritiene “solidali e quindi meritevoli di apprezzamento le imprese e le famiglie che danno lavoro agli immigrati onesti, i cui figli domani saranno anch’essi cittadini italiani perché la patria non è più solo terra dei padri. Ma oggi nel 2010, per crescere insieme unito, il nostro popolo non può confidare solo sulla sua proverbiale e generosa laboriosità, gli italiani hanno bisogno di istituzioni politiche autorevoli, rispettate, giuste. Per questo destra vuol dire senso dello Stato e dell’etica pubblica, cultura dei doveri. Per la destra lo Stato deve essere efficiente ma non invadente, spendere bene il denaro pubblico senza alimentare burocrazie e clientele, per la destra solo lo Stato deve garantire che legge è uguale per tutti, che deve combattere gli abusi e il malcostume, deve valorizzare l’esempio degli italiani migliori. Per questo bisognerebbe insegnare fin dalla scuola che due magistrati come Falcone e Borsellino sono davvero eroi e che sarà grazie al loro sacrificio che un giorno la nostra Italia sarà più pulita, più libera, più bella, più responsabile, attenta al bene comune, più consapevole della necessità di garantire che chi sbaglia paga e chi fa il suo dovere viene premiato”.

“La destra sa che senza autorevolezza e buon senso delle istituzioni, senza autorità della legge, senza democrazia trasparente ed equilibrata nei suoi poteri non c’è libertà ma anarchia, prevalenza dell’arroganza e furbizia a discapito dell’uguaglianza dei cittadini. Per la destra l’uguaglianza tra i cittadini va garantita nel punto di partenza, al Nord come al Sud, a uomini e donne, ai figli degli imprenditori, degli impiegati e degli operai. Da questa vera uguaglianza delle opportunità la destra vuol costruire una società in cui merito e capacità siano i soli criteri per selezionare una classe dirigente. La destra vuole un paese in cui chi lavora di più, e meglio, viene pagato di più, un paese in cui chi studia va avanti, in cui chi merita ottiene maggiori riconoscimenti”.

I valori di Sinistra
“La sinistra è l’idea che se guardi il mondo con gli occhi dei più deboli puoi fare davvero un mondo migliore per tutti. Abbiamo la più bella Costituzione del mondo. La si difende ogni giorno e il 25 aprile si fa festa”. Inoltre “nessuno può stare bene da solo. Stai bene se anche gli altri stanno un po’ bene. Se pochi hanno troppo e troppi hanno poco l’economia non gira perché l’ingiustizia fa male all’economia. Ci vuole un mercato che funzioni, senza monopoli, corporazioni e posizioni di dominio. Ma ci sono beni che non si possono affidare al mercato: la salute, l’istruzione, la sicurezza. Il lavoro non è tutto, ma questo può dirlo solo chi il lavoro ce l’ha. Il lavoro è la dignità di una persona. Sempre. E soprattutto quando hai trent’anni e hai paura di passare la vita in panchina. Ma chiamare flessibilità una vita precaria è un insulto. E allora un’ora di lavoro precario non può costare meno di un’ora di lavoro stabile”.

“Chi non paga le tasse mette le mani nelle tasche di chi è più povero di lui. E se 100 euro di un operaio, di un pensionato o di un artigiano pagano di più dei 100 euro di uno speculatore, vuole dire che il mondo è capovolto. Davanti a un problema serio di salute non ci può essere né povero né ricco, né calabrese né lombardo né marocchino. L’insegnante che insegue un ragazzo per tenerlo a scuola è l’eroe dei nostri tempi. Indebolire la scuola pubblica vuol dire rubare il futuro ai più deboli”. E ancora: “La condizione della donna è la misura della civiltà di un Paese. Calpestarne la vita è l’umiliazione di un Paese”.

“Dobbiamo lasciare il pianeta meglio di come l’abbiamo trovato perché non abbiamo il diritto di distruggere quello che non è nostro. E l’energia va risparmiata e rinnovata sgombrando la testa da fanta-piani nucleari. Il bambino figlio di immigrati che è nato oggi non è né immigrato né italiano. Dobbiamo dirgli chi è. Lui è un italiano. Se devo morire attaccato per mesi a mille tubi, non può deciderlo il Parlamento. Perché un uomo resta un uomo con la sua dignità anche nel momento della sofferenza e del distacco. C’è un modo per difendere la fede di ciascuno, per garantire le convinzioni di ciascuno, per riconoscere la condizione di ciascuno. Questo modo irrinunciabile si chiama laicità. Per guidare un’automobile, che è un fatto pubblico, ci vuole la patente, che è un fatto privato. Per governare, che è un fatto pubblico, bisogna essere persone perbene, che è un fatto privato”.

