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GOVERNO BERLUSCONI DA RECORD CONTRO LA MAFIA E LA CRIMINALITA`.

02/08/2012

Di Giulia Delorenzi

Il suddetto articolo vuole passare in rassegna tutti i successi conseguiti dal Governo Berlusconi contro la mafia e la criminalita`,sotto tutti gli aspetti maggiormente degni di nota.

Nasce dal grande successo riscosso dell’immagine inerente questo argomento, che mi ha portato a svilupparlo.

Andando con ordine si puo`notare una crescente evoluzione di questa lotta , partendo proprio dal 2008 ;

-la notizia diceva esattamente :

sequestrati quasi duecento milioni di euro dalla Guardia di Finanza al clan della ‘ndrangheta riconducibile alla famiglia Alvaro di Cosoleto, in provincia di Reggio Calabria. È stata disposta la confisca di 15 tra imprese e ditte individuali operanti, principalmente, nel settore dei servizi e della ristorazione, tra i quali alcuni famosi locali romani come il “Cafè de Paris” ed il “George’s”, oltre a immobili di pregio, autovetture di lusso, rapporti bancari, postali, assicurativi e denaro contante.

I risultati conseguiti da questo Esecutivo nel contrasto alla criminalità organizzata non hanno precedenti nella storia della Repubblica italiana. E a dirlo sono i numeri, aggiornati al 30 giugno di quest’anno:

mafiosi arrestati: 8.885 (34 per cento in più rispetto al periodo precedente);
latitanti tratti in arresto: 459, di cui 32 di massima pericolosità (21 per cento in più rispetto al periodo precedente);
operazioni di polizia giudiziaria: 801 (14 per cento in più rispetto al periodo precedente);
beni sequestrati: 41.381, di cui 2.415 aziende, per un valore di 18.561 milioni di euro (353 per cento in più rispetto al periodo precedente);
beni confiscati: 7.654, di cui 2662 aziende, per un valore di 4.192 milioni di euro (511 per cento in più rispetto al periodo precedente);
il totale dei beni sottratti: 49.035 e 22.753 milioni di euro il corrispettivo valore complessivo.
A questi dati bisogna aggiungere 2.202 milioni di euro, cioè le somme recuperate dal Fondo Unico di Giustizia, creato ad inizio legislatura. Nel Fug confluiscono infatti i soldi sequestrati alle mafie, quelli depositati presso Poste Italiane, banche e altri operatori finanziari nell’ambito di procedimenti civili e i proventi derivanti dai beni confiscati che diventano risorse immediatamente disponibili per le esigenze di giustizia e sicurezza dello Stato. Risorse che quindi non restano più inutilizzate, come in passato, ma vengono sfruttate.

A livello legislativo dal 2010 al 2011 notiamo una evoluzione normativa che vede configurarsi due nuove proposte giuridiche :
– il Piano Nazionale antimafia;
– il Codice delle Leggi antimafia;

Il governo ha messo in campo il più grande sistema di contrasto alla mafia mai attuato finora. Sono stati arrestati 29 dei 30 latitanti più pericolosi e inasprite le pene per i mafiosi. Particolarmente efficaci sono le nuove norme che colpiscono i patrimoni mafiosi facilitando la confisca di beni e patrimoni intestati a prestanome di ogni categoria sociale ed età. Dal 31 gennaio 2010 è legge il Piano nazionale antimafia e dal 9 giugno 2011 è in vigore il Codice delle Leggi Antimafia.

Cio ha comportato a livello di applicazione nell’esecutivo, le seguenti misure.

Il regime di carcere duro (il “41 bis”) è stato inasprito.
Due anni in più di carcere per chi appartiene alla mafia.
Il reato di associazione mafiosa è esteso anche alle organizzazioni criminali straniere.
I mafiosi condannati non possono avvalersi del gratuito patrocinio.
Aumento di 30 milioni di euro al Fondo per le vittime dei mafiosi.
Gli imprenditori che non denunciano le estorsioni non potranno partecipare alle gare per gli appalti pubblici.
Più poteri al procuratore nazionale antimafia.
Stazioni uniche appaltanti: istituite in ogni regione per contrastare i tentativi di infiltrazione mafiosa nelle gare pubbliche.

