Skip to content

BENITO MUSSOLINI E SILVIO BERLUSCONI: SIMILI, MA DIVERSI.

11/08/2012

Spesso si e`sentito fare un paragone tra Benito Mussolini e Silvio Berlusconi; lo abbiamo sentito nei dibattiti politici della Sinistra, come anche nei giornali.
Qquesto e`cio`che ha detto niente di meno che il Washington Post:

“Non è andato certo per il sottile il Washington Post nella sua edizione domenicale nel lanciare un pesante paragone tra Benito Mussolini e Silvio Berlusconi in fondo pagina nella pagina dedicata agli editoriali con tanto di frasi del Cavaliere paragonate a quelle del Duce.


“Mai dire mai” è il titolo del pezzo, una summa di citazioni senza commento a parte la pungente introduzione: “‘Il passato non è morto’ scrisse Faulkner. ‘Non è neanche passato’. Non stava parlando dell’Italia ma mentre l’Italia si avvicina alle elezioni per il sessantaduesimo governo dalla Seconda Guerra Mondiale, potrebbe averlo fatto. L’ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, l’uomo più ricco del paese e il primo ministro rimasto in carica più a lungo dalla caduta del dittatore fascista Benito Mussolini è ancora in lizza”.

“Berlusconi aveva solo 8 anni quando i partigiani appesero il Duce in Piazza Loreto, ma dal tono del dibattito viene da pensare che Mussolini fosse stato un suo camerata. Almeno in spirito”.

Il catalogo di citazioni offre Berlusconi che si lamenta dei lacci e laccioli alla sua attività di Primo Ministro dicendo “Solo un uomo aveva potere ed era Mussolini. Tutti gli altri hanno solo avuto problemi” o ancora la minaccia di una nuova Marcia su Roma “Se non otteniamo le elezioni, penso che milioni di persone andranno a Roma a chiederle”. Si passa da un Ciarrapico che indica il ritratto del Duce come “una bella cosa” ad Alessandra Mussolini, alleata di Berlusconi sottolinea il Washington Post, che ricorda come senza il Duce “non vi sarebbero stati i salari fissi, le assicurazioni nazionali ed i diritti per le donne. Nessuna grande opera architettonica e nessuna bonifica delle paludi”.

“Berlusconi aveva solo 8 anni quando i partigiani appesero il Duce in Piazza Loreto, ma dal tono del dibattito viene da pensare che Mussolini fosse stato un suo camerata. Almeno in spirito”.

Quindi si evince da questa visione che oltre alle somiglianze fisiognomiche ,vi sono somiglianze anche nella ideologia : la patria, il popolo, il prodigarsi per il Paese, il curarsi dei piu`deboli, la lotta al disfacimento fisico (che al tempo del Fascismo era espressa dalla ginnastica costante a tutti i livelli), che oggi trova un cardine nella strenua battaglia contro i Radicali e la legalizzazione della droga, e la difesa dei “valori non negoziabili” che tutt’oggi il Popolo della Liberta` fa propri

Tutto cio`nella ideologia del Popolo della Liberta`e quindi di Berlusconi stesso, rappresenta una similitudine con la visione Mussoliniana, ma non bisogna esaurire il discorso in questa analisi, perche`vi sono anche importanti differenze che si possono riassumere cosi`:

1) Il tempo e il modo in cui Mussolini e Berlusconi hanno preso il potere.
2) La motivazione che li ha portati a volere ascendere alla guida della Nazione.
3)Le “adunate oceaniche”, invero create.storicamente da Hitler ,riutilizzate da Mussolini e rivisitate da Silvio Berlusconi tramite un potente utilizzo dei Media e del Web.

Relativamente al primo punto e al secondo, la differenza sta nel fatto che Mussolini prende il potere in un contesto diverso, caratterizzato da una Monarchia che stava gia`aprendosi alla forma costituzionale, ad un fermento sulla carta politica europea degli anni 20 ,che sfociera`nella guerra civile Spagnola degli anni Trenta, come anfi-teatro di cio` che sarebbe stata poi la Seconda Guerra Mondiale.

