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RES PUBLICA

20/07/2012

Di Giulia Delorenzi

In latino letteralemente e`”la cosa pubblica”; nel senso ampio e`lo Stato inteso anche nell’accezione dei giorni nostri.
Uno Stato che il Cavaliere ha voluto porre nel suo cuore scendendo in campo nel lontano’ 94.
Uno Stato sotto il pugno Comunista che ha sempre posto al centro del suo io una visione Marxista della realta`,bollando come infausta l’apertura verso il liberismo in tutte le sue forme.
Uno Stato con un debito pubblico che lievitava sempre di piu`e che nessuna delle forze partitiche allora presenti ,si preoccupava di frenare.
Uno Stato clientelare e egoista che ha impietosito Berlusconi e per il quale e`sceso in campo.Le parole del suo discorso di apertura sono significative :
“l movimento referendario ha condotto alla scelta popolare di un nuovo sistema di elezione del Parlamento. Ma affinché il nuovo sistema funzioni, è indispensabile che al cartello delle sinistre si opponga, un polo delle libertà che sia capace di attrarre a sé il meglio di un Paese pulito, ragionevole, moderno.

Di questo polo delle libertà dovranno far parte tutte le forze che si richiamano ai

principi fondamentali delle democrazie occidentali, a partire da quel mondo cattolico che ha generosamente contribuito all’ultimo cinquantennio della nostra storia unitaria. L’importante è saper proporre anche ai cittadini italiani gli stessi obiettivi e gli stessi valori che hanno fin qui consentito lo sviluppo delle libertà in tutte le grandi democrazie occidentali.

Quegli obiettivi e quei valori che invece non hanno mai trovato piena cittadinanza in nessuno dei Paesi governati dai vecchi apparati comunisti, per quanto riverniciati e riciclati. Né si vede come a questa regola elementare potrebbe fare eccezione proprio l’Italia. Gli orfani i e i nostalgici del comunismo, infatti, non sono soltanto impreparati al governo del Paese. Portano con sé anche un retaggio ideologico che stride e fa a pugni con le esigenze di una amministrazione pubblica che voglia essere liberale in politica e liberista in economia.”
In questo modo Berlusconi ha rappresentato una valida alternativa alle forze politche lassiste e nullafacenti di quel periodo.
E`riuscito talmente bene nel suo intento da scatenare l’opposizione, sia nell’aula del Parlamento che del Tribunale.
Come si fa a non porre tutto cio`in paragone con la Repubblica di Epoca Romana?Dove le fazioni facevano di tutto per contendersi il dominio dell’Impero, arrivando a lotte fratricide e congiure?Cambiano tempi,senatori e condottieri ,ma non cambiano le forme : “da tutti i Giornali si preannuncia il ritorno di Berlusconi”- ecco riaprirsi fiumi di inchiostro e di dissenso anche bello stesso Pdl, contro quello stesso padre fondatore che amorevolmente ha accolto tutti e che come direbbe Macchiavelli “e`il perfetto governante”.

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