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Intervista rilasciata a L’Unità dal Onorevole Fabrizio Cicchitto

11/08/2012

Presidente Cicchitto, Napolitano rinnova l’appello a fare, e presto, una nuova legge elettorale. Il tavolo peró sembra fermo. È cosí?
«Il Pdl non ha pregiudiziali negative per approvare una riforma elettorale nei tempi più stretti. Noi vogliamo cambiare la legge. Giorno più, giorno meno, possiamo farcela entro settembre. Il problema non sono i tempi ma il merito visto che le questioni sono ancora molto aggrovigliate. Detto questo, le parole del presidente Napolitano hanno toni accettabili e una loro oggettività. Avrei, invece, qualcosa da dire sul merito».

Ad esempio? Per il Quirinale il presidenzialismo che il Pdl ha approvato al Senato con l’appoggio della Lega é “altamente divisivo”. Perché avete messo in campo questa zavorra?
«Chi ha rotto il trotto ed è passato al galoppo non siamo stati noi con la proposta del sistema francese ma il Pd quando ha tirato fuori il doppio turno sapendo benissimo di alzare il tiro. A quel punto il Pd poteva accettare il presidenzialismo e noi avremmo accettato il doppio turno. Sarebbe stata una proposta coerente. Soprattutto una vera riforma. Quella di cui c’è bisogno».Non ci sarebbero stati i tempi per farlo in questa legislatura. Ed ha avuto il sapore della provocazione.
«Noi vogliamo cambiare. E non diciamo o così o nulla. Il problema è il consenso».Su cosa non retrocedete?
«Il premio di maggioranza deve andare al partito e non alla coalizione. Sul resto, collegi, preferenze, sistemi di voto siamo aperti al confronto».

Il Quirinale si rammarica, e al tempo stesso ancora auspica, «riforme regolamentari per garantire iter più spediti per i disegni di legge ordinari». C’è ancora tempo per farli?
«Eh già, visto che non era solo colpa del <CF322>bieco</CF> Berlusconi il ricorso alla decretazione d’urgenza… Noi abbiamo pronti disegni di legge di riforma dei regolamenti parlamentari sia per facilitare e rendere più fluidi i tempi parlamentari che per vincolare la formazione di nuovi gruppi parlamentari come state proponendo anche voi dell’Unità. Dico: facciamolo».

Settembre nero, autunno caldo, nuovi tagli. La Bce ci impone nuovi vincoli anche politici. Abbiamo la ricetta per uscire da questo tunnel?
«La situazione è molto complicata. Gli ultimi colloqui con il premier Monti lo hanno ribadito. Prima di tutto, voglio ripeterlo anche qua, i dati negativi dell’Europa e dello spread prescindono da presidenti del consiglio e maggioranze politiche. Detto questo, siamo d’accordo che dobbiamo abbattere il debito e far ripartire la crescita diminuendo la tasse. Il decreto sviluppo di Passera è sembrato il sogno di una notte di mezza estate quando prevede cifre come 80 miliardi. Intanto noto che i pagamenti Stato-imprese sono ancora fermi».

Qualcosa di positivo?
«Ci sono punti comuni tra il piano di Alfano (fondo immobiliare) e quello di Bassanini. Monti ha fatto un’importante apertura politica sul piano di Alfano»

Voto in autunno, ipotesi sempre in piedi?
«Di fronte all’andamento sempre altalenante degli spread, è chiaro che i problemi non sono stati certo risolti con l’assunzione di Monti alla presidenza del consiglio. Detto questo, nelle ultime riunioni non se n’è parlato. Non poteva essere diversamente per non dare alibi a tempeste speculative. Diciamo che il tema voto anticipato resta sospeso. E che qualche giorno fa qualche pensiero in proposito è stato fatto. Anche per questo mi preoccupa la nascita, a sinistra, di quello che io definisco un gruppo giustizialista che ha messo nel mirino il Presidente della Repubblica. Che può sicuramente essere criticato. Ma in questo momento può essere destabilizzante».

Berlusconi resta il candidato premier?
«Qualora si fosse realizzata una disponibilità di Casini nei confronti del Pdl, il candidato sarebbe stato Alfano. Nel momento in cui Casini lo ha considerato il suo peggior nemico è chiaro che dobbiamo concentrare le energie sull’esistente. Cioè Berlusconi. Detto questo Alfano è il segretario del Pdl e lo sta facendo molto bene».

L’allenza con l’Udc e Casini é persa per sempre?
«In politica mai dire mai. La speranza è che Casini prenda coscienza che rischia di dare via libera ad una sinistra con componenti massimaliste e giustizialiste. E se ne ravveda»

Fabrizio Cicchitto
Intervista rilasciata dal onorevole a l’unità a firma di Claudia Fusani
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From → POLITICA

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