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IL COMUNISMO DALLA TEORIZZAZIONE FILOSOFICA ,AGLI ORRORI STORICI, ALLE TOGHE ROSSE.

24/07/2012

Di Giulia Delorenzi
« Il comunismo è la dottrina delle condizioni della liberazione del proletariato [cioè di] quella classe della società che trae il suo sostentamento soltanto e unicamente dalla vendita del proprio lavoro, e non dal profitto di un capitale »
(Karl Marx e Friedrich Engels, Princìpi del Comunismo
Come si evince dalla definizione che i due massimi teorizzatori del Comunismo danno ,esso nasce in un contesto che e` la “lotta di classe”.
“Lotta di classe”: è il significato profondo che Marx dà a quel che accade nella storia: “La storia di ogni società – scrive nel Manifesto del partito comunista – è storia di lotte di classi“.


La parabola di questo concetto dalla metà dell’800 ad oggi è naturalmente legata alla storia del movimento operaio, alle complicate e spesso tragiche vicende del socialismo e del comunismo internazionali (per lo meno dei tentativi fatti), al cosiddetto “tramonto delle ideologie” e all’attuale fase del processo di globalizzazione neoliberista in corso.

Il Manifesto del Partito Comunista fu scritto da Karl Marx e Friedrich Engels fra il 1847 e il 1848 e pubblicato a Londra il 21 febbraio del 1848. In Italia fu pubblicato per la prima volta nel 1891[1].

Il libro fu commissionato dalla Lega dei Comunisti per esprimere il loro progetto politico. Il libro si apre infatti con la famosa frase, seguita da una dichiarazione di intenti:

« Uno spettro si aggira per l’Europa: lo spettro del comunismo. Tutte le potenze della vecchia Europa si sono coalizzate in una sacra caccia alle streghe contro questo spettro: il papa e lo zar, Metternich e Guizot, radicali francesi e poliziotti tedeschi. […] È ormai tempo che i comunisti espongano apertamente in faccia a tutto il mondo il loro modo di vedere, i loro fini, le loro tendenze, e che contrappongano alla favola dello spettro del comunismo un manifesto del partito stesso. »

Questa concezione filosofica si venne a concretare in una realta`politica che portava con se`due elementi che la connotarono storicamente per sempre e che ne tracciarono l’eredita`nei Secoli a venire, anche in termini di mentalita :
1)Il dato Economico.
2)L’aspetto repressivo e di lotta ad ogni sorta di nemico o oppositore politico.

Per cio`che concerne il primo aspetto ,e`noto a tutti come nel Comunismo non si potesse risparmiare o possedere nulla al di piu`dl necessario.
Questo ebbe come conseguenza il livellarsi della Societa`su di un unico piano ,con la conseguente incapacita`di ascesa sociale correlata alla ricchezza – concetto chiaramente espresso sia in Engels che in Marx.

