Skip to content

BOLOGNA TRENTADUE ANNI DOPO: UNA STRAGE SENZA VERITA’

02/08/2012

Di Marina Pitone
Un boato improvviso, lacerante poi solo urla, singhiozzi, polvere e macerie. L’atrio della stazione centrale di Bologna si riempie di sangue e detriti e sulla pensilina del primo binario l’esplosione investe anche un treno diretto a Basilea in ritardo di un’ora dalla tabella di marcia. Le grida dei feriti e dei passeggeri incontrano volti annichiliti dallo choc e dall’orrore. Sono fotogrammi della memoria del 2 agosto 1980, un torrido sabato di esodo per le vacanze.
Alle 10,25 (l’ora della tragedia rimarrà per sempre impresa sulle lancette ferme del grande orologio) l’esplosione squarcia l’ala sinistra della stazione di piazza Medaglie d’Oro. Il bilancio è di 85 morti e 200 feriti: la strage più efferata d’Italia cancella storie e persone di ogni età e provenienza.


La prima ipotesi che circola sulle cause, l’incidente provocato dallo scoppio di una caldaia, non regge a lungo lasciando presto il posto alla certezza dello scenario più vile e temuto: un attentato terroristico con una bomba ad altissimo potenziale.
Ma a differenza delle altre gravissime stragi che hanno insanguinato l’italia, la strage di Bologna ha dei colpevoli ufficiali. Eppure, nonostante siano passati 32 anni, tutta la vicenda presenta ancora delle zone d’ombra.
Francesca Mambro, Valerio Fioravanti e Luigi Ciavardini, elementi di spicco dei Nar (Nuclei armati rivoluzionari, formazione eversiva di estrema destra), pur essendosi dichiarati sempre innocenti, sono stati condannati come esecutori materiali della strage, anche se per la Cassazione mancano ancora mandanti e movente.
Di fatto, la strage di Bologna si presenta, per così dire, “anomala” per il momento in cui cade. Gli anni di piombo non sono ancora finiti e l’eversione (sia di destra che di sinistra) farà ancora molte vittime. Inoltre siamo lontani dal clima in cui erano maturatele stragi del ’74 (Italicus e Brescia). L’ipotesi di una affermazione autoritaria sembra ormai decaduta anche perché non ci sono più le condizioni per una “svolta a sinistra” del Paese. Terminata la stagione del compromesso storico dopo il caso Moro, il Partito Comunista ha imboccato la strada di un declino lento ma inesorabile.
Presidente del Consiglio è Francesco Cossiga ed è proprio il suo governo a parlare sin da subito di una “matrice fascista” della strage. Tuttavia, lo stesso Cossiga nel 2005 dichiarerà in televisione che la strage di Bologna è stata compiuta “per errore da un commando di terroristi palestinesi di passaggio in Italia”.
Secondo alcuni, invece, la strage andrebbe messa in correlazione con l’abbattimento del Dc9 di Ustica pochi giorni prima: un tentativo di sviare l’attenzione, una vendetta libica, o forse una rappresaglia americana con l’Italia colpevole di aver avvertito Gheddafi dell’agguato.
Attualmente non ci sono ancora né prove certe né testimonianze affidabili e, trentadue anni dopo, i familiari delle vittime di Bologna continuano a chiedere di conoscere tutta la verità, il diritto alla quale sembra però esser loro negato.

Annunci

From → ATTUALITA'

Lascia un commento

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: