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SMENTIAMONE UN’ALTRA! LA BUFALA DELLE SCIE CHIMICHE.

12/08/2012

L’ente sanitario statunitense CDC (Centers for Disease Control and Prevention) ha svolto uno studio della durata di tre anni, dal 2006 al 2008, sul cosiddetto “morbo di Morgellons”, una sintomatologia caratterizzata dalla misteriosa comparsa di lesioni cutanee dalle quali sembrano emergere peli sintetici. Molti sostenitori della tesi del complotto delle “scie chimiche” affermano che questo “morbo” è causato appunto dalle “scie chimiche”, senza tuttavia spiegare come.I risultati dello studio sono stati pubblicati il 25 gennaio 2012 in un articolo intitolato Clinical, Epidemiologic, Histopathologic and Molecular Features of an Unexplained Dermopathy, di Pearson ML, Selby JV, Katz KA, Cantrell V, Braden CR e colleghi, disponibile presso PLOS One.

Lo studio, costato quasi 600.000 dollari, è stato svolto su un campione di quasi 3 milioni di americani. Di questo campione, 115 persone avevano manifestato sintomi compatibili con quelli del “morbo di Morgellons” e avevano chiesto cure mediche per trattarli. Sulla base dell’esame approfondito di queste persone, il “morbo” viene definito dai ricercatori come una “dermopatia non spiegata” ma simile alla parassitosi illusoria: in altre parole, le sue vittime sarebbero sinceramente convinte di avere dei parassiti sotto la pelle, ma in realtà questi parassiti non ci sono. Si tratta dunque di una condizione di sofferenza reale, che come tale va rispettata e gestita, ma dovuta a problemi psicologici, non a cause fisiche esterne.Un altro aspetto interessante dello studio è la rarità del morbo: solo 115 persone sul campione di quasi 3 milioni di americani sottoposto a selezione equivalgono allo 0,004% della popolazione (una persona ogni 24.700 circa). La diffusione a macchia d’olio paventata da alcuni siti catastrofisti viene insomma smentita.Inoltre i peli che compaiono nelle lesioni cutanee sono compatibili con le fibre degli indumenti, quasi sempre cotone; in alcuni casi sono stati identificati come poliammide (probabilmente nylon).Una delle asserzioni ricorrenti dei sostenitori della tesi delle “scie chimiche” è che i fenomeni atmosferici anomali da loro attribuiti alle “scie” siano nuovi e recenti. I “buchi nelle nuvole” sono, secondo loro, una di queste anomalie recenti.Si tratta in realtà di normali “hole-punch cloud” o “fallstreak hole”, o di altri effettii atmosferici dovuti a rilievi geografici e ben noti a chi si occupa professionalmente di meteorologia. Inoltre questo fenomeno non è affatto recente. Se ne trova traccia già nel 1965, quasi cinquant’anni fa, nelle fotografie scattate dagli astronauti delle missioni Gemini. L’immagine qui sotto è la foto numero S65-63854_G07-H, datata 8 dicembre 1965 e scattata durante la missione Gemini 7 sopra le Antille Minori. In alto a sinistra si notano alcuni “buchi” nella coltre di nubi.Il 6 dicembre 2011 si è tenuto a Genova, presso il Berio Cafè, un confronto fra un esperto di meteorologia, Andrea Corigliano (docente di meteorologia presso l’Istituto Tecnico Aeronautico di Genova), e un sostenitore della tesi delle “scie chimiche”, Rosario Marcianò. L’incontro è stato organizzato da Andrea Casissa, che è partito da posizioni piuttosto favorevoli alla tesi delle “scie chimiche” ma si è dovuto ricredere di fronte alla serena ma sistematica demolizione, da parte del professor Corigliano, delle asserzioni meteorologiche di Marcianò, e soprattutto di fronte all’atteggiamento intollerante e aggressivo sia di Marcianò, sia del pubblico, sfociato in una vera e propria insurrezione, con insulti e minacce che hanno portato all’interruzione prematura del confronto.Il dibattito è nato dall’asserzione, fatta dai sostenitori delle “scie chimiche”, che le recenti inondazioni che hanno colpito Genova siano stati eventi artificiali causati attraverso l’uso delle “scie chimiche”: un’accusa gravissima, che implicherebbe enormi complicità da parte di piloti, controllori di volo, governi, autorità militari e meteorologi.Dopo l’intervento di Marcianò costituito principalmente da un video dedicato alla stazione HAARP, il professor Corigliano ha spiegato, con l’autorevolezza di un docente di meteorologia (anche se un po’ prolissamente e con molti tecnicismi), che le asserzioni presentate prima da Marcianò sono sbagliate:
il clima non si può modificare selettivamente;
le frequenze di HAARP non possono scaldare l’atmosfera per semplici ragioni fisiche (HAARP emette onde radio, non radiazioni infrarosse, e le frequenze radio non possono interagire con le molecole dell’atmosfera);
HAARP non devia gli uragani (basta guardare i grafici storici dei loro spostamenti, sempre uguali);
le alluvioni di Genova “sono fenomeni assolutamente naturali” dovuti principalmente alla temperatura del Mediterraneo, più alta del normale. Gli aerei non c’entrano niente.
In altre parole, un altro esperto qualificato ha confermato, dati alla mano, che le “scie chimiche” SONO UNA BUFALA .
In altre parole, da un lato c’era un esperto qualificato e dall’altro c’era un dilettante improvvisato. L’esperto ha pacatamente e scientificamente fatto a pezzi le tesi strampalate di Marcianò. Il confronto, a rigor di logica, in un mondo razionale, si sarebbe dovuto concludere con la resa incondizionata e le scuse del dilettante. Non è andata così. Marcianò, subito dopo essere stato smentito da un docente di meteorologia, ha ribadito imperterrito che le “scie chimiche” esistono e che il controllo artificiale del clima è una realtà ed è una enorme congiura.

Comunque nonostante il rumoreggiare del pubblico ho fatto in tempo a chiedere a Marcianò se se la sentiva di accusare l’ENAV, i piloti italiani, i controllori di volo italiani e i militari italiani di questo omertosissimo complotto e di aver causato le alluvioni di Genova. La sua risposta è stata affermativa, ecco il dibattito parola per parola:

La mia domanda a Marcianò (2h43): “Chiedo al signor Marcianò se se la sente di affermare che le alluvioni di Genova sono state causate dagli interventi di aerei chimici, perché in questo caso bisogna accusare l’ENAV, i piloti, i controllori di volo, i militari italiani – non stiamo parlando di potenze straniere, stiamo parlando dei nostri piloti, delle nostre compagnie aeree. Tutti sono omertosi? Io vorrei sapere dal signor Marcianò se se la sente di fare queste accuse. Sono molto gravi. Le faccia pubblicamente e sporga denuncia. Grazie.”

La risposta di Marcianò (2h45m40s): “Be’, io non dovrei rispondere alle domande di un cacciatore di bufale, in quanto dovrebbe occuparsi di bufale e non di attività chimiche di aerosol clandestine o di geoingegneria clandestina. Si sa che le attività di aerosol sono presenti, sono un dato di fatto, e quindi è chiaro che eventuali incidenti di percorso possono anche avvenire. Qui non si sta dicendo che un’alluvione è stata indotta in maniera scientifica voluta. Si sta dicendo che in campo generale, lavorando nell’ambito della geoingegneria a livello italiano, quindi anche a livello globale, gli incidenti di percorso ovvero le alluvioni come in Thailandia, laddove la modificazione climatica è legale e palese con tanto di cartoni animati, gli incidenti sono cosa facile e verificabile. Tant’è, ripeto, che noi abbiamo previsto quello che si sarebbe verificato. Punto. Non c’è altro da dire. E ho risposto anche a un cacciatore di bufale, che [voce dal pubblico: “No, non hai risposto. Sporgerà denuncia o no? Se la sente?”] di bufale dovrebbe occuparsi”.

Mia osservazione: “Mi scusi, lei sta eludendo la domanda. Le ho chiesto, sono colpevoli o no quelli dell’ENAV che non hanno denunciato il fatto?”

Risposta di Marcianò: “Allora, io direi che la Protezione Civile avrebbe dovuto occuparsene. L’ENAV, che è coinvolta in reati di vario tipo, non può essere da esempio per questa sala [applausi] in quanto ci sono diversi milioni di euro che sono stati versati in tangenti per dare alle compagnie di volo le autorizzazioni. Quindi l’ENAV, che per conto suo potrebbe e dovrebbe essere un ente affidabile, non lo è più, signor Attivissimo.”

Mia domanda: “E i piloti di linea dell’Alitalia, delle compagnie aeree di tutto il mondo, anche loro sono colpevoli?”

Marcianò: “Noi abbiamo delle testimonianze, che manderemo a tempo debito, che dimostrano che le compagnie low-cost e anche altre compagnie sono coinvolte a pieno titolo, come d’altronde ebbe già ad indicare Edward Teller nel 1997 ad una conferenza verificatasi proprio qui in Italia, signor Attivissimo [applausi]. E le denunce ci sono, solo che la magistratura non ha mai dato seguito.”

Mia domanda: “Quindi la Ryanair è colpevole di irrorare con le scie chimiche? [pausa] Allora anche i magistrati sono omertosi?”

Nessuna risposta

Concludo che,a mio parere, è la contraddizione fondamentale dei sostenitori delle “scie chimiche”: dicono di avere prove inoppugnabili che a loro piove addosso letame, ma non fanno nulla per scansarsi. Vorrei che mi spiegasse come mai, perché francamente non lo capisco.

Di Marinella Tomasi

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From → ATTUALITA'

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