“Infine chi si ritiene di sinistra, chi si ritiene progressista deve tenere vivo il sogno di un mondo in pace, senza odio e violenza, e deve combattere contro la pena di morte, la tortura e ogni altra sopraffazione fisica o morale. Alla fine, essere progressisti significa combattere l’aggressività che ci abita dentro; quella del più forte sul più debole, dell’uomo sulla donna, di chi ha potere su chi non ne ha. E’ prendere la parte di chi ha meno forza e meno voce”

SINISTRA
1. Solidarietà
2. Laicità
3. Progresso
4. Lavoro

5. Cultura
6. Critica
7. Ragione
8. Rivoluzione
9. Uguaglianza
10. Ipocrisia
DESTRA
1. Forza
2. Patria
3. Conservazione
4. Imprenditoria
5. Pratica
6. Fede
7. Orgoglio
8. Reazione
9. Successo
10. Franchezza
La destraè per tutelare la libertà e questo può implicare anche l’uso della forza, una forza giusta e ferma. Destra è rispettare la diversità di tutti gli individui e favorire il diritto alla felicità. Felicità che non può essere assicurata dallo Stato ma che emerge dall’impegno e ricerca personali. Per questooccorre tutelare i più deboli senza imporre divieti a chi dimostra la capacità e l’impegno di arrivare ai vertici della propria professione. La Destra crede che lo Stato sia forte quando favoriscel’iniziativa personale e che sia debole quando si sostituisce a essa. La Destra crede nei valori della famiglia perché la Società è sempre una famiglia più grande. È una lupa che allatta i suoi figli e che poi lascia liberi. La Destra non accetta gerarchie immutabili ma rispetta quelle esistenti quando sono espressione di successo ed efficienza. La liberta d’impresa e la concorrenza, se sottoposte a regole giuste, sono il motore del mondo, il generatore del benessere. È una giustizia che punisce solo chi ha commesso reato, che accoglie volentieri chi voglia lavorare da noi ma che non cede al ricatto dei falsi multiculturalismi e non ha paura di rimandare a casa propria chi non rispetti casa nostra. La destra è il realismo del realizzabile, non le utopie che muoiono nella culla.È una donna che non abbia mai paura, perché le forze dell’ordine sono lì per proteggerci. È un Welfare che è frutto della partecipazione attiva al lavoro, non una concessione che piove dal cielo. Destra è capire il mondo, non sognarlo soltanto. È il progresso che sa conservare la saggezza di chi ci ha preceduto. È la meritocrazia che legittima i migliori e dà loro il peso della responsabilità. È tutela dell’ambiente ma senza l’ideologia perdente di che vorrebbe negare la modernità e tornare al mulino a vento.Destra è guardare i padri per capire chi siamo, riconoscersi italiani per riconoscere la diversità dell’altro. Non l’ordine ma la coordinazione. Non per la gerarchia ma contro l’anarchia. Destra è saper cambiare quando si deve cambiare, non è cambiare per cambiare. La destra è pensare al futuro guardando anche al passato.

SINISTRA
Sinistra è un mezzo di trasporto che ti fa sentire cittadino, l’energia del sole che ti abbronza, non solo quella già abbronzata del petrolio. E Sinistra è una voce fatta di tante voci ma in cui ciascuno può distinguere ciascuna. È invitare a cena un immigrato e non avere remore nel dirsi che non ci è piaciuto, è una donna al comando, non un uomo con la vagina. Non è nemmeno un uomo con la vagina in testa. Sinistra è una carta d’identità in cui è scomparso il sesso. Sinistra è fare distinzioni. Sinistra è morire lasciando solo il ricordo, non la malattia. Sinistra è fare un passo indietro, è una giustizia che non giustizia, un’unione di amori che non è prigione, è sapere che l’extracomunitario è un albanese ma è anche uno svizzero o un americano. Sinistra è essere colpevole di tutto davanti a tutti. È vergognarsi per chi non ha nulla, è non dimenticare la povertà appena si è seccata la lacrima. È riconoscere la bravura altrui come un’opportunità per gli altri non come un opportunismo per qualcuno. È ammettere che il proprio guadagno non è solo merito mio.
Di Marinella Tomasi
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From → POLITICA

One Comment
  1. Lemmonio Boreo permalink

    Ma ancora vi attardate su queste quisquiglie ottocentesche? Oggi lo spartiacque vero è pro o contro il liberismo dell’Alta finanza mondialista: ovvero con il capitale finanziario e cosmopolita o con i popoli e le Nazioni. Il resto sono chiacchiere.

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