Il 28 ottobre 1922, alcune decine di migliaia di militanti fascisti si diressero sulla capitale rivendicando dal sovrano la guida politica del Regno d’Italia e minacciando, in caso contrario, la presa del potere con la violenza. La manifestazione eversiva si concluse con successo quando, il 30 ottobre, il re Vittorio Emanuele III cedette alle pressioni dei fascisti e decise di incaricare Mussolini di formare un nuovo governo. Vengono ricompresi nella medesima locuzione anche altri eventi collegati verificatisi, fra il 27 ed il 30 ottobre, in tutto il territorio nazionale.

Quindi gia`analizzando i primi due punti, si nota la diversita`della dinamica e del contesto in cui Mussolini prende il potere.
Silvio Berlusconi a differenza di Mussolini, compare sulla scena politica italiana nel 1994, e le sue motivazioni sono strettamente connesse alla creazione di una valida alternativa politica per tutti quelli che non si riconoscevano piu`nelle forze della Prima Repubblica – il particolar modo, appestate dal potere comunista.
Il suo discorso lo spiega a caratteri cubitali:

“IL DISCORSO DELLA ‘DISCESA IN CAMPO’ 26 gennaio 1994
“L’Italia è il Paese che amo. Qui ho le mie radici, le mie speranze, i miei orizzonti. Qui ho imparato, da mio padre e dalla vita, il mio mestiere di imprenditore. Qui ho appreso la passione per la libertà.
Ho scelto di scendere in campo e di occuparmi della cosa pubblica perché non voglio vivere in un Paese illiberale, governato da forze immature e da uomini legati a doppio filo a un passato politicamente ed economicamente fallimentare.
Per poter compiere questa nuova scelta di vita, ho rassegnato oggi stesso le mie dimissioni da ogni carica sociale nel gruppo che ho fondato. Rinuncio dunque al mio ruolo di editore e di imprenditore per mettere la mia esperienza e tutto il mio impegno a disposizione di una battaglia in cui credo con assoluta convinzione e con la più grande fermezza.
So quel che non voglio e, insieme con i molti italiani che mi hanno dato la loro fiducia in tutti questi anni, so anche quel che voglio. E ho anche la ragionevole speranza di riuscire a realizzarlo, in sincera e leale alleanza con tutte le forze liberali e democratiche che sentono il dovere civile di offrire al Paese una alternativa credibile al governo delle sinistre e dei comunisti.
La vecchia classe politica italiana è stata travolta dai fatti e superata dai tempi. L’autoaffondamento dei vecchi governanti, schiacciati dal peso del debito pubblico e dal sistema di finanziamento illegale dei partiti, lascia il Paese impreparato e incerto nel momento difficile del rinnovamento e del passaggio a una nuova Repubblica. Mai come in questo momento l’Italia, che giustamente diffida di profeti e salvatori, ha bisogno di persone con la testa sulle spalle e di esperienza consolidata, creative ed innovative, capaci di darle una mano, di far funzionare lo Stato.
Il movimento referendario ha condotto alla scelta popolare di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinché il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga, un polo delle libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno.
Di questo polo delle libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai principi fondamentali delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo
cattolico che ha generosamente contribuito all’ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L’importante è saper proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.
Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato piena cittadinanza in nessuno dei Paesi governati dai vecchi apparati comunisti, per quanto riverniciati e riciclati. Né si vede come a questa regola elementare potrebbe fare eccezione proprio l’Italia. Gli orfani i e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del Paese. Portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia.
Le nostre sinistre pretendono di essere cambiate. Dicono di essere diventate liberaldemocratiche. Ma non è vero. I loro uomini sono sempre gli stessi, la loro mentalità, la loro cultura, i loro più profondi convincimenti, i loro comportamenti sono rimasti gli stessi. Non credono nel mercato, non credono nell’iniziativa privata, non credono nel profitto, non credono nell’individuo. Non credono che il mondo possa migliorare attraverso l’apporto libero di tante persone tutte diverse l’una dall’altra. Non sono cambiati. Ascoltateli parlare, guardate i loro telegiornali pagati dallo Stato, leggete la loro stampa. Non credono più in niente. Vorrebbero trasformare il Paese in una piazza urlante, che grida, che inveisce, che condanna.
Per questo siamo costretti a contrapporci a loro. Perché noi crediamo nell’individuo, nella famiglia, nell’impresa, nella competizione, nello sviluppo, nell’efficienza, nel mercato libero e nella solidarietà, figlia della giustizia e della libertà.
Se ho deciso di scendere in campo con un nuovo movimento, e se ora chiedo di scendere in campo anche a voi, a tutti voi – ora, subito, prima che sia troppo tardi – è perché sogno, a occhi bene aperti, una società libera, di donne e di uomini, dove non ci sia la paura, dove al posto dell’invidia sociale e dell’odio di classe stiano la generosità, la dedizione, la solidarietà, l’amore per il lavoro, la tolleranza e il rispetto per la vita.
I1 movimento politico che vi propongo si chiama, non a caso, Forza Italia. Ciò che vogliamo farne è una libera organizzazione di elettrici e di elettori di tipo totalmente nuovo: non l’ennesimo partito o l’ennesima fazione che nascono per dividere, ma una forza che nasce invece con l’obiettivo opposto; quello di unire,per dare finalmente all’Italia una maggioranza e un governo all’altezza delle esigenze più profondamente sentite dalla gente comune.
Ciò che vogliamo offrire agli italiani è una forza politica fatta di uomini totalmente nuovi. Ciò che vogliamo offrire alla nazione è un programma di governo fatto solo di impegni concreti e comprensibili. Noi vogliamo rinnovare la società italiana, noi vogliamo dare sostegno e fiducia a chi crea occupazione e benessere, noi vogliamo accettare e vincere le grandi sfide produttive e tecnologiche dell’Europa e del mondo moderno. Noi vogliamo offrire spazio a chiunque ha voglia di fare e di costruire il proprio futuro, al Nord come al Sud vogliamo un governo e una maggioranza parlamentare che sappiano dare adeguata dignità al nucleo originario di ogni società, alla famiglia, che sappiano rispettare ogni fede e che suscitino ragionevoli speranze per chi è più debole, per chi cerca lavoro, per chi ha bisogno di cure, per chi, dopo una vita operosa, ha diritto di vivere in serenità. Un governo e una maggioranza che portino più attenzione e rispetto all’ambiente, che sappiano opporsi con la massima determinazione alla criminalità, alla corruzione, alla droga. Che sappiano garantire ai cittadini più sicurezza, più ordine e più efficienza.
La storia d’Italia è ad una svolta. Da imprenditore, da cittadino e ora da cittadino che scende in campo, senza nessuna timidezza ma con la determinazione e la serenità che la vita mi ha insegnato, vi dico che è possibile farla finita con una politica di chiacchiere incomprensibili, di stupide baruffe e di politica senza mestiere. Vi dico che è possibile realizzare insieme un grande sogno: quello di un’Italia più giusta, più generosa verso chi ha bisogno più prospera e serena più moderna ed efficiente protagonista in Europa e nel mondo.
Vi dico che possiamo, vi dico che dobbiamo costruire insieme per noi e per i nostri figli, un nuovo miracolo italiano.”
Silvio Berlusconi ”

Infine, venendo all’ultimo punto, anche se la forma dei congressi e il rapporto che Silvio Berlusconi ha col pubblico possono ricordare le adunate oceaniche di Mussolini, nella realta`sono profondamente diverse ,perche`Mussolini tramite le adunate cercava un sistema per moritorare costantemente il Popolo affinche`non vi fosse la benche`minima ombra di dissenso e tacitare successivamente con la forza tutti gli oppositori politici; Berlusconi invece cercava tramite il contatto col pubblico un legame quasi paterno con i suoi elettori , di capirne le esigenze – facilitato anche dal web e quanto a volere tacitare gli oppositori politici, non era nelle sue intenzioni ,anzi esso e`diventato il capro espiatorio della Sinistra.
Pertanto Benito Mussolini e Silvio Berlusconi sono simili, ma diversi.

Di Giulia Delorenzi

Fonti.

– Berlusconi come Mussolini? Il dubbio del Washington Post
Lunedì 7 Aprile 2008, 20:39 in Diario
di Massimo Brignolo

– IL DISCORSO DELLA ‘DISCESA IN CAMPO’ 26 gennaio …
docenti.unimc.it/docenti/…/i-discorso
Annunci

From → POLITICA

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: