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Cannabis terapeutica? Questo è un inganno dei Radicali !

10/08/2012

Negli ultimi anni la cannabis è stata considerata una semplice droga leggera, che non arrecava danni all’organismo: però, secondo diverse ricerche condotte in diversi momenti, è stato dimostrato che la marijuana distrugge i neuroni, riducendo lo spessore della corteccia cerebrale. Detto in parole semplici, la materia grigia si assottiglierebbe, soprattutto nella zona dei lobi prefrontali. Queste modifiche che la cannabis apporterebbe al cervello, altererebbero diverse funzioni cognitive, come la capacità di analisi e decisione, ma anche i livelli di attenzione e di coordinamento. La cannabis, dunque, da droga leggera verrebbe classificata come sostanza stupefacente a tutti gli effetti, non commerciabile. Giovanni Serpelloni, capo del Dipartimento Politiche Antidroga sottolinea che “è bene che i ragazzi lo sappiano anche perché la cannabis è il primo approccio con il mondo della droga”.

Le autorità olandesi stanno lavorando per classificare la cannabis come droga pesante, al pari della cocaina e dell’eroina. La marijuana, dunque, sarebbe considerata, a tutti gli effetti, una sostanza stupefacente. A volere questo cambiamento il ministro dell’economia Maxime Verhagen che spiega la sua decisione in merito alla cannabis, affermando che tale scelta è motivata dal fatto che l’attuale marijuana, richiesta soprattutto nella sua variante più diffusa, la cosiddetta skunk, ha un contenuto di Thc (Tetraidrocannabinolo) superiore all’erba normale. Questo agente psicoattivo, presente in dosi maggiori, avrebbe, dunque, reso la marijuana una droga pesante.

Contenta della decisione del ministro olandese anche Giorgia Meloni, ministro della Gioventù, per la quale riconoscere la cannabis come droga pesante conferma che “non può esistere una distinzione tra droghe leggere e droghe pesanti perché la droga è droga e fa male”. Un grande passo avanti quello del Governo olandese anche per il Dipartimento antidroga della Presidenza del Consiglio, provvedimento che necessità, però, “di una normativa più chiara ed efficace soprattutto per la salvaguardia della salute dei giovani”.

Com’è messo nero su bianco sul manuale “I radicali e le Droghe. Basta con il Proibizionismo”(1995), infatti, per i Radicali il cosiddetto «modello medico» altro non è che un trucco per propagandare la legalizzazione della cannabis; trucco particolarmente conveniente in quanto «la medicalizzazione rimpiazza la penalizzazione e ha il merito di essere rassicurante per l’opinione pubblica». In altre parole, si parte dal sostegno all’uso «terapeutico dei derivati della cannabis» per arrivare allo spinello libero. Non solo: i Radicali puntano a molto di più. Lo ha affermato molti anni fa lo storico leader del Partito, Marco Pannella, il quale, ospite a San Patrignano, nell’agosto del 1984 già auspicava che la droga «si potesse trovare al self-service» perché così «la cocaina sarebbe doc, l’eroina anche» (La Repubblica, 28/8/1984, p. 14). E questi oggi vogliono farci credere di battersi per «soddisfare le necessità dei pazienti in un contesto di legalità e sicurezza». Ci spiace, siamo e rimaniamo apoti: non la beviamo.

Immagine

Di Marinella Tomasi

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From → POLITICA

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