E`stata inoltre introdotta una innovazione nell’applicazione pratica della Legge che si rifa`al “Modello Caserta”,ivi li`sperimentato con le seguenti modalita`.

Da ottobre 2008, 400 militari e 350 poliziotti hanno affiancato le forze dell’ordine nella provincia di Caserta, per intensificare la lotta contro la camorra. Il coordinamento tra polizia, militari e magistratura, ha portato ad un calo dei delitti del 16% a Caserta e del 17,4% a Napoli (2009 – 2010).

L’azione legislativa si e`inoltre proposta vincente ,applicata anche ad un livello economico, in grado di contribuire a fare cascare il castello di carte delle associazioni di stampo mafioso.

In dettaglio, si sono rivelate efficaci le nuove norme che aggrediscono i beni dei mafiosi, facilitando la confisca di beni e patrimoni intestati a prestanome, indipendentemente dalla pericolosità del soggetto e dalla sua età. I soldi e beni tolti alla mafia sono messi a disposizione dei cittadini, delle comunità e delle forze dell’ordine. Aggredire i patrimoni mafiosi è la vera “ricetta vincente” per il contrasto alla criminalità
organizzata.

I beni sequestrati hanno avuto un riutilizzo per fini diversi tramite l’Agenzia che ha sede a Reggio Calabria ed è operativa dal 16 aprile 2010. I beni sottratti alla criminalità organizzata sono stati infatti destinati agli enti locali per scopi sociali ed edilizia pubblica, alle Forze dell’ordine, ad associazioni del terzo settore, a cooperative agricole per la valorizzazione
delle produzioni locali. Questa Agenzia ha poi esteso il suo raggio d’azione :
dal 14 luglio 2010 è stata attivata anche la sede di Roma.

Questa lotta ha un riverbero anche sulle testate giornalistiche ,come ad esempio il fazioso che ne elogia i meriti.

Non passa giorno senza un arresto di un latitante, confische alle organizzazioni mafiose ecc

Ne avevamo già parlato citando i dati sugli arresti dei latitanti, i numeri complessivi della lotta alla mafia e in generale le norme approvate

Più di novemila i beni che, da quando si è insediato il governo Berlusconi, sono stati sequestrati alla criminalità organizzata. Più di duemila quelli confiscati. Ma il dato che sottolinea l’impegno delle forze dell’ordine nel contrasto alla mafia è quello relativo agli arresti: 3.479 con un aumento del 26%. Quasi tremilacinquecento (il 26% in più rispetto ai 17 mesi precedenti) ai quali si aggiungono i 270 latitanti per i quali l’incremento è del 91%. nel “Fondo unico di giustizia” dove arriva il denaro sequestrato alla mafia sono confluiti 676,7 milioni di euro, ai quali vanno aggiunti i 5 miliardi e 372 milioni di beni sottratti alle cosche mafiose. Un ammontare superiore del 52% ai 17 mesi precedenti

e ancora

Ogni giorno sono stati arrestati mediamente 8 mafiosi. Non ci sono precedenti di un governo che nei primi 15 mesi ha adottato così tante misure contro la mafia e così efficaci

e infine

Le operazioni di polizia giudiziaria sono state 355, con un incremento del 40%

E c’è ancora chi parla di collusione e amenità del genere. Peccato che gli arresti aumentino con i governi di centrodestra e le norme più dure siano sempre prese da Berlusconi e soci. Con la sinistra nulla di nulla (come sempre d’altronde…)

Ma anche altri blog e giornali non mancano in elogi come Recensioni & Storie:

17 agosto 2009 By Cavallo Roberto
Nei 14 mesi del governo Berlusconi “…abbiamo conseguito risultati straordinari nella lotta al crimine organizzato”. Lo ha detto a Ferragosto il Ministro dell’Interno, Roberto Maroni ,durante la conferenza stampa al Viminale alla quale hanno partecipato il Presidente del Consiglio, S ilvio Berlusconi, e il Ministro della Giustizia, Angelino Alfano. Nel corso del Comitato nazionale per l’ordine e la sicurezza, ha spiegato Maroni, si è discusso del varo di un piano quadriennale per la lotta alle mafie.

La lotta alla criminalità organizzata, ha aggiunto Maroni, “è una sfida che tutto il Governo vuole vincere e i risultati conseguiti ci danno grande fiducia”. Ed ecco i risultati conseguiti sino ad oggi.

Paragonando l’attività svolta in questi 14 mesi di governo Berlusconi con quella dei 14 mesi del precedente esecutivo a guida di Romano Prodi, si evince una generale diminuzione dei reati, nelle seguenti percentuali (fonte: Ministero dell’Interno, riportato su “Il Messaggero”, 17 agosto 2009, pag.4):

– omicidi: – 3,7%

– tentati omicidi: – 12,1%

– violenze sessuali: – 7,7%

– furti: – 18,6%

– rapine: – 20,4%

– estorsioni: – 15,1%

– spaccio stupefacenti: – 16,9%

– usura: – 16,1%

Anche nella lotta alla criminalità organizzata i successi, se confrontati con l’ultimo periodo del governo di centro-sinistra, sono particolarmente evidenti:

– operazioni di polizia giudiziaria: + 35%

– arresti: + 32%

– latitanti arrestati: + 78%

– beni sequestrati (euro): + 31%

– beni confiscati (euro): + 179%

Il Ministro Maroni ha evidenziato che, complessivamente, la delittuosità è calata del 14%.

«Ho grande fiducia nell’ azione che stiamo facendo.Una sfida, quella alla criminalità organizzata , che tutto il governo intende sostenere nella certezza che riusciremo a vincerla» ha proseguito Maroni.

«Ci siamo concentrati nell’ azione di contrasto alle mafie – ha continuato Maroni – con risultati di successo.
Credo che «senza retorica, quella vissuta negli ultimi 14 mesi sia stata la migliore stagione antimafia».

Sono le misure legislative adottate dal Governo – ha continuato il ministro dell’Interno – che hanno portato a «risultati clamorosi e senza precedenti». Maroni ha quindi citato alcuni dati significativi come l’arresto di 29 latitanti tra i 100 più pericolosi e il sequestro di beni alla mafia per un valore superiore a 4 miliardi e mezzo (+31%), e un miliardo per quelli confiscati (+179%). Anche i dati sui delitti mostrano diminuzioni sostanziali, dalle rapine in banca con un calo del 50% ai furti, con una diminuzione del 18,6%, «ma tutti i dati relativi alla delittuosità sono complessivamente in calo» ha sottolineato il ministro dell’Interno.

Con il Fondo Unico di Giustizia poi, ha ricordato Maroni «abbiamo inventato un nuovo strumento che ci consente di aggredire le somme liquide giacenti in attesa di confisca, con il risultato clamoroso che per la prima volta i soldi tolti alla mafia vengono subito reimpiegati contro di essa». Solo al 31 luglio le somme recuperate ammontano a più di 617 milioni di euro. I risultati positivi su questo fronte giungono dall’adozione del “modello Caserta”: “è un modello che funziona e vogliamo esportarlo in alte aree a forte intensità mafiosa”.

Brunetta stesso parlando di Napoli e Caserta cita a mo’ di esempio i successi di Berlusconi nella lotta alla criminalita`organizzata.

Se non avessimo la Calabria, la conurbazione Napoli-Caserta, o meglio se queste zone avessero gli stessi standard del resto del Paese, l’Italia sarebbe il primo Paese in Europa». Così si è espresso il ministro per la Pubblica amministrazione, Renato Brunetta, secondo quanto riporta ‘Il Giornale’. Spiegando l’importanza del federalismo il ministro evidenza l’esistenza di un sistema malato ben rappresentato dalla «conurbazione» Napoli-Caserta che è «un cancro sociale e culturale. Un cancro etico, dove lo Stato non c’è, non c’è la politica, non c’è la società».

Per dare un’idea, racconta di quando si tenne il primo consiglio dei ministri a Napoli, Per l’emergenza rifiuti in Campania: «La città era vuota. Qualcuno agli angoli delle strade ci faceva il segno con il dito», (il medio). «Gli intellettuali napoletani disquisivano se il termovalorizzatore di Acerra fosse idoneo sì o no. E stavano con la merda sopra i capelli».

Mi ricordo «il freddo morale psicologico ambientale di quella giornata. Me lo ricordo. Ed è il segno più tragico, forse più dei mucchi di spazzatura per le strade, di una società, di una cultura e di una classe dirigente se non morte, tramortite».

Il ministro Brunetta invita gli ex governatori di Campania e Calabria del Pd a replicargli. «Zoggia e Pittella? Se questi sono i miei interlocutori – osserva il ministro – c’è davvero di che amaramente divertirsi. Perché, sul che fare nel Mezzogiorno, non mi rispondono piuttosto Bassolino e Loiero? Perché il primo non ci racconta come ha ridotto Napoli e la Campania? E perché non fa la stessa cosa Agazio Loiero con la sua Calabria?».

«Pittella e Zoggia – aggiunge – farebbero meglio a chieder conto del loro operato a questi compagni, fulgidi campioni del governo meridionalista della sinistra. E per aiutarli nella loro riflessione invierò loro tutti i successi ottenuti dal governo Berlusconi e dal mio collega Maroni contro la criminalità organizzata in Campania e in Calabria, allegando i relativi atti parlamentari».

«Avranno modo di imparare – afferma Brunetta – cosa sia un reale impegno per il Sud, distinguendolo dalle chiacchiere ipocrite, inconcludenti e fintamente indignate. Quanto a Leoluca Orlando Cascio (come lo ha sempre chiamato il presidente Cossiga), sappiamo bene chi egli sia e come da sindaco abbia ridotto la città di Palermo».

Anche Grasso in un articolo del Giornale,ne fa brillare l’operato in questo campo.

Un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia”. A proporlo è Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia che, in onda alla Zanzara su Radio24, loda il lavoro fatto dal precedente esecutivo e l’approvazione di norme che hanno portato a “sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi”, per una cifra totale di circa 40 miliardi di euro.

Grasso fa anche presente come si stiano ancora aspettando le decisioni su diverse questioni, come le norme anticorruzione e antiriciclaggio. Ma il giudizio sulla lotta alla mafia rimane incontrovertibile: il tanto bistrattato governo Berlusconi merita una medaglia nella lotta alla mafia. Alla faccia di chi accusava l’esecutivo precedente di non aver mosso un dito contro la criminalità organizzata.

La replica soddisfatta del Pdl arriva astretto giro di posta: “Grasso non fa che affermare una evidente verità. È stato tutto il centrodestra a condurre una rigorosa e seria azione legislativa e politica antimafia che la sinistra non si è mai sognata di realizzare”. ha commentato il presidente dei senatori del Pdl, Maurizio Gasparri. “Voglio ricordare che abbiamo rafforzato il 41bis garantendo l’applicazione del carcere duro in maniera ampia, a differenza di quanto fecero Mancino, Scalfaro, Ciampi e Amato che arresero lo Stato alla mafia – ha proseguito Gasparri -. E vedere poi Giuliano Amato, sotto il cui regno il 41bis veniva cancellato, fare il consulente del governo Monti per la riforma dei partiti è una vergogna per le istituzioni della quale chiederemo conto. Grasso quindi non fa altro che dire cose giustissime. Ma ci sono molti altri riconoscimenti che ci attendiamo ancora da lui. Evidentemente la sua prossima campagna elettorale lo spinge finalmente a dire qualche verità in più”.

Grasso mantiene invece il riserbo quando le questioni si fanno più personali. Chi voterà come sindaco di Palermo? Non lo dice: “Un magistrato non deve far conoscere le sue preferenze politiche”. E infatti poi sgancia una bordata nei confronti del pm Antonio Ingroia quello che, tanto per dirne una, concionava dal palco dei comunisti: “Fa politica utilizzando la sua funzione, è sbagliato. Deve scegliere. E per me è tagliatissimo per fare politica”. Ingroia non ci sta e replica: “Non voglio polemizzare con il procuratore Grasso. Ma so di aver esercitato un mio diritto: la possibilità, per ogni cittadino e magistrato, di esprimere in qualsiasi sede il proprio giudizio in materia di Costituzione e di politica della giustizia”. Ma ormai la bacchettata è arrivata.

Lo stesso Grasso lo ribadisce in maniera approfindita in una intervista.

Intervistato da La Zanzara, il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso ha dichiarato che vanno riconosciuti dei meriti al governo Berlusconi, perché «ha introdotto leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi». Subito si è scatenata la polemica, in particolare si è espresso molto criticamente il procuratore aggiunto di Palermo, Antonio Ingroia, su Radio2: «Non diamo meriti a chi non li ha. Da quando in qua i governi sequestrano i beni ai mafiosi?». Alfredo Mantovano, deputato del Pdl, ex sottosegretario all’Interno del governo Berlusconi e magistrato, a tempi.it commenta: «Parlano i fatti e i numeri».

E cosa dicono i fatti? Il governo Berlusconi ha contribuito alla lotta alla mafia o no?
I fatti dicono che, in poco meno di quattro anni, sono stati confiscati 40 miliardi di euro di beni, e questa cifra supera di gran lunga quelle dei governi precedenti. Certamente vanno fatti i complimenti e riconosciuti i meriti delle forze dell’ordine e dei magistrati, ma bisogna anche chiedersi perché ci sono stati questi risultati con le stesse forze rispetto ai governi passati. La spiegazione è che i vari pacchetti sicurezza del governo Berlusconi hanno introdotto delle norme che hanno consentito di aggredire la criminalità nel punto che le fa più male, quello dei beni economici. Per esempio, sino a quattro anni fa, per aggredire i beni di un mafioso la legge prevedeva che bisognasse prima dimostrare che il mafioso fosse davvero pericoloso. Ciò ha comportato nella realtà dei problemi. Immaginiamo che il mafioso fosse morto: non era più considerato pericoloso e i suoi beni andavano agli eredi. E se il mafioso si fosse pentito, come poterlo ritenere un collaboratore ancora pericoloso? Abbiamo allora eliminato il requisito della pericolosità, per cui oggi conta esclusivamente la provenienza illecita del bene. Se la villa del boss è stata acquistata grazie a proventi illeciti, allora si sequestra, anche se il mafioso nel frattempo diventa il priore di un convento. Così sono aumentati notevolmente i beni confiscati, che poi sono stati affidati allo Stato per essere riutilizzati dalla società. A Lecce, dove vivo, una villa di un boss, dopo le opportune ristrutturazioni, diventerà una caserma dei carabinieri: è un fatto che anche simbolicamente ha un enorme valore.

Cos’altro ha fatto il governo Berlusconi?
Faccio altri due esempi. Esisteva già una norma che prevedeva, in caso di infiltrazione mafiosa, che un ente pubblico fosse sciolto, e posto sotto commissariamento da un anno e mezzo a tre anni. Era un sistema che mandava a casa però solo gli eletti, ma l’esperienza dimostrava che coloro che fanno più male all’ente pubblico sono anche i responsabili della burocrazia nei vari uffici. Mantenere la burocrazia significava, in sostanza, mantenere in vita un sistema di collusione. Per cui abbiamo introdotto una norma che ha già avuto svariate applicazioni, in base alla quale se si riscontra l’infiltrazione mafiosa, anche i burocrati sono mandati a casa come ulteriore contributo alla buona amministrazione territoriale. Un secondo esempio: i meccanismi di prevenzione che sono stati introdotti. Uno dei più apprezzati è quello della tracciabilità dei flussi finanziari. In base ad una norma del pacchetto sicurezza, per realizzare un’opera pubblica oggi va attivato un solo conto corrente, in modo che tutte le somme in entrata ed uscita transitino da quel conto con un unico codice chiaro e netto. Ciò impedisce di subappaltare la gestione dei rifiuti o la fornitura di materiale edile ad imprese mafiose, o il lavoro in nero. Questa è una norma che ci è stata sollecitata sia dalla magistratura sia dal mondo imprenditoriale. Quando ci siamo messi a tavolino per scrivere le norme, spesso abbiamo chiesto a Grasso proposte e pareri.

La polemica con la magistratura sui meriti del governo Berlusconi nella lotta alla mafia non è nuova. Da cosa nasce?
Anzitutto non è di tutta la magistratura, ma solo di una parte e la posizione più esplicita è stata quella assunta da Magistratura democratica (l’ala sinistra delle toghe,ndr). Nella sinistra più ideologizzata, vige il dogma che da destra non possa arrivare nulla di buono, in particolare sul contrasto alla criminalità. Alcuni magistrati vivono un disagio quasi fisico nel dover ammettere che la realtà dice qualcosa di diverso. Allora, piuttosto, si dirà che è la realtà ad essere sbagliata.

Anche Maurizio Lupi ne parla.

Nei prossimi giorni probabilmente non leggerete questa notizia sui grandi giornali. Nel mio piccolo desidero fare un po’ di contro informazione per far sapere a tutti la verità contro le bugie

Pietro Grasso vi dice qualcosa? Bene, è il procuratore nazionale antimafia che ha pronunciato queste parole: “Darei un premio speciale a Silvio Berlusconi e al suo governo per la lotta alla mafia. Ha introdotto delle leggi che ci hanno consentito di sequestrare in tre anni moltissimi beni ai mafiosi. Siamo arrivati a quaranta miliardi di euro”.

Visto che secondo me non troveremo facilmente questa notizia sui grandi giornali, ho voluto riproporla e fare per una volta un po’ di sana contro informazione: perchè, dico io, quante menzogne abbiamo dobuto sentirci rivolgere per anni dai Travaglio e soci quando sono i fatti a dimostrare che siamo il governo che più di tutti ha combattuto la mafia e la criminalità organizzata?
Ecco appunto…

Vi riassumo alcuni dei fatti principali ma vi consiglio di approfondirli integralmente:
Tra il 2008 e il 2011 sono stati arrestati 29 dei 30 latitanti più pericolosi con ben 778 operazioni di polizia. Abbiamo inasprito le pene per i mafiosi (41 bis), abbiamo aumentato di 30 milioni di euro il Fondo per le vittime dei mafiosi, dato più poteri al procuratore nazionale antimafia e abbiamo istituito stazioni uniche appaltanti in ogni regione per contrastare i tentativi di infiltrazione mafiosa nelle gare pubbliche etc…

Dopo tutto possiamo fermamente affermare : “Il Governo Berlusconi da record contro la mafia e la criminalita`”.

FONTI:

1)http://www.governoberlusconi.it/dettaglio/840/lotta-alla-mafia-dal-2008-una-serie-ininterrotta-di-successi

2)http://www.governoberlusconi.it/

dettaglio/862/mai-cosi-tanti-successi-contro-tutte-le-mafie

3)http://www.ilfazioso.com/successi-del-governo-contro-la-criminalit-organizzata.html

4)http://www.recensioni-storia.it/sicurezza-i-successi-del-governo-berlusconi

5)Meridionalismo.it – Brunetta : “Napoli e Caserta un cancro per non dimenticare”

6)http://www.ilgiornale.it/news/interni/grasso-elogia-berlusconi-lotta-mafiae-poi-bacchetta-ingroia.html

7)http://www.tempi.it/ecco-cosa-ha-fatto-il-governo-berlusconi-contro-la-mafia-certe-toghe-negano-la-realta

8)http://www.mauriziolupi.it/governo-berlusconi-da-record-contro-la-mafia/

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