Per cio`che concerne il secondo elemento, il Gulag e`stato l’oggetto del Terrore Rosso per eccelenza e la sua storia e`alquanto interessante e farcita di elementi.
I campi di prigionia nacquero per ospitare varie categorie di persone considerate pericolose per lo stato: criminali comuni, prigionieri della Guerra civile russa, funzionari accusati di corruzione, sabotaggio e malversazione, nemici politici vari e dissidenti, nonché ex nobili, imprenditori e grandi proprietari terrieri.
Le ubicazioni dei campi vennero scelte anzitutto per facilitare l’isolamento dei prigionieri; vennero utilizzati soprattutto monasteri remoti. Il sito delle Isole Soloveckie nel Mar Bianco fu uno dei primi insediamenti istituito nel 1918. Il nome di quelle isole divenne comunemente noto come Solovki e entrò nella lingua come sinonimo di campo di lavoro in generale. Venne presentato come un luogo per la “rieducazione del nemico di classe” e per la sua reintegrazione nella società sovietica per mezzo del lavoro. In principio i reclusi, la maggior parte dei quali apparteneva all’intellighenzia russa, ebbe una relativa libertà (nei limiti dei confini naturali delle isole). Si pubblicarono quotidiani e periodici locali e si praticarono anche delle ricerche scientifiche (il filosofo e mistico russo Pavel Aleksandrovic Florenskij fu uno degli scienziati che effettuò le ricerche sul gelo perpeuto). Ma alla fine anche il campo Solovki fu trasformato in un Gulag ordinario.
Il Gulag (per esteso Glavnoe Upravlenie ispravitelno-trudovykh LAGerej – Direzione principale dei campi di lavoro correttivi) era il ramo della Polizia dell’interno e del servizio di sicurezza sovietico che costituì il sistema penale dei campi di lavoro forzato. L’acronimo originale russo, in uso solo al singolare, descriveva non un unico lager ma l’amministrazione incaricata dell’intero sistema dei campi nel suo complesso. Nel corso degli anni furono coniati diversi acronimi per gli istituti di direzione. Dopo l’iniziale creazione del Gulag nel 1926, varie organizzazioni confluirono al suo interno sotto il controllo dell’NKVD.
Come istituzione sovietica, l’amministrazione generale del Gulag fu ufficialmente fondata il 25 aprile 1930, con la sigla Ulag, in virtù dell’ordinanza 130/63 dell’OGPU, ai sensi dell’ordinanza 22, p. 48, del Sovnarkom, in data 7 aprile 1930, e fu rinominata con la sigla Gulag in novembre.
I campi del Gulag conobbero il maggior sviluppo negli anni del consolidamento del potere di Stalin e durante il suo lungo regime. I presunti responsabili di una pianificazione insufficiente o di cattiva produzione vennero incarcerati in massa con le accuse di corruzione e sabotaggio.
Il numero di prigionieri crebbe dai 176.000 del 1930 ai 510.307 del 1934, fino all’impennata del 1938 legata alle Grandi Purghe staliniane durante le quali il numero dei detenuti salì a 1.881.570. Durante la seconda guerra mondiale (1943) a causa dei reclutamenti nell’esercito si registrò una diminuizione a 1.179.819 unità. Dal 1945 tornò a crescere, raggiungendo il valore massimo di circa 2.500.000 persone, che rimase pressapoco costante fino al 1953 (anno della morte di Stalin).
Sebbene tra i prigionieri dei Gulag, comunemente chiamati zek, dall’abbreviazione della parola russa zaklinchionnyj (prigioniero), ci fossero anche disertori, criminali, e prigionieri di guerra, la gran parte dei reclusi erano stati condannati soltanto perchè sospettati di tradimento e “cooperazione col nemico”.
Dopo il marzo del 1953 venne varato un decreto di amnistia del Presidium, che sebbene limitato soprattutto ai detenuti per reati comuni, portò alla scarcerazione di un milione di persone. Venne interrotta la costruzione di nuovi Gulag e gli esistenti vennero ridoti da 175 a 81. Il rilascio dei prigionieri politici iniziò nel 1954 e si accompagnò a riabilitazioni di massa dopo che Nikita Khrušcev sconfessò lo stalinismo nel Discorso segreto al ventesimo congresso del Pcus, nel febbraio del 1956.

Questa presa di coscienza sull’essenza del Comunismo,sulla sua matrice filosofica, sui suoi aspetti economici e sui mezzi repressivi utilizzati, pur a distanza di cosi`tanto tempo, non ha estirpato in Italia una diffusa mentalita`della malversazione verso la ricchezza ,in particolar modo relativamente alla figura di Silvio Berlusconi, a cui non gli e`stata perdonata ne`una elevata capacita`autonoma di successo ,ne`il volersi proporre come valida altenativa a tutti coloro che nel ’94 non si riconoscevano piu`nelle forze partitiche all’epoca presenti, e a tutti quell che avendo vissuto l’esperienza del Comunismo, ne valutavano la dittatorialita`sia sociale che economica di tale proposta.

Cio`ha condotto da parte della Magistratura Rossa una serie di inchieste giudiziarie ,che si sono riproposte il copione che Stalin si riproponeva Mezzo Secolo prima : abbattere con ogni mezzo l’oppositore politico.Stalin usava il carcere e i Gulag,mentre le Toghe Rosse l’inchiesta giudiziaria pilotata al fine di impedire il Governo di un legittimo rappresentante eletto dal Popolo, agganciandosi alla non immunita`giudiziaria dei Parlamentari, dato che come ben si sa solo la massima carica dello Stato rappresentata dal Presidente della Repubblica,gode di questo privilegio.
Non e`bastata una Boccassini detronizzata da Lafrate ,con lei che furiosa esce dall’aula senza esprimere parola, cosi`come non sono bastati tutti i processi da Mediaset al Rubygate finiti in una nuvola evanescente.Alla notizia di una ricandidatuira di Berlusconi e`scattata un’altra inchiesta.Le Toghe Rosse sono sempre pronti a sferrare fendenti,proseguendo assieme alla Sinistra il lavoro dei loro ispiratori :Marx,Engels e Stalin.

FONTI:
– Storia dell ‘Economia politica.Teorie sul plusvalore (3 voll.),Editori riuniti, 1993
In : Marx – Engels
Werke (MEW)

– Manifesto del partito comunista.
K.Marx – F.Engels – 2010

– Debole come una quercia : il neoliberalismo di Sinistra, Mauro Fotia, 1999

– Memoria d’Europa.
Riflessioni su dittature, autoritarismi,bonapartismi e… G.Laschi – 2012

– ” I peggiori crimini del Comunismo ” – Giulietto Chiesa – 2004

– ” Il libro nero del Comunismo : crimini, terrore ,repressione ” – CEntois,Werth, Panne`, Paczkowski, Bartosek ,Margolini, 1998

– Societa`e industria culturale in Italia. – Mario Morcellini, Pablo Nardis – 1998.

– Compagno cittadino : il Pc tra via parlamentare e
Lotta armata. – Salvatore Sechi – 2006.

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